Essere bella dentro (e fuori)

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Ad un certo punto è successo che qualcuno ha iniziato a dire, negli Anni 90, che l’importante era essere belli dentro. Giurerei di averlo sentito al Maurizio Costanzo Show. Detto in un’epoca in cui invece spopolavano veline, letterine, i residui del Drive In e le altre cose sul corpo femminile e sulla televisione di cui io non vado proprio fierissima come italiana, ma me ne sono fatta una ragione (o forse no).

E ci ho creduto. Ci ho creduto, per un certo periodo, perché mi faceva comodo, comodissimo, credere che l’importante fosse essere belli dentro. Probabilmente ci sono anche intere pagine di FB con le grafiche piene di gif animate dove ci sono frasi tipo: Anche quando il mondo non ti capisce, non sei tu a sbagliare se vivi con il cuore; Non lasciare che gli altri ti dicano che non vai bene: sii sempre fiera di te stessa; Non mi importa cosa pensi la gente, io sono vera e vado bene così.

Ci abbiamo creduto perché c’è un’età in cui la bellezza esiste e ce l’hanno tutti a portata di mano, ma senza saperlo. La giovinezza. In cui c’è questa bellezza sfacciata che ti perseguita letteralmente, e non sai che fartene. E appena impari ad usare il tuo charme, hai già 30 anni e sei nella parte bassa della curva.

Ed è ovvio che per diventare una donna si debba puntare sull’intelligenza, invece che sul culo. E’ ovvio che per avere un minimo di amor proprio sia meglio fare carriera invece di farsi mantenere da un vecchio riccastro. E’ ovvio che ‘siamo donne: oltre le gambe c’è di più‘.

Questo succede a tutti: tutti hanno bisogno di avere un proprio carisma, una propria intelligenza, una professionalità. Per emergere, per sentirsi bene, per farsi apprezzare, per ottenere successo nel proprio lavoro, per avere molti amici, per essere amati. Le qualità intellettuali sono importanti.

Ma non è vero che basta essere belle dentro. Bisognerebbe essere belle dentro e fuori. Perché anche il nostro aspetto dice tanto di noi: di come ci consideriamo, di quanto peso ci diamo (letteralmente), di come affrontiamo i problemi, di quanta autostima godiamo.

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Non so dirvi se in passato il mio aspetto fisico mi abbia tolto alcune possibilità di lavoro: può essere di sì. Ho avuto tutti i lavori che volevo, ma indubbiamente ho dovuto lavorare sodo: il mio aspetto certe volte era come una barriera, che io stessa dovevo attraversare per far emergere il mio lato professionale, umano, carismatico. Indubbiamente preferiamo circondarci di persone belle e speciali, che non devono assolutamente rispondere a un canone di bellezza precostituito e fatto da taglie 38 e bei culi, ma devono emanare una certa aura.

Una luce di bellezza che può avere chiunque, sovrappeso, normopeso, pelato, brufoloso, canuto… purché ci sia qualcosa di solido non solo dentro se stessi, ma anche fuori: purché ci sia una giusta quantità di autostima, tale da far girare la testa a tutti, anche se non siamo delle modelle.

Questo, dico, quando scrivo che non basta essere belle dentro: la bellezza interiore resta fine a se stessa, se non sappiamo farla emergere all’esterno. Possiamo essere belle anche fuori, se amplifichiamo la nostra bellezza esteriore: si può fare facendo emergere la nostra voglia di vivere, la voglia di fare carriera, l’intraprendenza, la simpatia, la capacità di non perdersi d’animo, l’amor proprio, l’egocentrismo, un risvolto sensuale, una carica erotica, una potenza intellettuale. Brillare. Nella vita servono glitter dentro e fuori. Perché bisogna brillare come donne, e lasciare dietro di sé una scia di piacevolezza.

Questo si fa imparando a volersi bene. Accettando se stesse e i propri difetti, ma anche migliorandoli. 
Possiamo dimagrire, imparare a curare la nostra pelle, scegliere gli abiti che ci valorizzano e ci rendono sensuali o professionali, tagliarci i capelli dal parrucchiere invece di sforbiciarci da sole davanti allo specchio come Edward Mani di Forbice, metterci un filo di trucco, lavarci ed essere pulite sempre, abbandonare la sciatteria, indossare sempre un piccolo particolare che ci rende eccezionali. Essere ‘la ragazza con la sciarpa verde’.

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Lo possiamo fare. Se davvero pensiamo di essere belle dentro, è arrivato il momento di dimostrarlo a tutti: impariamo a valorizzare il nostro corpo, spendiamo questo dannato stipendio per un guardaroba che ci calzi a pennello, compriamo due paia di scarpe bellissime, trucchiamoci tutte le mattine, bruciamo le tute da ginnastica (!!!) e impariamo a volare.

Per cucirsi le ali addosso non serve chissà che: a volte basta una carta di credito. La capacità di volare, noi la possediamo già.

Commenti

  1. Medito, medito, medito.
    Grazie di questo post, tu e Caia siete sempre capaci di spronarmi … io che di mio mi lascerei andare di fronte ai primi risultati scarsi.

    • Secondo me non è il risultato scarso, ma forse l’obiettivo: è chiaro che io non posso darmi ad esempio come obiettivo mettermi il bikini. Ma posso darmi l’obiettivo di farmi un taglio di capelli che mi valorizzi, truccarmi, avere un guardaroba carino adatto alla mia taglia, ecc…
      Secondo me possiamo migliorare, ma possiamo anche ‘solo’ valorizzarci, che va bene lo stesso.

      • “Secondo me possiamo migliorare, ma possiamo anche ‘solo’ valorizzarci, che va bene lo stesso.” verissimo.
        Valorizzare un particolare può essere un bellissimo punto d’inizio.
        Come a dire “ok, sto iniziando il mio percorso, mi metto all’opera”, poi ci potrà volere qualche mese o qualche anno per terminare il lavoro ma non importa.

        Oggi ho fatto il mio primo passo: l’hennè sui capelli. Evvuva tutte noi.

  2. Parole sante.
    Il mio mantra del momento è l’armonia. La coltivo con ostinazione, nonostante le grigie condizioni al contorno: non ho uno stipendio ed il dottore mi ha vietato trucco&parrucco causa quadro clinico ballerino. Però qualcosa riesco a fare lo stesso: ho una maglietta super-colorata, le unghie lustrate con il polissoir e le ciglia curvate con il piegaciglia. Comunque aiuta.

  3. <3 grazie

  4. Alla frase “la ragazza con la sciarpa verde” ti ho giurato amore eterno.
    Ma quanta carne al fuoco hai messo in questo post? Ci sono cosi tanti collegamenti da fare e strade da percorrere che verrebbe fuori un libricino. Titolo: 1999 motivi per avere rispetto di se stessi.

    Buon sabato Ba.

    Ps E comunque la parola dell’estate e’…Glitter!

  5. Brillare per sentirsi unici! Bellissimo post ho tanto bisogno di un arcobaleno di glitter che mi avvolga come la copertina di Linus. È tanto che non mi trovo più. Sono sparita dalla sguardo di chi amo:-)

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