Smettila di reprimere tuo figlio

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Quando si dice che nulla capita per caso….
Smettila di reprimere tuo figlio” arriva nelle mie mani proprio in un momento in cui mi stavo chiedendo cosa stessi sbagliando con il mio secondogenito Fabio.

Il comportamento ESTERNO del bambino è sempre la conseguenza di una situazione emotiva INTERIORE.

Nessun problema specifico, nessuna problematica seria ma semplicemente quella mancanza di certezza assoluta, del mio agire, che invece mi aveva sempre accompagnata con Davide il mio primo figlio.

Bene! Un grande e semplice aiuto l’ho avuto proprio dalla lettura di “Smettila di reprimere tuo figlio. Come la semplice formula di madre natura garantisce la crescita felice del tuo bambino da 0 a 21 anni” nulla di nuovo o di mai sentito dire, ma certamente vedere scritti i codici di Madre Natura mi ha semplificato la vita.

Una lettura scorrevole, forse a volte un po’ ripetitiva, ma si sa che per poter far propri alcuni concetti fondamentali, bisogna leggerli e rileggerli più volte.

Il libro racconta le tre grosse “ere”, se così le vogliamo definire, del divenire grandi:
– da 0 a 7 anni, ovvero l’epoca dell’egocentrismo;
– da 7 a 14 anni, ovvero la comprensione del sé;
– da 14 a 21 anni, ovvero la conferma/manifestazione del sé.

Ogni tappa settennale, presenta esempi e approcci a quelli che sono i problemi più probabili in cui noi genitori ci imbattiamo.

Leggere questo libro significa aver la volontà di mettersi in discussione, la voglia di provare e sperimentare ciò che è stato vissuto “sul campo” dagli autori stessi per poi arrivare a fare propri atteggiamenti spesso scontati, semplici e che si reputano inutili.

Partendo dalla mia semplice esperienza, dopo aver letto questo libro (per me prima lettura “self -help” per l’adulto rivolto ai figli) posso raccontarvi che la frase conclusiva del libro “se osservi la natura del tuo bambino scoprirai che…. la tua Libertà, Felicità, Maturità sono ottimi compagni per la sua crescita serena” è diventato il mio motto quotidiano.

LIBERTÀ di scelta senza imposizioni da parte di terzi sopratutto nei confronti dei figli.
FELICITA’ come bisogno quotidiano e stile di vita.
MATURITÀ come capacità di mettersi in discussione chiedendosi sempre cosa vogliano esprimere i figli comportandosi in un certo modo.

Tuo figlio ha sempre UN BUON MOTIVO per fare tutto quello che fa: COMPRENDILO e ridimensiona il tuo giudizio.

Si racconta solitamente il contenuto di un libro e non come ho fatto io la frase finale, ma questa scelta è tale per far sì di non condizionare nessuno.
Ogni lettore coglierà, da pagine diverse, quello di cui ha bisogno in quel momento specifico della sua vita.

La regola è semplice: SIAMO E COMPORTIAMOCI ogni giorno, ogni minuto, COME VORREMO CHE I NOSTRI FIGLI FACESSERO, con trasparenza, sincerità e rispetto.

Concludendo, dico la parola più importante che mi è stata insegnata dai miei genitori che è il “GRAZIE”, anche a Roberta e Antonio autori di questo libro che con la supervisione celeste di Angela hanno avuto la volontà di mettere nero su bianco quello che troppo spesso è stato “nascosto” dalla società d’oggi perché troppo poco conveniente, troppo facile e troppo poco redditizio.

Grazie a chi nella mia vita ha saputo farmi crescere, mio marito e i miei due figli.

Ai genitori inevitabilmente spetta il grande ruolo di accompagnare questi doni preziosi della natura lungo il loro percorso di crescita.

A voi che leggete l’augurio anzi la certezza che l’aver tra le mani questo libro possa esser l’inizio di un nuovo rapporto genitori-figli.

