Geronimo Stilton

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La nostra generazione è cresciuta con un eroe che ancora vive una lunga e fruttuosa vita artistica: Topolino. La generazione dei nostri figli ha anch’essa il suo topo eroe e si chiama Geronimo Stilton.

In realtà Geronimo è un po’ un anti-eroe perché la sua caratteristica principale è di essere un gran fifone, a differenza del suo predecessore sempre pronto a ficcarsi nelle più pazze avventure.

Ma come nasce un eroe? Come è nato Geronimo?

Il nostro direttore del celebre quotidiano Eco del Roditore, nasce nelle corsie di un ospedale dove la sua autrice occulta, Elisabetta Dami, fa volontariato alleviando la tristezza dei piccoli ricoverati.

Elisabetta non può avere bambini e decide di mettere il suo amore per i più piccoli al servizio di quelli di loro che vivono piccoli e grandi drammi fisici.

In ospedale la figlia d’arte (suo padre è l’editore Pietro Dami da cui Elisabetta ha imparato tutto sul mondo dei libri) scopre il potere della serializzazione dei personaggi e così il suo eroe preferito, un topo giornalista che finisce suo malgrado in un sacco di guai avventurosi, prende forma e accompagna i piccoli pazienti attraverso viaggi e peripezie.

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Il topo viene chiamato Geronimo per dargli la forza dei capi indiani e Stilton, come il celebre formaggio (perché suona meglio di Grana o Stracchino, come racconta la stessa autrice).

Ben presto attorno a Geronimo si costruisce un mondo, anzi per prima cosa una città: Topazia, con le sue vie dai nomi buffi (il protagonista abita in Via del Borgoratto 8) e i molti personaggi di contorno alla storia.

Geronimo Stilton - Musical Nel Regno della Fantasia

Geronimo infatti ha una famiglia simpatica e stravagante: la sorella Tea (lei è la vera coraggiosa della famiglia Stilton), il cugino Trappola, il nipotino Benjamin e Zia Lippa che cresce il piccolo Ben.

Attorno ruota tutto un mondo di amici, nemici, amori (la bella giornalista televisiva Patty Spring a cui Geronimo non riesce mai a dichiararsi).

Cosa fa la fortuna di questa serie di libri, film e trasmissioni televisive?

Ovviamente per prima cosa i personaggi simpatici e le storie ben congegnate, ma anche il posizionarsi dei libri della serie in un filone che resta a metà strada fra il fumetto e il romanzo. Del romanzo ha la lunghezza, la struttura della trama, la caratterizzazione profonda dei personaggi che cresce ad ogni libro. Del fumetto le “puntate” scollegate le une dalle altre e i grafismi. Perché nei libri di Geronimo le parole hanno font e colori diversi, il disegno aiuta la comprensione e tutto è molto più fumettistico che in un normale libro per ragazzi.

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Senz’altro questi libri appassioneranno i vostri figli, e probabilmente anche voi! Ultimo uscito della serie è Grande ritorno nel regno della Fantasia che si è rivelato l’ennesimo successo della saga, anche se io apprezzo molto le versione “Geronimo’s style” dei grandi romanzi del passato come Piccole Donne, Il Libro della Giungla, Marco Polo e Il Giro del Mondo in 80 Giorni.

E voi avete mai regalato uno dei libri di Geronimo Stilton ai vostri figli? Cosa ne pensate?

Foto Courtesy: Edizioni Piemme, Atlantyca Entertainment.

Commenti

  1. Se Geronimo Stilton fosse uscito quando io ero preadolescente, probabilmente ora la mia casa sarebbe invasa (anche) dai suoi libri. Ho apprezzato sopratutto lo stile grafico delle pubblicazioni. Certo io mi sono fatta andare bene Pattini d’argento e La Piccola Principessa così com’erano, ma io ho un amore smisurato per la lettura. Mio figlio meno. La parte visiva è una forte componente nell’attirare la sua attenzione e questa serie di libri (a metà tra fumetto e romanzo) hanno il giusto equilibrio per una lettura lunga, ma non noiosa.
    Penso che sia stata una trovata geniale degli ultimi anni e non posso che ringraziare questa donna che ha donato ai ragazzi (e agli adulti ancora un po’ bambini) un po’ più di fantasia al mondo

  2. io capisco le ottime intenzioni iniziali… ma i classici vanno rispettati, vi prego, almeno loro!! riduciamoli, inseriamo disegni, ma rispettiamo i tratti esenziali! piccole donne non sono 4 topine, e tutte questi disegnini, queste parole in grassetto, tolgono spazio all’immaginazione. siamo proprio sicuri che i nostri bambini non riescano a farne senza?

    • Io penso, Maria, che come per molte cose, dipenda dal bambino/ragazzino. Mio figlio non mi ha mai dato problemi a mangiare le verdure (neanche i cavoletti di Bruxelles), ma in giro è pieno di genitori semi-disperati perchè non riescono a far mangiare le verdure ai figli e aborrono i metodi “di una volta” più coercitivi che adattativi.
      Così credo sia per la lettura. Se un’impostazione grafica aiuta una lettura lunga, perchè no? Mio figlio si divora i fumetti che, grazie al cielo, hanno una sintassi linguistica corretta. Ma un libro permette di acquisire la padronanza di articolare un discorso. Non tutti i bambini sentono il bisogno di immaginare i personaggi e costringerli a una lettura forzata e dal loro punto di vista noiosa, porta a un rigetto verso qualcosa che dovrebbe solo essere piacevole.

  3. I classici tramite Geronimo Stilton credo che siano un buon approccio alla lettura. Mio figlio ha sette anni e quest’inverno ha letteralmente divorato i due volumi dei Tre Moschettieri, tanto che a carnevale ho dovuto cucirgli un vestito da Moschettiere per mascherarsi. Immagino che per leggere il romanzo di Dumas ci vorranno ancora degli anni, però intanto conosce la storia e nei suoi giochi ogni tanto gli sento citare il motto dei moschettieri e la trovo una cosa positiva.

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