Come rammendare e ricucire una maglia: tutorial

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Per il primo appuntamento col grafico, il mio fidanzato, indossai il mio maglioncino preferito: un cardigan a scaldacuore di lana rossa caldo, morbido e confortevole.
Peccato che fosse scucito sotto l’ascella sinistra. Si era fatto tardi e non potevo rimediare, così sperai che non si notasse.

Mesi dopo, però, il grafico ha confessato di essersene accorto.

 

E io ho capito che non è il caso di andare in giro con maglioni o vestiti conciati a quel modo. Così ho chiesto a mia madre di insegnarmi a rammendare una  maglia scucita. Ecco cosa ho imparato.

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Supponiamo di avere un maglione maglione scucito allo scavo manica (foto 1). Il procedimento è comunque valido per riparare scuciture di altro genere su capi di vario tipo.

La prima cosa da fare è scegliere un filo compatibile per colore e spessore con la pesantezza del tessuto da riparare e un ago della giusta grossezza (foto 2).

Mettiamo il capo a rovescio. Accostiamo i lembi da ricucire (foto 3) e fissiamoli con degli spilli (foto 4). In questo caso il maglione è a righe, quindi prestiamo anche attenzione a far combaciare le righe per ricostruire correttamente il disegno.

Iniziamo a riparare la scucitura partendo da un’estremità (foto 5). Lavoriamo sempre sul rovescio e cuciamo a punto indietro, con piccoli punti che simulano il lavoro di una macchina da cucire. Cuciamo in parallelo ai due lembi da riaccostare, tenendoci appena sotto la linea di finitura dei bordi (gli spilli ci aiutano a tenere il segno del giusto percorso da seguire) (foto 6). Questo accorgimento ci consentirà di ottenere una cucitura piatta e invisibile, o quasi.

Se, come in questo caso, ci troviamo a lavorare sull’incrocio tra due cuciture (per esempio sotto lo scavo manica come in questo caso, o al cavallo dei pantaloni), facciamo attenzione a far collimare i quattro lembi e diamo qualche punto di rinforzo per prevenire nuovi strappi in questo punto di tensione (foto 7).

La foto 8 illustra il risultato che dovremmo ottenere sul rovescio: una cucitura pulita e precisa. Per controllare se la riparazione sta riuscendo bene, di tanto in tanto possiamo rivoltare il lavoro al dritto e controllare che i punti non siano visibili.

A cucitura terminata, ripassiamo due volte l’ago nello stesso punto per fissare il filo. Non occorrono nodi: per concludere il lavoro ora è sufficiente tagliare la gugliata.

Ecco fatto (foto 9). Pochi minuti di lavoro per la soddisfazione di riparare un capo a cui teniamo.

Commenti

  1. Ma che post utilissimo, me lo salvo!
    Io non so cucire un granché, ho anche comprato la macchina da cucire ma dopo 2 lezioni non sono più riuscita ad andare. Alla tecnica degli spilli non avevo mai pensato!

    • Anch’io ho comprato la macchina da cucire ma non sono andata oltre i primi punti 😀
      Però per le piccole scuciture è più pratico usare ago e filo. E cercare di seguire un ordine (cosa per cui sono negatissima, perciò anche a me è stato utile scrivere questo post 😀 )

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