Roberta Cavallo, Antonio Panarese:

Copertina flessibile: 270 pagine
Editore: Uno Editori (1 ottobre 2013)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8897623719
ISBN-13: 978-8897623717

Commenti

  1. Molto molto interessante. Devo proprio cercarlo!!!

  2. “Tuo figlio ha sempre UN BUON MOTIVO per fare tutto quello che fa: COMPRENDILO e ridimensiona il tuo giudizio.”Detto così sembra l’uovo di colombo, ma metterla in pratica esige uno sforzo empatico continuo e non sempre facile. Tendenzialmente siamo sempre portati a giudicare, e lo facciamo anche con i figli, tanto più che spesso, sbagliando, li vediamo come nostre proiezioni. Per la mia esperienza, posso dire che mettersi nei panni di mia figlia è sempre un esercizio salutare. Naturalmente comprendere non significa approvare o trovare alibi per comportamenti sbagliati. Quando mia figlia combina qualche marachella, anche se dentro di me ne comprendo benissimo le ragioni devo comunque spiegarle dove e perchè ha sbagliato, e se la situazione lo richiede la punizione non gliela leva nessuno!

    • Verissimo. Più che altro, a me ha sempre aiutato pensare: non fa i capricci per fare un dispetto a me; non piange per fare un dispetto a me; e così via. Quando ho smesso di pensare che ci fosse dietro una ‘strategia della tensione’, ho capito quanto anche lei avesse il diritto di esprimere se stessa liberamente, nel bene e nel male. E ho potuto smettere di giudicare.

  3. Tutto giusto, però attenzione: quanti genitori pensano che “non reprimere” significa “non educare”? Quanti piccoli selvaggi si vedono in giro, e quanti genitori totalmente succubi, che certe volte mi vergogno io per loro!

    • Io lo sto leggendo proprio in questi giorni e mi piace molto. non sono concetti nuovi ma penso che sia normale. Una persona che compre un libro così è una persona che ha già cominciato a farsi certe domande e certe riflessioni.
      Non capisco a pieno cosa intendi dire per . Se intendi tutti quei genitori i cui figli fanno delle scenate davanti ad altra gente, allora io forse per te lo sono, ma in realtà è una mia scelta : permettere sempre a mia figlia di lasciar uscire tutte le sue emozioni che vive e dalla mia bocca non uscirà mai un per poi magari accontentarla e concederle ciò che ha scatenato la crisi ( non so semi spiego). Quindi lascio che si sfoghi, le sto accanto e poi magari ci torno sopra quando sta meglio.
      Ovviamente la regola imprescindibile è il non nuocere ad altri.

      • Mi si è cancellato: non capisco cosa intendi per genitori succubi.
        Scusate, è l’inesperienza.

        • Buongiorno Laura! Io non mi scandalizzo e non punto il dito contro i genitori se un bambino di due o quattro anni fa una scenata al supermercato o non ne vuole sapere di stare seduto composto in chiesa (io ho tre figli e quasi 50 anni, quindi posso parlare per esperienza, ne ho fatte di brutte figure e ne ho prese di occhiatacce!), ma mi arrabbio molto se (mi è capitato davvero!) un ragazzino di 9/10 anni ti tira un secchiello di sabbia in piena faccia mentre stai sonnecchiando sulla sdraia al mare “perchè si annoia e in qualche modo deve pur giocare” o una ragazzina di otto anni fruga senza permesso nella tua borsa appoggiata ai tuoi piedi mentre sei sotto il casco dalla parrucchiera “perchè è tanto curiosa e non si riesce a tenerla ferma” oppure un ragazzino di 6/7 anni ti rovescia un bicchierone di Coca Cola sul cappotto buono mentre sei in pizzeria “perchè non mangia niente se non è libero di correre a suo piacimento”…ma è così difficile spiegare ai figli grandicelli PRIMA di uscire di casa, conoscendo i loro difetti e le loro attitudini, che certi comportamenti in pubblico non vanno bene, che non muoiono se per un’ora o due devono farsi coraggio e restare fermi o zitti, che hanno tutti i diritti del mondo ma a un certo punto devono rispettare anche gli altri? Secondo me un genitore succube è quello che non riesce (o non vuole!) insegnare l’educazione ai figli (che ce ne vuole di pazienza e di fiato sprecato!) perchè “i bambini non si devono reprimere”!

  4. Magari leggendo il libro si possono cogliere ottimi spunti di riflessione ma non sempre la vita ti permette di porti nei confronti dei figli nel modo migliore e certe volte la stanchezza prevale sulle buone intenzioni.
    Sara

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