Come vestire bene in estate

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In estate basta un abito e un paio di accessori e siamo a posto. Possiamo affrontare qualsiasi impegno e incombenza, facendo solo attenzione al giromanica e alla lunghezza dell’abito.

In ufficio, e in contesti a contatto col pubblico, minigonne e bretelle non sono indicate: non costringetemi a discutere su queste semplici norme di buonsenso ed eleganza spicciola. Eheheh si vede che mi scaldo su questi temi? Ebbene sì. Il caldo fa perdere la ragione e la decenza a molte persone, ma ripristinare un po’ di buona educazione anche nell’abbigliamento farebbe bene a tutti.

La lunghezza delle gonne al ginocchio è raffinata, qualche dito sopra il ginocchio se lo possono concedere donne giovani e/o poco procaci. Mini solo ragazzine e donne con gambe slanciate in contesti informali.

Riguardo gli scolli vorrei dire due parole: avere il seno di fuori o le ascelle al vento non vi fa sudare meno. Anzi. Molto meglio una maglietta di cotone, non aderente, oppure di seta morbida. Meglio fare attenzione alla traspirabilità dei tessuti e al colore che suggerisca freschezza per cercare di limitare i danni del gran caldo.

L’abito è sempre una buona scelta: è pratico, veloce, non richiede abbinamenti e quanto più semplice e basic sarà, più darà la possibilità di essere reinterpretato ogni giorno in maniera diversa: basta cambiare collana e borsa o metterci degli orecchini diversi e dei sandali colorati che la nostra immagine suggerirà immediatamente qualcosa di diverso.

In questo outfit potete vedere un abito che vi avevo già mostrato su trashic, ma in tutt’altro contesto. Visto come cambia? Basta un foulard annodato come una collana (il mio gioiello Ex libris en kimonos di Hermès) e un paio di espadrillas (ASOS) e cambia anche stagione.

In estate per me gli abiti sono la scelta migliore: freschi, pratici, non tirano e non strizzano e poi danno la possibilità di giocare con i colori degli accessori con allegria.

Che ne pensate?

Commenti

  1. Concordo!
    Compresa la nota sulla decenza in ufficio, perché adesso si vede davvero tutto negli uffici
    Prendisole e ciabatte, no grazie. Non siamo al mare.
    E se proprio alla bretellina non vogliamo rinunciare, almeno mettiamoci sopra un golfino leggero leggero.
    Dopotutto, gli uomini camicia e calzoni lunghi li devono mettere e certo non possono venire a lavorare con i sandali….un po’ di solidarietà con i colleghi
    😉

  2. Concordo anche io su tutto!
    Ottimi consigli e soprattutto di buon senso, ma con queste temperature torride il buon senso vestimentario diventa sempre più merce rara… e poi ha ragione la Giulia: un po’ di solidarietà con i colleghi maschi ci vuole! Già abbiamo il privilegio di poter portare sandali o scarpe aperte senza calze!
    Visto il caldo africano, oggi in ufficio indosso un abito freschissimo di lino verde Tiffany con gonna a ruota al ginocchio un po’ anni ’50, cintura arancione e sandali beige.
    Siccome il vestito mi sembrava un po’ troppo scollato per l’ufficio, ho drappeggiato sulle spalle e sullo scollo il mio carrè piegato a triangolo e annodato davanti, così la decenza è salva…e la cervicale è protetta dalla micidiale aria condizionata.
    Quando mi lancerò fuori nella canicola della 15.30 mi toglierò il foulard e lo annoderò allla borsa!
    Baci e buona giornata… bollente!

  3. Altro voto a favore della decenza e del decoro. Aggiungerei anche io le ciabatte.
    Nel lavoro sono tenuta a non scoprire le spalle e a non accorciare i pantaloni oltre al ginocchio (gonne, chi siete? sigh..) per cui mi ritrovo appieno. Di scolli non ne parliamo proprio.
    Nel tempo ho notato che la sobrietà e la serietà del look che sfoggiamo al lavoro influiscono moltissimo sull’immagine che viene percepita, quindi… non ci sono scuse!
    Ma appena fuori dall’ufficio, abitini a tutto spiano 😀 e colori freschi, materiali leggeri e naturali: evviva l’estate!!!

  4. concordo pienamente su tutto e con tutte… e poi diciamolo che , come nel mio caso, chi ha un pò le braccia importanti e un pò mollicce la canotta non è proprio il capo adatto meglio una bella t shirt con la manica non troppo corta e ci si salva. a casa e fuori secondo me ci si può mettere quello che si vuole ma al lavoro e soprattutto al contatto col pubblico , come nel mio caso, meglio coprirsi un pochino di più tanto c’è l’aria condizionata

  5. Sempre favorevole a uno stile sobrio e elegante in ufficio! Tra l’altro la bella stagione è un’ottima scusa per fare incetta di camicine di seta delicatissime e magliette da signorina per bene; a me piacciono tantissimo messe con i pantaloni a sigaretta che scoprono un po’ le caviglie, sandali o chanel ai piedi. Poi, se si deve passare dall’ufficio all’aperitivo basta sostituire la camicina con un top senza spalline (se ce lo possiamo permettere), una maxi collana, tacchi e via!

    Per quanto riguarda le gonne al ginocchio trovo che abbiano il pregio fantastico di essere assolutamente democratiche: vanno bene per sottili, formose, più giovani, mature…evviva!

