Splendere o non splendere?

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Ho avuto un inverno difficile, iniziato molto presto.

I primi di Ottobre Momo, il mio bambino grande ha preso la mononucleosi, dopo quindici giorni Dado, il mio bambino più piccolo, ha avuto un incidente e poi la mononucleosi in una forma violentissima. Da quel momento gli eventi sono precipitati, i bambini si sono rimpallati germi e influenze, sono arrivate le esantematiche, le gastrointestinali, le influenze stagionali, la bronchite, la polmonite.

Ovviamente nulla si è fermato, ho finito di scrivere io mio libro, mi sono lanciata in nuovi progetti anche per deviare le energie su qualcos’altro, diversificare, non pensare. Ci sono state difficoltà, delusioni, conflitti, determinazione e prese di coscienza. Tutto un lavorio di testa, cuore e pancia.

In una giornata parecchio difficile mi è balzata sotto gli occhi questa citazione:

“Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro. […] T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece.” – Pier Paolo Pasolini, Lettere Luterane.

Allora mi sono rimessa a combattere, a testa alta, dritta verso l’obiettivo. Ho macinato scelte e lavoro, ho pianificato, ponderato. Voglio splendere. Non darò mai soddisfazione agli ignoranti. Perché me lo merito.

Riemergo a Giugno come se avessi scavato un tunnel con le mie mani nude, con le mie unghie, fino al centro della Terra per giungere dall’altra parte. Sono sfinita.
Sono stata dal mio medico, gli ho sbrodolato sulla scrivania tutti i miei malesseri, la mia stanchezza, mentre lui diligentemente ne prendeva nota sui suoi fogli. Poi ho sospirato. Silenzio. Allora lui ha alzato lo sguardo, oltre gli occhialetti e mi ha detto: “Be’, però non si direbbe”.

Come, non si direbbe?
Sono esaurita, non lo vede? Sono stanca affaticata, non dormo, ho attacchi di panico, sto sempre a sudare nella mia ruota da criceto, sono isterica, mordo. Insomma non sto bene.

“Le credo, ma non si direbbe”.

Dopo di che mi ha prescritto la sua cura.
“!£$%&)(/&(%/$£&$FVTURT$£$%O/((=/)&  infine, signora, le assicuro che può permettersi di non splendere, almeno ogni tanto. Risparmierebbe molta energia“.

Tiè, prendi e porta a casa.

Commenti

  1. Difficile commentare questo post, molto difficile.
    Ti direi splendi finchè ne vale la pena, spendi finchè si tratta “solo” di vincere la pigrizia e l’inerzia, spendi finchè si tratta di essere egoiste in maniera sana, splendi finchè si tratta di mettere anche i tuoi sogni e i tuoi bisogni (e non solo quelli degli altri) nella to do list, splendi finchè ti rende felice, ma fermati quando per splendere devi compromettere la tua salute, anche se devi poi capire se sono gli sforzi per splendere a comprometterla oppure si tratta di tutto il resto e anzi splendere è il tuo modo di difenderti almeno un po’. Lo stare male dei figli è qualcosa di devastante!
    buona giornata
    fra

    • cara francesca, credo che la situazione dei bambini sia stata il peso maggiore soprattutto psicologicamente, ma anche fisicamente, in quanto a me ha richiesto una presenza continua, costante, ininterrotta, a discapito del tempo che avevo invece accantonato ai miei progetti lavorativi e che venendo meno mi ha richiesto di raschiare il fondo delle energie prendendo il tempo notturno, mangiucchiando gli spazi che sarebbero dovuti di diritto essere adibiti a riposo.
      e poi però c’è anche una forma mentis dura a morire: quella inculcata dall’educazione, quella della wonderwoman. ma dovrei aprire una vaso di pandora che adesso non ho davvero le energie di toccare.
      magari lo affronterò appena starò meglio 😉

