Ho sbagliato abbastanza, ma non ho sbagliato tutto della vita

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Ho fatto degli errori. Ho sbagliato abbastanza. Abbastanza da precludermi alcune possibilità, ma non abbastanza da vergognarmi di ciò che ho fatto. Forse sono stata un po’ più cattiva del necessario, con alcune persone, ma non sarei una di quelle che come terapia va a bussare alla porta degli ex per dire: mi dispiace. Se siamo ex (amici, parenti, fidanzati), in fondo un motivo c’è, e io voterei per una reciproca e pacata rassegnazione.

Insomma: sbagliare non mi preoccupa molto. Lo ritengo l’unico modo per imparare davvero, e per attuare dei cambiamenti. Io non sono abbastanza intelligente da programmare le mie scelte: a volte semplicemente mi faccio guidare da una sorta di istinto animalesco, a volte faccio come la pallina di un vecchio flipper, che prima di centrare il buco sbatte un po’ dove le capita.

Ho sbagliato come donna. (Poi di quanto ho sbagliato nel lavoro ve lo dico un’altra volta, perché non ho abbastanza tempo adesso).
C’è questa cosa che quando sei ragazzina emani una bellezza meravigliosa che è quella della giovinezza, ma non lo sai. E sei bella tantissimo (io lo ero, adesso lo so), ma ti vedi sempre come una ranocchia sfigata. I capelli lunghissimi, il fisico asciutto, le gambe magre, la pelle liscia, il viso radioso. Tutta bellezza sprecata, perché ne hai in abbondanza quando non sai capirla gestirla e amarla, e quando hai imparato ad accettarti hai già le tette che cadono, il sedere grosso e le rughe intorno agli occhi. 

Ho sbagliato perché ho mortificato il mio corpo. Cioè quando Nigella dice che cucina il cibo per il tempio, intende dire che il nostro corpo è un tempio. E io forse devo essermi persa qualche preghiera o aver pregato gli dei sbagliati, perché non ho fatto altro che mortificare il mio corpo e questo non mi è mai importato abbastanza. A me questo ABBASTANZA mi ha fregato proprio alla grande.
Perché mi sono sempre curata, ho fatto il pap test, ho usato precauzioni. Ma non ho mai fatto quel salto in più per dire che, sì, mi importa così tanto del mio corpo, che devo occuparmene seriamente. E non parlo di quella stupidaggine che è meglio essere belli dentro che fuori, perché è meglio essere belli ovunque, senza tanti giri di parole.

E quindi ho sbagliato perché per me essere cicciona non è mai stato un grosso impedimento, ma solo un rimandabile fastidio. E, onestamente, io ve lo dico: non penso che questo mi abbia precluso delle strade, per lo meno lavorativamente parlando, perché ho un carattere abbastanza forte – sì, quello lo è abbastanza – e non sono mai stata una ragazza tappezzeria. Ma certo non sarei mai diventata Beth Ditto, e certo che Brad Pitt tra me e Angelina ha scelto lei perché pure lei ha un carattere abbastanza forte, ma ha pure abbastanza bellezza.

Ho sbagliato quando, appena scelta la professione freelance, ho ripreso tutti questi chili che avevo già perso. Adesso accantoniamo un momento il capitolo adolescenza, il capitolo disordini alimentari: non ho rimpianti sulla mia adolescenza – facciamocene una ragione. Ho catalogato tutto in: periodo in cui sono sopravvissuta abbastanza per ritenermi abbastanza soddisfatta di essere ancora viva.
Cioè non mi capacito di come io sia passata, dalla gravidanza ad oggi, quindi in sei anni, a triplicare il mio peso. Ovvero: me ne capacito nel senso che la risposta è semplice: se mangi troppo, prendi peso. Escatologico. Ma non mi capacito di quanto io sia stata abbastanza cieca da non sapermi fermare al momento giusto. Casomai esistesse un ‘momento giusto’, un momento del non ritorno, tipo quando non ti entrano più quei pantaloni di prima, forse?, e invece di comprarli nuovi in una taglia più grande, vai a fare una corsa e metti il cemento davanti al frigo. Chi lo sa. Io no di certo.