  6. Ps. Caia, lovvo il tuo nuovo taglio di capelli.

  7. fammi essere cattivissima che so che voi mi capirete:
    se una tua amica passa dall’abbigliamento da ufficio scarpe basse e giacca e pantaloni a
    mini gonne tette al vento tacco 16 estate e inverno ( canottiere? maglioni di lana? non pervenuti) tu pensi male??
    io ne penso malissimo, ma il pensiero è rimasto tra le mura domestiche, è grande è sposata una mamma e un papà ce li ha che faccia come crede, con buona pace di tutti 🙁
    io cerco di essere decente anche solo per portare i bimbi a scuola e fare la spesa….in mini ci giro per casa 🙂

  8. Anch’io cerco di essere decente in ufficio – anche se le mie colleghe tendono ad adottare il look spalline o anche top senza spalline – ma mi domando:
    voi non sudate???!?!?!?

    Io ho il terrore che con un vestitino si creino chiazze bagnate in punti poco “ortodossi” tipo il sotto-chiappa” o l’inguine… ormai sull’ascella ho perso ogni genere di sfida (tenderei ad indossare solo il nero – ogni tanto azzardo il colore ma al chiazzone non si sfugge…) ma altrove le macchie bagnate sono ancora più orribili

    Lo dico spesso – anche volendo non potrei essere sempre perfetta come Kate duchessa di Cambridge perché il fisico proprio non mi supporta (e non sto parlando di kili, altezza o proporzioni)

    • Oh, a me da qualche anno succede di sudare in maniera imbarazzante e pazienza per le macchie bagnate sui vestiti, che però quando si asciugano ci rimane un alone di sale (come le secche sulla spiaggia!) e quindi posso indossare qualsiasi cosa solo per una giornata e poi devo lavare tutto; per fortuna che almeno non puzza, altrimenti mi chiuderei in casa per la vergogna!

    • io sudo poco sul corpo.
      sudo tantissimo intesta e il capello corto ovviamente mi aiuta a gestire questa cosa.
      tipo adesso io ho il solletico lungo la nuca perché sento proprio le goccioline di sudore colarmi… bei discorsi oggi su trashic ahhah

      • Io sudo ovunque: capelli è una tragedia, perché mi si appiccica la frangia e sanno subito di poco pulito. Per quello li lavo tutti i giorni. E poi oltre alla schiena, sudo nelle chiappe. A volte ho il timore di sedermi sulle sedie di plastica perché mi si forma l’alone di umidità. Sappiatelo, quando mi inviterete da qualche parte.

        • sorella propongo una campagna per abolire le sedie di plastica SOPRATTUTTO nei luoghi pubblici. Che dopo un’ora e mezza di attesa dal medico diventa imbarazzante alzarsi quando arriva il proprio turno….

          • eh eh e soprattutto se sei l’ultimo della giornata ti viene voglia di aspettare in piedi!!! voto anche io per l’abolizione delle sedie di plastica e per quelle di similpelle imbottite, magari nei ristoranti al mare, dove se hai un pantaloncino non troppo lungo ti alzi con la ceretta garantita!!!!!! argh

          • Inizio davvero a sentirmi meno sola 🙂

  9. e vogliamo parlare della spallina del reggiseno a vista?
    quella non si può proprio guardare, nè in ufficio nè fuori
    che gusto c’è a mettersi una canotta con scollo all’americana o senza spalline se poi ci piazzo in bella vista le spalline del reggiseno? bleah!!

    • oddio traspaelena mi hai fatto morire dal ridere.
      se non si ha la fortuna di avere le gemelle di marmo e si ha bisogno del reggiseno almeno mettiamoci una canotta con la spallina che lo copra o che non si veda, per non parlare dei reggiseni con gli inserti in lattice trasparente … orroreeeeeeee

    • no, infatti.
      cioè la bellezza di un top molto scollato che nelle circostanze giuste ha il suo fascino è proprio quello di suggerire una certa dose di nudità. Se mi ci metti la bretella ma a sto punto mettiti la canotta, no?

      • che poi, se una suda, le bretelline di silicone si appiccicano in maniera disgustosa…esistono anche i reggiseni senza spalline che fanno il loro dovere ottimamente!

  10. Mi aggiungo al coro di quelli che aborrono la vista della ciabatta in ufficio, per quanto magari griffatissima: va bene che i tempi del “tailleur-o-morte” sono passati, ma santocielo, un minimo di decenza no?
    Comunque io oggi ero in pantalone a sigaretta bianco, sandalo basso color bronzo, camicia in seta turchese a piccoli pois bianchi e orecchino in tinta. Niente gonne per il momento: urge prima un po’ di abbronzatura 😉

  11. Lavoro in un ufficio dove il dress code è informale. Però io d’ è state prediligo pantaloni in cotone alla caviglia e ti shirt colorate. sandali possibilmente non infradito. Mi trovo comoda e “decente” . Certo non capisco chi viene in ufficio in canottiera (si proprio quella tipo muratore) e dopo vuole la finestra chiusa perché fa corrente….io metto la canotta solo in casa…comunque gli abitini mi piacciono tanto ma di tessuto fresco se ne trovano pochi. Son tutti in poliestere (parlo di low cost)…

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  1. […] subito estate, mare, disinvoltura. Un abito a righe può essere trattato quasi come una tinta unita: si presta bene ad essere ravvivato da colorino brillanti, ma ha abbastanza personalità per star bene da solo, con un paio di sandaletti […]

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