      • Cara Caia, sapessi da quanto tempo sto combattendo il “senso del dovere” che mi hanno inculcato! Peccato che poi chi me lo ha inculcato ha fatto sì di annullarmi a pro suo. Il diritto a non essere sempre al 100%, il diritto ad essere inca@@ata, stanca, triste, malinconica. Sono stata cresciuta senza questi diritti, anzi io ero tenuta sempre a consolare, capire, accettare, sopportare. E sono arrivata a credere di non meritarmi di essere felice, di non meritarmi un’ora di riposo in più, di non meritarmi di essere ammalata. Ha ragione il tuo dottore, qualche volta sarebbe bello riposarsi in un profilo più basso. Poi se sei come me, perfezionista e difficile alla delega, è un bel guaio 😉 Ah…inverno terribile anche per noi a livello malattie, abbiamo fatto la spola in pediatria. Giriamo pagina, va! Un abbraccio affettuoso!!! <3

        • giriamo pagina, è vero. facciamolo senza mentirci!
          un abbraccio empatico

        • Cara Caia,
          Di bambini e ospedali e ricoveri ne so qualcosa anche io.
          Come te, sono stata dal mio medico qualche giorno fa elencando tutti i sintomi, la mia stanchezza e il mio senso di inadeguatezza. A parte un fegato un po’ ingrossato su cui sondare, mi ha guardato con gli occhi buoni e mi ha detto “ma certo che si sente cosi, con quello che affronta”. Boh, sta frase e la sua espressione comprensiva mi hanno fatto bene, forse perche’ trovo sempre gente davanti a me che sentenzia, senza che venga richiesto, “c’e’ di oeggio! Si risolve!”.
          E io a tal proprosito avrei proprio una domanda: ma tu ignorabte che dai giudizi senza sapere nulla di me, ci sei nelle mie scarpe? Ti ho chiesto di commiserarmi? No. Ti ho chiesto un giudizio su quello che vivo? No. Ti ho chiesto aiuto e ti pesa darmelo? No.
          Bene, allora io oenso che questi siano commenti miserabili. Bisogna finirla di dare giudizi, non rivhiesti. Magari te lo sto dicendo perche non posso farne a meno. O perche’ ho solo bisogno di dirlo. Si puo’ anche ascoltare, comprendere, domandare.
          E tu cara Caia sai che ti dico? Splendi quanto, dove, come vuoi. Del resto una stella non puo’ diminuire la sua luce. Specie quando e’ interiore.

          Scusate la sparata.

          • Cara Grazia
            questo tuo commento mi fa riflettere sull’aspetto del giudizio in maniera bizzarra.
            Probabilmente per quanto mi riguarda sono io la prima a giudicarmi a dirmi ‘c’è di peggio, che ti lamenti a fare’. sono io la prima carnefice di me stessa.
            è un peccato, perché poi credo di essere invece abbastanza comprensiva con gli altri. e perché proprio con me no?
            ci rifletto.
            Ti abbraccio, e grazie della sparata <3
            tieni duro. e splendi.

            • Dovremmo darci una lucidatina ogni tanto.
              Il problema sta sempre li: non e’ solo il giudizio in se’, quanto il livello di indulgenza.
              Con noi lo siamo sempre meno che con gli altri. Il perche’ esattamente non lo so.
              In questo caso specifico il mio pensiero era piu’ che altro dire che dovremmo valutare cio’ che abbiamo e basta, senza pensare che c’e’ di peggio (per sentirci meglio) o meglio (per affossarci ancor di piu’ e porci un altro traguardo da raggiungere).
              Un abbraccio pero’, non fa mai male e io te lo mando. Anche se solo virtuale.

  2. Mi spiace per questo tuo inverno lungo e duro, lo è stato anche per me… Però io sono del parere che quando il tuo corpo ti da dei segnali , degli acciacchi ascoltalo, stop fermati e delega. noi donne vogliamo sempre fare tutto, esserci per tutti ma non ci siamo abbastanza per noi, quando i figli stanno male noi siamo sempre in prima fila ed è giusto che sia così ma quando stiamo male noi?
    E’ lodevole la tua tenacia ma non se compromette la tua salute, se tu stai bene anche gli altri stanno bene, se tu stai male il malessere è generale. ti auguro un estate piena di sole , di luce di Amore e ti auguro di rigenerarti. Forza ragazza splendi !!!

