Stile minimale non vuole dire noia

stile-minimale

Oggi un look semplicissimo di quelli che indosso a occhi chiusi, in cui mi sento totalmente a mio agio e che mi traghetta lungo le mie variegate giornate.

Si sa, quando la gatta non c’è i topi ballano. Vi leggevo, eh? 😉

E in realtà era molto in linea con le elucubrazioni che intanto facevo. Mettiamo intanto in chiaro una cosa: io non sono una minimalista e nonostante i mie sforzi temo che non lo diventerò mai, ma sono fermamente convinta che una tensione all’essenzialità aiuti molto nel quotidiano, dalla gestione della casa, all’abbigliamento, all’approccio con il cibo e con il lavoro.

Di sicuro, quando torni dalle vacanze (e schiaffi tutto in lavatrice e programmi il rientro nella routine), trovare le tue cose in ordine, assaporare quella gonna che ti fa sentire femmina e sicura di te in pochi passi e senza sforzo, trovare in dispensa quelle poche cose giuste per comporre un paio di pasti sani senza correre al supermercato, ricominciare una settimana di lavoro e impegni senza nessun pensiero logistico, fa bene, risolve molte cose.

Le mie vacanze sono state uno strano ibrido. Non sono state vacanze di riposo, né vacanze vagamente tranquille, ma sono state vacanze di tempo libero (non di svago puro, ma libero dal lavoro) quindi volte alla riflessione, al riequilibrio del respiro, del ritmo. Sono stata quasi completamente offline. Pensavo che avrei aggiornato molto instagram almeno, ma non l’ho fatto. Non ho avuto bisogno di impormelo, non l’ho fatto e basta. Non ho aperto mai Facebook, ho soltanto buttato un occhio ai commenti su Trashic. Non ho letto blog, non ho guardato la posta elettronica, tranne in un paio di circostanze.

Ho letto tantissimo, ho giocato molto con i bambini e inventato con loro una lunga saga con protagonista un bimbetto di nome Tobia che viveva in un’isola sperduta del Mediterraneo.

Non ho neppure fatto molte foto, perché nell’ibridazione di questa vacanza, ho contemplato anche la perdita della mia Reflex.

Ho scritto, e l’ho fatto a penna sui miei taccuini a righe.

Ho toccato, annusato, parlato, ascoltato, sentito, atteso, gustato, ammirato, memorizzato, ho persino disegnato. E ho fatto liste di cose che non ho potuto fotografare e liste di cose belle che non ho potuto fermare in alcun modo e son volate da dove erano arrivate.

Ho vissuto intensamente, nel bene e nel male.

E ho riportato in valigia l’idea che less (stuff) is more (life).

dettagli su look minimale

…se poi ci metti una collana nuova è tutto più facile!

Per questo outfit:

Top e gonna, Martino Midali

Ballerine, Flex via Elishewa

Collana, Perlei

Commenti

  1. a me mi pari più bella che mai <3 …si sente proprio e ne sono felice per te!
    nuuuu, ma quella collana è bellissima O.O
    … e bentornata <3

  2. ederapureorachetornassi!
    questo blog non è un albergo!
    😉
    bentornata
    😀
    vacanze in barca: ti ammiro e invidio…io sarei tornata forse morta disidratata a furia di vomitare, di sicuro magra come un chiodo a furia di star male e non poter mangiare nulla…chissà, può avere i suoi vantaggi…

    sai anche io ultimamente sono in fase di “decrescita”…per le note vicende mi sono allargata, nel senso che ora ho gli armadi tutti per me…e quando parlo di armadi parlo della bellezza di 14 ante complessive, più l’armadio dei cappotti e i cassetti…
    e proprio questo mi ha portata a vedere che ho veramente tanta, ma tanta, ma tanta roba…
    e “tanta, ma tanta, ma tanta” vuol dire troppa…
    e vuol dire che non la consumerai mai, perchè prima di rifare il giro passeranno anni e le cose rischi di metterle tre volte a stagione.
    così mi sto imponendo di diminuire le cose, scaricarmi un po’ di peso…liberare lo sguardo per concentrarlo su poche cose che siano davvero importanti e davvero “Mie”…
    boh, sarà l’età…
    🙂

    e poi ho voglia di ricominciare a scrivere, di ricominciare a fare fotografie, di leggere di più…ho voglia di tutte quelle cose che ero io e che, per una serie motivi, ho trascurato, diventando altro da me…
    sto andando sul filosofico…ma davvero less (stuff) is more (life) forse
    😉