Comunque ragazze, io non me ne cruccio abbastanza. Sì, ok, dovrei pesare tre volte di meno, e ok, sto facendo la dieta, potrei raccontarvi di come perdo peso, del fatto che mi cadono i pantaloni… ma la verità è che ho sbagliato abbastanza, ma non penso sia abbastanza grave da vergognarmi di me stessa.

Ho sbagliato abbastanza, ma non ho sbagliato tutto della vita. Già il fatto che io sia viva mi pare degno di nota. Poi nel frattempo ho fatto anche delle cose: mi son sposata, ho avuto una figlia, mi sono inventata un lavoro, sono diventata rappresentante di classe, ho fatto il volontariato… mi serve solo la medaglietta della brava scout per avere il diplomino di una persona abbastanza brava.

Forse, la vera domanda potrebbe essere: è abbastanza essere abbastanza? 
Io capisco quelli che non si accontentano di essere abbastanza ‘qualchecosa‘, e che desiderano essere i migliori. Li capisco e li ammiro, e sono sinceramente felice per loro. Ma se a me piacesse  essere brava abbastanza, perché essere la migliore mi costa troppa fatica?

Sono sicura che anche voi avete sbagliato abbastanza, ma non avete sbagliato tutto della vita. Fatevi un elenco delle cose che vi sono andate abbastanza bene, e domattina ditevi BRAVA davanti allo specchio.
Smettetela di farvi schifo ogni giorno: ma che diavolo avrete mai combinato di male nella vita? Smettetela di sentirvi sempre come la più bruttina, la più sfortunata, la più sola. Iniziate a darvi una mossa e a capire che non avete sbagliato abbastanza da non poter ricominciare tutto daccapo, e anche per molte volte di seguito.

C’è questa cosa di noi donne che rimuginiamo troppo, e quando ci vantiamo di non rimuginare diciamo che noi siamo come gli uomini.
Ma io non ci credo. Noi siamo le donne e non gli uomini perché anche quando sbagliamo abbastanza, non sbagliamo mai quanto un uomo. A me sembra abbastanza per sentirci migliori di quanto pensassimo. Cambiamo e andiamo in pace.

Commenti

  1. Si sentono da Bologna a Mappano i miei applausi??

  2. Bellissimo articolo. E tempestivo: stamattina, dopo aver trovato il pesce rosso e le rose morte, continuavo a ripetermi che non sono abbastanza brava/organizzata/capace. Che poi chissà perché quando sbagliamo una cosa poi rimuginiamo sul senso della vita.
    Grazie. Ora mi sento brava.

  3. Barbara, come mi fa pensare questo post!
    Anche io sono una donna abbastanza brava: ho un matrimonio abbastanza sereno con i normali alti e bassi di una coppia, una figlia che adoro e per la quale penso (spero) di essere una madre abbastanza buona, un lavoro abbastanza buono anche se non mi appassiona.
    Io però sono una ambiziosa, che non si è mai accontentata di essere “abbastanza” e ha sempre puntato ad essere la migliore. Dopo diverse batoste (soprattutto lavorative, in cui ho dato il massimo per non ottenere nulla) e dopo una fase di leggerissima depressione, sto cominciando pian piano a entrare nell’ordine di idee che in fondo, cosa c’è di sbagliato nell’essere semplicemente abbastanza brave e non eccezionali?
    Forse se la smettessi sdi puntare sempre alla perfezione vivrei meglio.
    Baci

    • E forse sarei anche più simpatica!

      • Tanto ci sarà sempre qualcuno a cui staremo sulle palle. Ormai lo so. Ci sarà sempre qualcuno per cui non saremo ‘abbastanza’ qualcosa. A un certo punto, davvero, secondo me non ne vale più la pena. Zero perfezione, più tranquillità. I giudizi non hanno nessun impatto, se siamo noi per prime a piacerci e bon.

  4. Sei Bella! Veramente. Nel senso più ampio del termine.
    Se le persone che sbagliano nella vita avessero anche solo un decimo della consapevolezza che hai tu
    vivremo veramente in un mondo migliore!

