La dieta che stimola il metabolismo

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Faccio diete da quando sono ragazzina, e da quando sono ragazzina oscillo di una decina di chili in su e in giù. Ho provato tante diete: fai da te, primaverili dei giornali femminili, miracolose secondo il trend del momento (minestrone, Scarsdale…).

Chi come me ha un passato di diete ripetute e ingrassamenti successivi ha sperimentato una verità lapalissiana: a un certo punto il tuo metabolismo si ribella. E quindi ti trovi alla cena di fine scuola con le compagne d’asilo di tua figlia, tu mangi schiacciatina baby al farro con verdure grigliate no-patate-grazie!, mentre la mamma di Melody ingurgita una pizza doppia mozzarella con patate fritte, würstel e maionese senza nemmeno slacciarsi il bottone dei jeans skinny bianchi.

Ecco perché un giorno, di passaggio a casa di mia madre per farmi cucinare un passato di verdura no-patate-grazie, mi è caduto l’occhio su un articolo di una rivista che tesseva le lodi di un libro dal titolo invitante: La dieta del Supemetabolismo. Incuriosita dall’articolo mi sono scaricata l’estratto dell’ebook e ho fatto qualche piccola ricerca.

Ecco qualche appunto su questa dieta.

Chi è l’autrice

Hailey Pomroy è diventata molto famosa con questa dieta. Una buona parte dell’introduzione è dedicata alla sua autocelebrazione e all’elenco dei suoi successi. Sorvoliamo. In quello che dice di sé ho trovato qualcosa di interessante: ha studiato scienze agricole e scienze animali, in particolare l’alimentazione degli allevamenti di bestiame. Attraverso questi studi ha potuto mettere a fuoco molti meccanismi del metabolismo e ha cominciato a studiarli negli umani, prendendo altre specializzazioni come welness consultant olistica.

Sono la donna che sussurra al metabolismo. […] Questo non è un libro per chi non ha mai seguito una dieta. È un libro per chi seguirà una dieta per l’ultima volta.

La dieta

Le premesse sono interessanti: lo scopo non è dimagrire, dimagrire è la conseguenza di un metabolismo sano.

La dieta cronica finisce per logorare il metabolismo. La dieta del Supermetabolismo, invece, lo rimette in moto. Si basa su un semplice presupposto: confonderlo per fargli perdere il controllo. […] Grazie alla mia rotazione sistematica di alimenti precisi in giorni specifici e in orari strategici, l’organismo si trasforma seguendo un ciclo in cui si alternano riposo e ripresa attiva del metabolismo. L’organismo rimane vigile, nutrito e rivitalizzato finché diventa un autentico bruciagrassi […].

Il programma alimentare è un ciclo di 4 settimane, ognuna delle quali è divisa in 3 fasi: lunedì e martedì (fase 1), mercoledì e giovedì (fase 2), venerdì, sabato e domenica (fase 3). Il ciclo di 28 giorni copre ogni possibile scenario biochimico nel ciclo mensile dell’organismo. Oltre al dimagrimento, l’autrice promette un benessere diffuso, aumento delle energie, cuore sano, rinforzo di ossa e muscoli, miglioramento di pelle, unghie e capelli. (E la pace nel mondo?).

[…] è una questione di metabolismo. Attivatelo, accendetelo come un falò e brucerete tutto ciò che mangiate, anche se è tanto.

In effetti uno degli aspetti di questa dieta che mi ha colpito, e che trovo sensato e coerente con le premesse, è che le quantità dei cibi sono diverse a seconda se si debbono perdere di più o di meno di 10 chili. Chi deve perdere più peso deve mangiare meno? No, esattamente il contrario. Chi più deve perdere più deve mangiare. In effetti se si prosegue sulla metafora del fuoco da accendere, tutto acquista un senso diverso.

Costipate il vostro metabolismo fino a renderlo una catasta di legna umida […]. Non potrete mai accendere un fuoco con quella roba. […] Nessun problema! Basta “sistemare” la catasta di legna bagnata. Fatela asciugare, aggiungete un po’ di ciocchi più piccoli, spruzzateci sopra un po’ di benzina e accendete un fiammifero.

Come attivare il metabolismo? Eliminando alcuni cibi, soprattutto se raffinati o OGM, mangiando alimenti che aiutano a bruciare i grassi in combinazioni strategiche e in orari “giusti”, aggiungendo il tipo di attività fisica indicata per ogni fase.