    • Grazie Laura <3
      in effetti il malessere dell'altra settimana che vi ho raccontato nell'altro post sulla dieta è stato una botta sotto tanti punti di vista. perché io non posso permettermi neanche di ammalarmi. io ero bloccata a letto e il grande aveva la varicella. io mi sentivo il mondo crollato addosso.
      ma cercherò di rigenerarmi, principalmente per me stessa. poi anche per la mia famiglia.
      ti abbraccio <3

  3. Cara Claudia, splendi, sempre e comunque!!!! Non è una questione di educazione o di fatica ma di sopravvivenza. Capisco bene, e lo sai, che quando i bambini stanno male si vive chiusi in un incubo dove la luce in fondo al tunnel sembra sempre lontana e irraggiungibile. Ed è proprio per sopperire a questa mancanza di luce che sei tu a dover splendere, devi giocoforza essere “lucciola” (in senso buono, sto pensando agli insetti, non fraintendermi!)
    Ti auguro che l’estate porti riposo e tanta salute.
    Un abbraccio fortissimo
    Cristina

  4. mamma mia, Caia <3
    io ti auguro di tutto cuore di arrivare al più presto alle vacanze e così splendere solo per i tuoi piccoli, per la tua famiglia. Questo genere di splendore ricarica naturalmente…
    e magari anche un pochina di fortuna, non è che ti guasterebbe 😉

    • ecco, sì, giusto che ogni tanto sto malanni si scordino di passare anche da qua. ogni tanto, eh.
      Grazie Carla, farò il possibile per seguire il consiglio <3

  5. aspirantemamma

    Poi sai, forse bisogna anche vedere che si intende per splendere: è solo uno splendore esteriore (essere sempre sorridente, disponibile, curata nel vestire e truccoparrucco), che pure ha il suo bel valore? E’ uno splendore nel modo di porsi anche in famiglia, la pazienza, la presenza costante, la cura di tutto? Oppure splendere vuol dire restare fortemente aderenti a ciò che si è, alle proprie passioni, al proprio essere? Nel primo caso, secondo me ha ragione il tuo dottore, e forse anche nel secondo: ci possono essere momenti in cui la mole di fatica e di stress ti costringono a sfrondare, a mantenere solo l’essenziale per sopravvivere: e allora se siamo meno scattanti, meno “luminose” esteriormente pazienza, e pazienza se anche in famiglia si è costrette a delegare (se si può), a mettere il motore al minimo, a buttare in padella due sofficini e a lasciare i bimbi due ore alla tv. Dai, speriamo che l’estate sia veramente rigenerante, te lo auguro, un bacio!

  6. Anche secondo me dipende molto da quale significato diamo alla parola “splendere”; per quello che mi è piú vicino lo splendore è soprattutto interiore. È sintomo di calma della mente, dei pensieri, di quiete interna chi si manifesta anche con una particolare bellezza esterna.
    Se splendere vuol dire questo allora dobbiamo splendere sempre, per noi e per chi ci sta attorno, anche nelle difficoltà, cosí che la nostra luce possa accendere altra luce.

    Se per essere splendere inveve sono nevessarie tutte una serie di accortezze estetiche, spese, tempo da dedicare a cure extra…sono contenta di doverlo fare in piche occasioni, un certo tipo di vose mi stressa parecchio.

    Un sorriso Caia, con tutto quello che hai seminato, con tutta la fatica fstta, i tuoi frutti estivi saranno di certo dolcissimi..