    • leggi i libri di dominique loreau, me li ha consigliati claudia, una lettrice qui su trashic e io li ho letti tutti d’un fiato mentre ero via.
      e poi mettiti a semplificare la tua vita, troverai le giuste energie e il tempo per scrivere, fotografare e leggere.
      e quando vuoi fare un repulisti del guardaroba chiamami, ne potremmo far un bel post su trashic
      :*

      • Io tengo Faire le ménage chez soi, faire le ménage on soi come libro da chevet. Mi ha riconciliato con le pulizie di casa, e non era cosa facile. 🙂

      • ma mi fa piacerissimo che hai letto la Loreau, a me hanno portato soprattutto tanta tranquillità e la voglia di un immenso “sgombero”, come si dice da queste parti! bentrovatissima e bella collana!
        e per la Giulia, wow 14 ante, potresti subaffittare!!!!! o meglio, ogni anta un colore, sai che libidine! io devo restringermi in due e mezzo…..e fra un po’ esplode tutto! e sto pure “semplificando”….

        • anche a me prudono le mani, vorrei avere una settimana di tempo per svuotare casa e rimetterla in riga.
          ma sono così motivata che credo riuscirò a farlo anche pian pianino, cassetto dopo cassetto, nei ritagli di tempo.
          E poi ho deciso che cambierò stoviglie. voglio i piatti piccoli: ho scoperto che i miei da dolce sono comunque piatti grandi! Ho già adocchiato un mercatino dove vendere i miei e far razzia di piattini da tè spaiati (alla faccia della semplicità ahahhah)

          • qui URGE ORGANIZZARE UNA GIORNATA DI SCAMBI!!!!! pensate a come sarebbe bello, la giornata Swap Trashic: abbigliamento, casalinghitudini, idee, chiacchiere…..forse una giornata non basta mica, ci vorrebbe una settimana!

            • ma che bella idea!
              Ma lo sai quante volte ci ho pensato?
              Il fatto è che servono una sacco di energie e il tempo sembra non bastare mai, mannaggia.
              Però pensiamoci, dai!

    • Giulia, mi fa pensare quello che scrivi. A me è successa una cosa simile quando l’azienda per cui lavoravo ha cominciato ad avere difficoltà e mi ha messo in cassa integrazione. Sapevo che sarei forse rimasta senza lavoro e… mi sono accorta di avere troppa roba. Mi sono accorta che anche se non avessi più comprato abiti per anni avrei comunque avuto troppo da vestire. Improvvisamente davanti al vuoto vedevo troppi vestiti, troppe cose, troppe cianfrusaglie. Chissà cos’è che fa scattare questi meccanismi…. il bisogno di definire un’identità non solo legata agli oggetti quando ti viene a mancare qualcosa di essenziale?

      • forse si, Lisa…
        a me è capitato durante un trasloco che mi sono fatta da sola (e vabbè….facile…se devi trasportare la roba capisci che è troppa… 😉 ) e sta capitando adesso che ho messo la parola fine al mio matrimonio dopo 16 anni e la mia azienda parla di cassa integrazione.
        si, forse ci sono dei momenti nei quali abbiamo bisogno di guardarci in un ideale specchio e vederci (solo) per quello che siamo

        • a me succede ogni giorno da quando siamo in quattro e abitiamo 59mq. O impazzisci o riduci, prima sono impazzita poi ho ridotto. O meglio sto riducendo, un pò alla volta, coi miei ritmi (usare, usare, usare e quando è ora di buttare valutare bene se è un capo da rimpiazzare o che “può fare posto” 🙂 ) e così pian piano scopro che non serve avere due cassetti pieni di slip….
          Però se decide di liberare qualcuna delle 14 ante ( magari quella delle borse, o dei carrè ) propongo una petizione per la diretta streaming…e Caia che raccoglie le offerte per l’asta!!
          Elisabetta
          Bentornata Caia baci baci