Cibi permessi e cibi vietati nella dieta del Supermetabolismo

Cibi vietati: Tutti i cibi OGM, farina, mais, latticini, soia, frutta secca non oleosa, zucchero e dolcificanti, grassi, tè, caffè.

  • Nella fase 1 si consumano soprattutto carboidrati complessi e zuccheri della frutta, nessun tipo di grasso e piccole quantità di proteine. Movimento: cardio.
  • Nella fase 2 sempre niente grassi, molte proteine e molte verdure, soprattutto a foglia larga. Movimento: pesi.
  • Nella fase 3 si possono aggiungere dei grassi, definiti “buoni”: frutta secca oleosa, avocado, olio extravergine di oliva. Movimento: yoga e meditazione.

Lì per lì mi è sembrata una dieta piuttosto privativa, ma già nell’articolo che ho letto c’erano esempi di ricette per una settimana intera, e devo dire che erano piuttosto sfiziose.

Anche il libro ne contiene, e ne trovate molte anche in rete, ad esempio in questo blog, italiano, interamente dedicato alla dieta del Supermetabolismo.

A questo punto, vi chiederete, ho cominciato a fare questa dieta? No, questa volta ho deciso di volermi bene fino in fondo e sono andata da una dietista, poi vi racconterò.
Ma voi cosa ne pensate di questa dieta? Qualcuna di voi l’ha provata? VI sembra sensata o è l’ennesima moda che si rivelerà presto dannosissima per la salute?

Tutte le citazioni sono tratte da La dieta del supermetabolismo, di Haylie Pomroy, Sperling&Kupfer, disponibile in cartaceo (€ 13,60) e in e-book (€9,99).

Commenti

  1. Mia nonna diceva sempre: l’unica dieta che funziona è la fame. Infatti lei (nata nel 1900) è stata sempre magrissima, prima per forza (tra guerre, carestie, lavori pesanti e miserie assortite) e poi per abitudine (il suo menu tipo era colazione con un bicchiere di latte e una fetta di pane, pranzo con un piatto di minestrone, cena con una fetta di formaggio e una mela). Se solo mangiava una briciola in più si sentiva male e non era proprio capace di cucinare alcune cose, tipo la carne o i dolci. Ecco, lei al cibo non ci ha mai pensato: il benessere lo apprezzava solo per quello che poteva offrire tipo lo studio (lei era analfabeta) o la possibilità di viaggiare (lei non è mai uscita dal suo paese) o un lavoro comodo e giustamente retribuito (lei ha sempre lavorato in campagna spesso per il solo piatto di minestra). Scusate la divagazione, ma ogni volta che si parla di diete e di chili in più e roba del genere a me torna sempre in mente la mia nonnina ossuta dalle mani nodose che non aveva mai altro che pane e formaggio da offrirmi per merenda ma che sapeva raccontare tante tante storie (alcune vere, altre inventate) e che mi manca così tanto…

    • E aveva ragione lei. <3

    • Altro che divagazione, ce ne fossero delle divagazioni così. Una storia bellissima. Il benessere ci ha stravolto l’alimentazione, e abbiamo perso il buonsenso di una volta.
      Mio nonno faceva colazione con la frittata in mezzo al pane, nel campo, dopo un paio d’ore di lavoro. A cena si mangiava pochissimo, una zuppa di cereali e legumi, in genere. E molto presto, tipo alle 6, perché poi alle 9 si andava a letto.
      Grazie per averci regalato questa storia.

  2. Comunque volevo dire che forse qualcosa di vero in questa storia del metabolismo c’è: infatti basta scombussolare qualche cosa nell’alimentazione abituale che il fisico reagisce salvo poi riadagiarsi sugli allori non appena registrate le modifiche…non mi sento di escludere completamente che un intervento sul metabolismo pianificato da un dottore competente possa portare a buoni risultati, però non mi fiderei del “fai da te” in base a un libro.

  3. Sono d’accordo.
    Io consiglio DIETAGIFT del Dott. Attilio Speciani (sito eurosalus mi pare), é un programma lungo, niente miracoli in 28 gg, ma una volta cambiato non si torna piú indietro. Si mangia molto e si stimola il metabolismo con il movimento e ovviamente si perde peso, a poco a poco, come dovrebbe essere.
    Ciao!

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