    • Lo splendore nel mio caso è puramente ‘carica’.
      non parlo di trucco e parrucca, bei vestiti o simili, parlo di esserci, fare, sorridere, non mostrare la fatica, ma essere sempre al traguardo, o tagliandolo o incoraggiando chi deve raggiungerlo. questa è stata la mia fatica, il mio proposito, il mio ‘lavoro’. e anche ‘apparire’ sempre in forma, mai sciatta, in ordine, curata.
      eppure dentro, nel profondo, non ho quella calma della mente e dei pensieri, quella quiete interna che hai ben focalizzato tu. no, non ce l’ho, non l’ho mai avuta a dirla tutta. perché sono inquieta, sempre.
      ma voglio lavorare su me stessa, me lo devo.
      un abbarccio

  7. eh, mia cara…che dirti’
    non splendere con il fulgore degli altri….poi quando ci sei in mezzo non ce la fai…e vuoi farti vedere al meglio, non vuoi far vedere che cosa stai passando…non vuoi rompere le balle al popolo (che alla fine se ne frega di come stai e alla domanda precisa vorrebbe che tu rispondessi solo “bene!”, così da non doverti chiedere altro…e magari sommergerti comn i suoi problemi…), non vuoi pesare su quelli che ti stanno intorno, non vuoi farli dispiacere perchè ti vedono giù….non…non…e poi…devi…devi…e alla fine ti guardi allo specchio e invece di quello che eri tu vedi un sacco vuoto e gli altri ti dicono “ma come stai bene! ma che brava che sei! ma come sei forte!”
    meno male che ci sono le amiche, ma anche i blog, ma anche quelle piccole fughe frivole che ci aiutano e ci confortano un po’…
    ma non è facile spengere le luci e decidere di non splendere…ti capisco proprio
    (senti, ma qualche volta un pomeriggio alla SPA? 😉 che ne pensi?)

  8. Chiedo scusa per gli errori: decisamente scrivere da smarphone non è per me!

  9. laStellainCielo

    Ho avuto un inverno duro anche io, con due figli piccoli mi dicono sia spesso così, rimpallati tra malattie e ospedali e germi passati anche a noi adulti…. io sto riemergendo ora, ma non trovo la forza di splendere. Lo dicevo ieri sera a mio marito. Mi rendo conto che non posso passare la vita ad essere stanca, arrabbiata e triste. Ma non so come cambiare tutto questo. Non mi piaccio più. E non parlo solo del fisico. Lui mi ha risposto “valorizzati, cerca la luce che sei e splendi”… solo che non la vedo…
    Vabbè, scusa la digressione, volevo solo dirti che ti capisco…
    (ah, e il mio medico quando gli ho sbrodolato addosso tutto mi ha guardato e mi ha detto “questa è depressione” e così, senza consulti ulteriori, mi ha dato degli psicofarmaci…..non ci sono più andata…)

    • nichi, anche a me ha detto che sono depressa.
      e mi ha dato una cura ‘ricostituente delle difese immunitarie. non sono psicofarmaci, perché prima di agire sulla mente possiamo agire sul corpo e instaurare un circolo virtuoso. se il corpo sta bene, io vedo tutto in una prospettiva migliore. se ho le energie per alzarmi dal letto la mattina e occuparmi dei bambini senza perdere la pazienza ogni minuto, io STO BENE anche di testa e di cuore.
      la stanchezza si può curare col riposo e con qualche aiutino alle difese immunitarie. e vuoi vedere che la depressione se ne va come è venuta?
      riposiamoci, nichi, ce lo dobbiamo.
      un abbraccio :*

  10. Anche per me è stato un anno duro, non tanto dal punto di vista della salute nostra, ma per le varie cose successe, tra cui il grave incidente di mio fratello lo scorso autunno, mio figlio che ha lasciato la scuola, il lavoro che mi porta via tantissime ore anche nel w.e. ed ora sono stanchissima. Non ho trovato il tempo di andare dal medico, ma credo che l’unica cosa che mi serva è il riposo, lo staccare la spina ma ci vorrà ancora un mese…a volte basta anche un pomeriggio, ieri mi sono presa mezza giornata di ferie e siamo andati in piscina, abbiamo pranzato da Ikea ed un po’ di shopping, stamane ero più rilassata. Ma so già che ci vorranno settimane per riprendermi e a me purtroppo la stanchezza sul viso si vede eccome 🙁

