Le difettose: Volere un figlio a ogni costo?

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Finisco di leggere “Le Difettose” nel lettone con accanto i miei figli che dormono beati.

Immagine di una famiglia comune insomma. Io mamma a 29 anni e poi a 33 di due splendidi esserini, beh una realtà per nulla scontata.

Quali sono le alternative alla famiglia avuta come dato di fatto? Quante donne esistono al mondo, a cui è vietata la possibilità di esse mamme?

Non si può realmente capire il lungo percorso che queste “difettose“, come le chiama Eleonora Mazzoni, devono percorrere; non dai solo l’ovulo che viene fecondato per poi esser reimpiantato, -no! – devi iniettarti con paranoica precisione ormoni miracolosi, poi solo in data precisa ti verrà prelevato l’ovulo maturo che verrà fecondato e trasferito nuovamente nel tuo utero sperando che attecchisca e poi?

Aspetti, aspetti, aspetti, ma il risultato non è per nulla scontato, anzi…

Che vite parallele a noi mamme regolari, vissute scandendo ora dopo ora, transfer dopo transfer esistono?

Ecco, Le difettose questo racconta, le vite parallele di donne che vorrebbero, vogliono e a volte riescono a diventare mamme.

Un libro scorrevole,  ironico e che mi ha aperto gli occhi su quanto l’aver i figli non sia proprio così da tutte.

Una lettura leggera ma molto realista che ti fa giungere alla fine del libro chiedendoti: ” Ma io cos’ho in più di queste sfortunate? Cosa avrei fatto io al loro posto?”

Un  libro che va letto, che va  regalato a tutte le donne prima che inizino a cercare una gravidanza per una presa di coscienza del fatto che possa esistere anche la possibilità di un NON figlio, insomma che la maternità non è un diritto di tutte e che poi, non è così scontato che giunga.

E voi come vi sareste comportate nell’impossibilità di diventare madri?

Commenti

  1. Perchè dare per scontato che la platea di lettrici sia composta esclusivamente da madri? Se non sbaglio, questo è un magazine femminile che tratta argomenti disparati, quindi ci potrebbe benissimo essere qualche lettrice che madre non è, per le cause più disparate.
    Trovo che le espressioni “difettose” e “madri regolari” più che ironiche siano sgradevoli, anche se messe tra le virgolette.

    • Infatti il titolo del libro indica appunto ‘difettose’ perché è così che la gente percepisce le donne che non hanno figli, quando questo non è vero: una donna non è mai difettosa.

  2. Io sono una difettosa ho fatto 4 fivet ed un’inseminazione senza concepire. Mi sento inferiore NO!
    Oggi sono madre di un bellissimo bambino di 4 anni nato in Siberia e giunto in Italia meno di un mese fa.
    Anche l’adozione è una maternità con i suoi tempi (gravidanza elefantiaca) i suoi travagli e le sue sofferenze ma il suo sorriso mi ripaga di tutto anche dell’atteggiamento di chi lo ritiene meno figlio di uno biologico e non tollera che mi assenti dal lavoro perché…non devi mica allattarlo.
    Lui è e sarà sempre mio figlio e devo trasmettergli con la mia presenza non il latte ma l’amore e la protezione che non ha avuto fino ad ora. I pregiudizi ci sono anche sui bambini adottivi come su quelli concepiti con la fecondazione assistita, sono solo parole con cui cerchiamo di spiegare il mistero della vita senza riuscirci. Scusate il tono enfatico ma sono felicissima e volevo condividerlo con qualcuno

Parla alla tua mente

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