Far collaborare i bambini ai lavori domestici

come-far-collaborare-bambini-casa-cucina-ordinare-cameretta-giochi-di-ruolo

In famiglia la collaborazione è davvero fondamentale. Facciamo tutti vite molto piene e non è, per fortuna, più pensabile la vecchia figura della madre votata al servizio della famiglia.

Anche le donne che fanno la scelta di non lavorare dedicandosi alla famiglia sono ormai ben lontane dallo stereotipo della mamma-cameriera al perenne servizio di marito e figli.

Quindi così come esigiamo il giusto aiuto da parte dei nostri compagni, dovremmo cercare di educare i nostri figli a collaborare ai lavori domestici.

Alcuni genitori pensano di pretendere troppo dai bambini ed evitano di far riordinare perfino i giochi appena messi in disordine.

Però in questo modo non contribuiamo a far crescere giovani adulti indipendenti e responsabili, ma una generazione di futuri imbranati e indolenti. Vogliamo davvero questo per i nostri figli? Come possiamo pensare che diventino professionisti collaborativi e disposti a rimediare ai propri errori se non sono coscienti che quando si vive o lavora insieme si deve fare ognuno la propria parte?

So che sembra sciocco o prematuro pensarci quando abbiamo davanti dei teneri frugoletti che ancora non sanno allacciarsi le scarpe, ma si possono fare insieme piccole cose utili a tutti: a noi per avere un po’ di aiuto e ai bambini per crescere in modo consapevole e soprattutto sentendosi gratificati dalla consapevolezza di poter riuscire in “cose da grandi”.

Maria Montessori diceva

“La cultura è assorbita dal bambino attraverso esperienze individuali in un ambiente ricco di occasioni di scoperta e di lavoro.”

Anche la casa può essere un ambiente in cui semplici attività quotidiane permettono ai nostri figli di apprendere competenze importanti quali coordinazione e ordine logico, ma anche cooperazione e rispetto.

Quali lavori si possono proporre ai bambini?

Ovviamente dobbiamo adattarli alle età, ma in generale vanno benissimo:

  1. spolverare (attività noiosissima ma che a loro piace da impazzire)
  2. stendere piccola biancheria (senza aspettarci un lavoro perfetto, almeno all’inizio)
  3. riordinare i giocattoli dopo l’uso
  4. innaffiare le piante
  5. piegare la biancheria asciutta o appendere i vestiti a una gruccia
  6. vuotare la lavastoviglie.

Per i più grandicelli che sanno maneggiare uno spruzzino senza ficcarsi l’impossibile negli occhi si possono scegliere anche pulizie più serie come pulire il bagno o la cucina, piuttosto che, ora che si sta volentieri in giardino e in terrazza, i mobili da esterni.

Infine merita una menzione speciale l’attività su cui ottenere collaborazione per eccellenza: il cucinare.

Tutti in famiglia dovrebbero saper cucinare e non solo a livello “pasta in bianco e uovo fritto”. Cucinare è un gesto necessario, creativo, che trasmette amore se fatto con leggerezza e piacere.

Per avere queste caratteristiche deve essere vissuto come un momento divertente, oltre che utile. Abituare i bambini a questo significa crescere adulti che sapranno scegliere coscientemente il proprio cibo e che saranno autonomi in una attività fondamentale.

“Ma esistono i 4 salti in padella e le rosticcerie!”.

Verissimo ed è anche sacrosanto sfruttare questi sistemi invece che farsi venire il sangue amaro davanti ai fornelli. Ammettiamo però che fa piacere variare sapori e assaggiare ogni tanto qualcosa dal sapore diverso.

Quindi abituiamo i nostri bambini ad aiutarci in cucina e faremo, anche questa volta, un favore a tutti.

Come sempre la chiave per realizzare tutto questo sono i piccoli passi, le regole date una alla volta senza fretta di fare tutto subito, ma soprattutto il sorriso.

La collaborazione dei bambini si ottiene con semplicità, proponendo le attività come un gioco e lodando i piccoli successi che vanno considerati come i mattoni su cui fondare un rapporto migliore con la loro adolescenza, periodo in cui fisiologicamente la capacità collaborativa cala a picco.

Ma ora raccontateci: voi vi fate aiutare dai bambini nei lavori di casa? Quali sono i preferiti dei vostri bambini?

Commenti

  1. Concordo pienamente! Io ho mia figlia di due anni e già la coinvolgo nelle attività domestiche (logicamente le più semplici e adatte alla sua età). coinvolgerli da piccoli li aiuta anche ad essere più autonomi!