    • però hai già detto tutto: basta anche un pomeriggio, magari un po’ più di frequente. forse non dovremmo ridurci così in apocopai d’ossigeno e darci tregua un po’ più spesso.
      non lo so angela, non ho consigli da dare altrimenti ovviamente avrei tentato di seguirli prima di trovarmi in questa situazione, ma ti abbraccio

  11. cara, come ti capisco, ma la mia esperienza è che andando avanti nel tempo ho imparato a fermarmi il più possibile. Certe volte è difficile, la vita appare urgente, ma in realtà si può splendere ancor di più ascoltandoci e dando voce anche a lati meno illuminati, ma umani.
    ti abbraccio forte
    ester

  12. Magari sbaglio, ma per me le parole di Pasolini sono semplicemente un inno a custodire gelosamente il proprio io in fronte alla dittatura del conformismo. E quindi, se il nostro io ha bisogno di gridare fatica e stanchezza in faccia a un mondo che non ammette debolezze e ci pretenderebbe sempre tutti belli, sul pezzo e sorridenti, non vedo perché non lasciarglielo fare: io ultimamente lo faccio eccome, e lo trovo molto liberatorio.

  13. La stanchezza è una cattiva compagna! ti annienta in maniera subdola e lentamente…due bambini oggi sono tanti ( quando lo dico ai miei partono valanghe di critiche perchè mio padre sostiene che ai suoi tempi la nonna contadina ne ha cresciuti quattro!!!!!!!!!!).
    Sono “tanti” perchè probabilmente la cura, la dedizione con la quale gli stiamo continuamente dietro è immane. E così accade inesorabilmente che arriviamo sfinite, senza energie nel momento in cui la Natura si risveglia lentamente ( beata lei) e noi invece ancora corriamo!
    Poi c’è il carattere, l’indole che quando è perfezionista non “molla l’osso” mai!!!!!!!
    Dobbiamo invece imporci, almeno ogni tanto, di staccare, delegare, fare per una giornata solo ciò che ci piace, dimenticando nell’oblio il resto che attorno “vampireggia” per nuocerci, senza sensi di colpa. Immergerci in noi e basta. Tvb Caia forza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Grazie Luisa. In effetti credo che la cura di sé sia fondamentale e troppo spesso trascurata, soprattutto da noi donne. è pur vero che il mondo intorno rema contro e forse dovremmo in qualche maniera mutare lo stile di vita per concederci serenamente il giusto spazio e il giusto tempo per prenderci cura di noi. ti assicuro che ci sto riflettendo e sto maturando molte consapevolezze in queste mie vacanze ‘sui generis’. sicuramente ve ne parlerò a settembre, tra i buoni propositi di rito.
      un abbarccio

  14. ti ammiro troppo… quando mi assorbono gli altri io non riesco proprio a continuare a prendermi cura di me e dei miei progetti ad un certo punto non esisto più e stop!
    Ma come si fa?

    • sai che sto studiando?
      al momento sono in ‘vacanza’, ossia su un’isola della grecia dove avrei dovuto trascorrere delle rilassanti giornate con la mia famiglia e invece sono in quarantena con il piccolo e il marito con la varicella. per fortuna il grande fa la spola tra noi e i nonni. e mi chiedo: val la pena incazzarsi e rovinarsi la bile? forse no. forse davvero tutto cambia in base al tuo punto di vista. e sto lavorando sul mio umore e la mia capacità di affrontare le cose che vanno fuori dai binari.
      e sto studiando nel vero senso della parola, con letture mirate e meditazione.
      a settembre vi racconto, lo prometto. farò una bella serie di articoli per donne che vogliono splendere senza perdere energie.
      tieni duro :*

Parla alla tua mente

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