  5. è un articolo bellissimo, complimenti. Lo voglio leggere e rileggere e rileggere, ed è arrivato anche nel momento giusto!

  6. commossa…
    tanto
    sul serio
    chiudo la porta dell’ufficio e dico che gli occhi lucidi sono colpa di questa luce, del sole, delle allergie…

  7. Bologna ti aspetta a braccia aperte e anche se fa un caldo vergognoso, un’ombrina per festeggiarci la troviamo!
    il tuo post è bellissimo! è un tiramisù perfetto, di quelli che non danno fastidio alla linea ma sono comunque saporiti, una miriade di pensieri veri e giusti!
    BRAVA BRAVA BRAVA
    e di sbagliato comunque non c’è mai nulla, è un concetto talmente personale che praticamente non esiste….

  8. credo di aver sudato abbastanza questa mattina in palestra, certo non mi sono dilaniata ma già il fatto che io abbia alzato il culo dalla sedia per ora è abbastanza no? Pero’ è vero quello che dici, guardo le mie foto dei 18 e penso… oh cazzo….cosa mi sono persa… GRETINA! (IO OVVIAMENTE)

  9. Stupendo! Come tu sia riuscita a trasmettere attraverso le parole quello che ho dentro non lo so! Sei straordinaria per la tua immane sincerità, disarmante…vorrei avere un’amica come te, una continua catarsi per l’anima, una fonte di riflessione ed energia. Grazie

  10. Sono abbastanza commossa.

  11. Troppo bello e troppo vero quello che hai scritto….in tante cose mi sembra di aver rivisto la mia vita brava !!!!

  12. Secondo me è abbastanza essere abbastanza. è meglio vivere che rincorrere la perfezione; la nostra è un’età in cui, finalmente, questa verità risulta ormai – abbastanza – chiara.

  13. Devi essere un tesoro raro tu.

  14. che dire … meno male che ci sono persone come te che con semplici parole ti tolgono le fette di prosciutto dagli occhi. questo post l’ho letto stamattina e riletto ancora adesso e devo dire che essere abbastanza in fondo va bene . un mio amico mi diceva sempre quando avevo 20 anni perchè continui a mortificarti , a fare la lotta con il tuo fisico e con la bilancia per quei pochi(allora) chili che secondo te ti renderebbero perfetta, se sei così è perchè al mondo servi così se dovevi essere magra e gnocca ti avrebbe fatta così ma probabilmente saresti anche più str…a. quindi mettiti l’animo in pace e goditi la vita. cavolo se aveva ragione .

  15. Maro’ Barbara… ho dovuto passare a rileggere tipo tre o quattro volte, che sono leggermente testona. All’inizio non capivo, diciamo che non volevo capire, perché questa riflessione mi riporta indietro negli anni. Gli anni in cui mi sentivo quella etichetta di eterna seconda/terza/quarta.
    Ma da quando ho preso la strada MIA attraverso la costruzione della mia famiglia, delle mie scelte, dei sacrifici quotidiani per arrivare a domani, tutto questo “non sentirmi abbastanza” (alta, magra, bella, brava, sportiva, simpatica e chi più ne ha più ne metta) è finito nella spazzatura.
    Io sono io. Anzi, io sono IO. E sono la mia Casa, la mia Famiglia, il mio Amore, le mie Passioni. Ci si mette il Cuore, ci si mette l’Anima. Non è misurabile. Non è abbastanza. E’ semplicemente me.
    Mi rifiuto proprio di misurare il mio essere me.

  16. tornerò a leggerti quando mi sembrerà di non averne imbroccata una (e non dico nella giornata, ma nella vita proprio ♥).
    Dai miei sbagli ho imparato a essere più tollerante verso le debolezze altrui, e a diffidare enormemente delle persone che pretendono, per arroganza o insicurezza, di non sbagliare mai. A volte immagino di rivolgermi alla mia ‘me’ dei vent’anni, carica di entusiasmi e aspettative (e taglia 42, accidenti). Le direi che ho fatto come ho potuto, e che quell”abbastanza’ di oggi (una famiglia, una casa in disordine, un cane, una vita che per ridere dico ‘mediamente media’), in fondo, è moltissimo.

Parla alla tua mente

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