  2. Mio figlio è un mix: pelandrone per certi versi, gli chiedo di fare semplici cose e ne fa una tragedia e per altre vuole aiutarmi, nn abbiamo ancora trovato un equilibrio

  3. Nel mio caso è un discorso molto complesso. Ovviamente mio figlio vuole fare tutta una serie di attività quali bagnare le piante, togliere i fiori secchi (anche quelli belli se non sto attenta), cucinare, far partire la lavatrice, stendere, passare lo straccio bagnato. Il punto però è che per lui queste attività sono dei giochi e mi risulta molto (molto, molto) difficile insegnarli a farle nella maniera corretta. In sostanza non è affatto un aiuto, perchè devo continuamente contenerlo e riportarlo sulla retta via: lui metterebbe infatti tutto il detersivo e ammorbidente possibile e immaginabile, strapperebbe tutti i fiori, mi farebbe marcire le piante per la troppa acqua, farebbe le pozze d’acqua con lo straccio. E’ di carattere testardo e vuole fare sempre a modo suo.
    Ovviamente il lavoro di sua stretta competenza – ovvero riordinare i giochi – neanche a parlarne!
    Detto questo sicuramente lasciandolo partecipare sta acquisendo delle competenze, però non ha affatto imparato il concetto di aiuto e di responsabilità, perchè le cose le fa perchè gli fanno piacere e non per senso della responsabilità.

    • ahhaa rido perché è proprio così! pure mia figlia da piccola faceva uguale (e lì non ridevo mica tanto, in effetti…)
      però è servito tanto: adesso che ha 6 anni fa le cose correttamente. sa fare la lavatrice, cucina delle piccole cose, si sa vestire e lavare da sola. non ha comunque voglia di mettere a posto, ma vabbè, la capisco! 😉

      • mio figlio però ha già quasi 4 anni, speriamo che per i 6 impari correttamente!
        … e in ogni caso per il riordinare non ho speranze :-(.

        Per il discorso maschi/femmine, io ho due maschi (il più piccolo ha quasi un anno e per ora è impegnato a voler imparare a mangiare da solo … con le conseguenze che ci si può immaginare, ma lo lascio pasticciare perchè credo che il giusto rapporto con il cibo nasca così) e quindi guai a me se non cerco di renderli collaborativi … anche perchè – detto tra di noi – a parte cucinare tutti gli altri lavori da casalinga li detesto pure io 😉

  4. sono passati alcuni anni, ma ancora lo ricordo…
    in quanto “femmina” io dovevo colalborare ai lavori domestici in gioia e letizia e anzi, propormi io per prima (erano gli anni ’70), mentre per mio fratello c’era maggiore…tolleranza…
    al momento di “bambini, apparecchiate!”
    io scattavo come un soldatino.
    mio fratello, con massima calma, si muoveva e diceva “vado a lavarmi le mani”…
    compariva, dopo accurato lavaggio che manco in sala operatoria prima di un intervemto al cervello, a cose fatte…

    poi ho vissuto per 16 anni con un uomo fatto e finito che considerava l’aiuto domestico una concessione dall’alto nonchè un potenziale rischio per la salute. uno che ripeteva “stamattina ho svuotato la lavastoviglie” una cosa tipo un centinaio di volte al giorno, che buttava la spazzatura solo se costretto con la forza e alla richiesta “pulisci per cortesia la lettiera dei gatti” si arrabbiava “ma è possibile? l’ho pulita già ieri!!!”

    il messaggio che vorrei lanciare (oltre che “mio fratello era un genio del crimine 😉 ) è per le mamme dei maschi: abituate anche loro ai lavori domestici…per solidarietà femminile

    • sono d’accordo, totalmente!
      ma mica solo per solidarietà femminile: ma per amore! ma pensano che i maschi siano degli imbecilli? perché li educano da imbecilli! un uomo che non sa lavarsi le mutande, o cambiare un pannolino, o caricare una lavastoviglie, non è un vero uomo. almeno dal mio punto di vista. per me i veri uomini come minimo sanno pure fare le lasagne. 😉

  5. adesso capisco molte cose…
    😀

  6. La Giulia for president. (E anche Barbara).
    A casa mia stesso copione, e per fortuna mio fratello ha fatto il militare in una mensa ufficiali, almeno ha imparato a cucinare.
    Il mio gentile consorte invece è un uomo vero: non sa fare le lasagne ma il risotto ai funghi sì, stira meglio di me, e non si è mai tirato indietro davanti ad un pannolino sporco od ad un libro da colorare delle principesse.
    La marmocchia continua a fare la sua parte con soddisfazione, anche se non sempre con entusiasmo.
    Comunque, le è stato insegnato non solo a pulire ed a cucinare, ma anche ad usare cacciaviti e computer. Non esistono lavori “da maschio” o “da femmina”, solo lavori. Parola di ingegnere.

    Paola

    • Concordo in pieno! A scuola da mia figlia qualche bambino le ha detto che esistono lavori da maschio e lavori da femmina (certo, con i genitori che hanno…), ed è stato un piacere smentirla su questo. Anzi, le ho detto che non solo le donne possono fare tutto quello che fanno i maschi, ma possono pure fare i bambini.

      • All’esame di quinta elementare.
        – Dimmi che tipi di verbi esistono.
        – I verbi sono maschili e femminili, maestro.
        – Ah sì? Allora dimmi un verbo femminile.
        – Partorire.

        (Aneddoto letto tanti anni fa, che mi era piaciuto tanto. Purtroppo non mi ricordo l’autore.)

Parla alla tua mente

*