La città incantata

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La città incantata è un altro film di Miyazaki, come Ponyo sulla scoglieraadatto a tutta la famiglia, anche ai bambini piccolissimi. Alice ha cominciato a guardarlo a poco più di due anni, anche se forse alcuni aspetti della trama le sfuggivano. Qualcosa le sfugge anche ora, ma le piace vederlo lo stesso.

I film di Miyazaki piacciono anche agli adulti proprio perché hanno molti strati, molti livelli di comprensione. E hanno comunque un’estetica, che per chi, come me, è cresciuto con gli anime giapponesi trasmessi dalle nascenti tv commerciali negli anni ’80, è assolutamente irresistibile.

La trama

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Chihiro è una bambina di dieci anni, sta traslocando con i suoi genitori verso una nuova casa, in una nuova città. Per la strada i tre si imbattono in una città che sembra abbandonata, forse un parco giochi? Trovano un ristorante deserto ma pieno di ogni ben di dio: i genitori si buttano sul cibo e si ingozzano. Chihiro intanto si guarda intorno e comincia a notare qualcosa di strano, ma quando torna al ristorante per avvisare i genitori e incitarli ad andarsene, li trova trasformati in maiali. Da qui comincia il viaggio di Chihiro nella città incantata e dentro di sé, nei suoi ricordi, per riuscire a salvare se stessa e i suoi genitori dalle forze magiche di quello strano posto governato dalla maga Yubaba. La bambina sarà aiutata nella sua impresa da un ragazzo di nome Haku e da altri magici personaggi.

Il film

Realizzato dalla casa di produzione Ghibli, questo film è il più grande successo di Miyazaki e ha ottenuto grandi riconoscimenti: l‘Orso d’Oro al festival di Berlino 2002 e l’Oscar come migliore film di animazione nel 2003. La rivista Empire l’ha inserito al 339° posto fra i 500 migliori film della storia.

Il film è delicato e coinvolgente come solo un film di Miyazaki sa essere: ti porta a viaggiare con Cihihiro, nel mondo fatato della Città Incantata, tra nomi magici, draghi, spiritelli, Senza-Volto, streghe gemelle, spiriti di fiumi, neonati giganti. Ma soprattutto nella sua crescita. La Città Incantata è un romanzo di formazione, come da tradizione occidentale: Chihiro esce dalla sua avventura profondamente cambiata, cresciuta, consapevole di sé e delle sue capacità.

“Ho creato un’eroina che è una bambina ordinaria, una con cui il pubblico possa identificarsi. Non è una storia in cui i personaggi crescono, ma una storia in cui attingono a qualcosa che è già dentro di loro, fuori dalle particolari circostanze.” Da un’intervista al regista su Nausicaa.net.

Per questo suo passaggio dall’infanzia all’adolescenza attraverso il passaggio ad un mondo magico, Chihiro è stata paragonata a Dorothy del mago di Oz e ad Alice nel paese delle meraviglie. Il film è liberamente tratto dal romanzo Il meraviglioso paese oltre la nebbia, di Sachiko Kashiwaba. (link amazon)

La città incantata, un film di Hayao Miyazaki. Animazione, durata 125′ – Giappone 2001.

Vedi la scheda del film sul sito dello studio Ghibli (da cui provengono anche le immagini di questo post).

Il film è ricco di citazioni e rimandi ad elementi della cultura sia occidentale che giapponese, alla spiritualità di varie religioni, e persino ad altri film dello stesso Miyazaki.
Chi riconosce dei piccoli personaggi presenti anche in Totoro, ad esempio?

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