Tendenze Fashion Week: lusso e semplicità

L’interminabile mese della moda si è concluso da poco ed è giunto il momento di tirare le somme. Centinaia di sfilate e presentazioni si sono susseguite a ritmo frenetico tra New York, Londra, Milano e Parigi con un turbine di proposte e novità tra le quali spesso è difficile trovare un vero e proprio filo conduttore, soprattutto senza averle lasciate adeguatamente sedimentare.

La cosa bella, però, è che ormai da molto tempo la moda non impone più dei diktat o delle tendenze univoche, ma presenta piuttosto una rosa di proposte, lasciandoci liberi di integrare il nostro guardaroba secondo le nostre preferenze, il nostro corpo ed il nostro stile di vita.

La scorsa stagione in passerella si erano visti volumi importanti , gonne a ruota, cappotti avvolgenti e femminilità direttamente derivata dai favolosi anni ’50. Il mood non è completamente scomparso, ma non è più dominante ed a sorpresa in molte passerelle sono riapparse le linee più svelte e scattanti degli anni ’60 e ’70 rivisitati: gonne corte, cappotti accostati, giubbotti e giacche sportive, scarpe basse e pezzi facili.

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Marc Jacobs, ormai completamente concentrato sulla sua prima linea dopo avere passato il testimone creativo sia da Marc By Marc Jacobs (ora MBMJ), sia da Vuitton, ha presentato una collezione sciolta, pratica, fatta di pantaloni ed abiti a canotta di jersey, pullover e splendidi giubbotti sportivi.

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Gucci, che ormai da molti anni insisteva sullo stile gotico, iperdecorato ed opulento per abiti da sera o da grandi occasioni, ha fatto sfilare moltissimi capi da giorno in deliziose tonalità tenui, presentando una moda portabile e lussuosa al tempo stesso, come si addice ad un marchio con una lunga tradizione in questo settore. Certo sono sogni anche questi, dati i presumibili prezzi stratosferici, ma almeno possono essere una valida fonte di ispirazione!

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Anche Nicolas Ghesquière, al suo debutto come designer da Louis Vuitton, ha stupito tutti coloro che si aspettavano un inizio mirabolante in linea con la magnificenza delle sfilate del suo predecessore Marc Jacobs. Il nuovo corso creativo è invece iniziato all’insegna della semplicità più assoluta. Le modelle hanno sfilato illuminate dalla luce naturale filtrata dai frangisole delle finestre, lo stile semplice, di alto livello ma quotidiano, ha fatto quasi gridare allo scandalo, ma c’è da giurare che alla fine, in strada (elemento ricorrente anche nelle foto di Juergen Teller che hanno preannunciato la collezione con un anticipo di poche ore), farà molta più tendenza del lusso opulento di altre collezioni, riservato nel complesso alla vita ed alle occasioni di poche elette.

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Hedi Slimane da Saint Laurent, abbandona parzialmente la moda da ragazzine punk-grunge, e pur non distaccandosi del tutto da un target molto giovane, presenta un insieme di classici british in salsa francese: minigonne a pieghe, anche scozzesi, piccole cappe a quadri e di tweed, cappottini, camicie bianche e grossi fiocchi. Un look molto accattivante e facilmente riproducibile anche in chiave low cost e, se necessario, con qualche centimetro di orlo in più.

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Miu Miu si colloca sulla medesima linea, se pur con il suo inconfondibile stile. In questo caso il punto di partenza è un capo quotidiano per eccellenza: il trapuntino di nylon che tutti abbiamo portato anche per uscire a fare la spesa o al parco con i ragazzi. Qui però, grazie anche ad una lunga ricerca sui materiali, viene completamente ridisegnato pur senza essere stravolto; nobilitato senza incorrere in eccessi. Anche molti abiti e le gonne sono del medesimo materiale. I colori pastello, le camicie col cappuccio portate “fuori”, gli stivaletti di gomma (caliamo un velo pietoso sul tacco a bullone) e le incursioni di plastica trasparente, conferiscono all’insieme freschezza e originalità.

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Quasi tutte queste collezioni sono state accompagnate da scarpe basse e non dalle calzature kitsch e monumentali che si erano viste spesso negli anni passati. Degni di nota gli stivali a tacco basso con morsetto di Gucci, nel tradizionale stile della maison, gli stivaletti glitterati di Saint Laurent e quelli di Vuitton.

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Ci sono state anche molte proposte molto più esuberanti e meno “minimal” di queste, molte senz’altro degne di nota, ma probabilmente destinate ad essere utilizzate più come accenti di personalità di un guardaroba moderno e pratico che come parte di un total look. Cito qui, perché ancora ho le immagini da sogno impresse sulla retina e nella mia fantasia le piume di N° 21, le cappe di Valentino (indimenticabile quella con le farfalle), le stampe ed i fiori di Dries van Noten e potrei menzionarne molti altri, che forse in questo momento mi sono rimasti meno impressi, ma non sono senz’altro meno belli.

E per voi cos’è la moda? Il sogno di poche occasioni o l’eleganza quotidiana? Quali sono gli abiti che vi hanno colpito maggiormente?

Commenti

  1. per me la moda è eleganza e quindi è qualcosa per tutti i giorni
    al lavoro, a fare la spesa, anche per stare a casa.
    detesto la sciatteria, perchè dietro alla trascuratezza del proprio aspetto temo sempre si annidi la trascuretezza di tutto il resto

    le foto che hai messo risssumono esattamente il mio concetto di eleganza e il mio stile (o quello che vorrei fosse il mio stile)
    i look che hai selezionato mi piacciono TUTTI…e anzi quasi quasi mi salvo la pagina e gioco a riproporli con quello che ho
    😉

    • Il gioco di ricreare i look da sfilata con quello che ho lo faccio spesso anch’io, almeno ci provo! Quanto al resto, al di là di qualche follia ogni tanto (fortuna che c’è Zara), anche a me piace indossare gli abiti tutti i giorni, per questo ho selezionato le cose più quotidiane, anche se di stravaganti e molto raffinate ce ne sono state moltissime.

  2. Genralmente ho uno stile molto classico per cui seguo poco le “follie” modaiole: anche se mi incuriosiscono molto le lascio alle riviste e ai blog.
    Mi piace molto la tua selezione di abiti dalle sfilate: quelli di Marc Jacobs e di Gucci me li metterei anche subito, peccato non siano alla mia portata…

    • Gucci, Marc ed ancora di più Vuitton non sono alla portat di (quasi) nessuno! Ma, come diceva anche Giulia, danno ottime idee di styling e con una brava modellista ed una buona sarta si può forse anche sognare!

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