    • Io vorrei spezzare una lancia a favore del “troppo”: ok evitare l’accumulo compulsivo e privo di senso,tuttavia a un certo punto o etá che dir si voglia,è fisiologico trovarsi con “tanto/troppo”.Io per esempio ho la stessa taglia da circa 15 anni (cioè quando avevo 15anni),e ci sono capi (chiamali “classici” o “evergreen”o”must have”)che sono nel mio armadio da allora:il giubbino di jeans,il jeans comodo della domenica,la camicia bianca perfetta ecc.Poi ovviamente crescendo,iniziando a lavorare,confrontandomi con contesti adulti ho scoperto le gioie delle scarpe “da grande”,delle borse con la B,dei top di seta…ma cio’ non toglie che mi faccia piacere l’idea di poter contare sui dei pezzi inossidabili e ancora mettibili proprio perchè “la roba è tanta e non si riesce a farle sempre fare il giro”…io sono dell’idea che il “tanto” permetta proprio di variare,scovando ogni volta nel proprio guardaroba abbinamenti nuovi e magari mai azzardati prima,e questo senza bisogno di shopping ulteriore.Come giá detto in precedenza,sono una strenua sostenitrice dello “shopping nel proprio armadio” che a me eletrizza sempre un pochino,perchè mi rendo conto di risparmiare e allo stesso tempo di non aver mai smesso di giocare a “Gira la Moda” 😛

      • No, ma aspetta. parliamo certo di concetti relativi, ma per ognuna secondo me il troppo è quando hai cose col cartellino attaccato nell’armadio, quando la mattina per cercare di vestirti ti prendono le crisi di nervi, quando non ti ricordi di avere/non avere una cosa e magari la ricompri paro paro, quando sulla poltrona della camera da letto stazionano perennemente cataste di vestiti che altrimenti non avrebbero materialmente posto dentro l’armadio, quando in una stagione non riesci a mettere neanche una volta ogni capo. Cioè in questa maniera secondo me si vive male e ci si veste anche male, non necessariamente a livello estetico, ma interiore/umorale.
        Poi non potrei mai vivere con 30 cose contate e stop, perché come detto in apertura io non sono una minimalista e non lo sarò mai, ma ci sono dei campanelli che ti fanno capire quando è troppo.
        A mio avviso l’ideale sarebbe avere un luogo diverso dall’armadio del proprio appartamento dove conservare di stagione in stagione cose che ci rendiamo conto non ci servano, ma è un peccato buttare e magari andarsele a rispulciare di tanto in tanto quando abbiamo voglia di qualcosa di nuovo e di fare shopping. Perché se le cose stanno sempre tra le scatole come nel gioco delle tre carte più che darmi a fibrillazione dello shopping nel mio armadio mi fanno venire l’orticaria ogni volta che lo apro, l’armadio.
        Poi sta parlando una che inquatta scarpe pure nella libreria in mezzo ai libri, eh.

        • No beh,quel troppo lo aborro pure io.Se vedo che una cosa,nonostante il mio spirito conservativo,proprio non ci azzecca col mio guardaroba,e realisticamente realizzo che mai ci azzecherà,le soluzioni sono tante:1.i negozi di resell (a Milano il fantastico http://www.biviomilano.it,da quando esiste praticamente l’80% del mio shopping passa di qui) 2.sorella/amiche pigre ad andar per negozi e a cui puo’ andar bene cio’ che io “scarto”(talvolta appunto con ancora il cartellino attaccato) 3.le campane gialle dell’Humana.Questo lo applico a tutto,dall’abbigliamento agli accessori,senza distinzione e devo dire che aiuta ad avere sempre un po’ di spazio,ma soprattutto rende più consapevoli ed evita di reiterare questo tipo di errore!

  3. Bentornata!
    Midali lo porti divinamente, così come la tua vita minimal ma non troppo e la tua voglia di scoprire una nuova fase di te.
    Ti abbraccio.

  4. Verissimo, minimale non vuol dire triste (e te lo dice una che è più minimale del minimale), ma per lo stesso principio diciamo anche che colorato/eccentrico non vuol dire volgare. Ce lo siamo già detto tante volte, è la personalità che fa la differenza. Del resto, basta guardare la tua strepitosa collana 😉

  5. A me dello stile minimale piace il fatto che ti lascia libera di aggiungere quello che ti va, anche niente. È un po’ come la pagina del taccuino di cui parli.
    Bentornata!

  6. Io comunque vorrei sottolineare che io: TE L’AVEVO DETTO.
    Così, solo per non infierire.

Parla alla tua mente

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