Sturm und Drang: il lusso di essere totalmente se stessi

sturm-und-drang-essere-se-stesse-belle-affermarsi-autostima

Quanto costa essere se stessi liberamente? Io sono ragionevolmente vecchia, perché ho quasi 40 anni, e ho ottenuto il lusso di essere completamente ed onestamente me stessa. Un lusso che ha costi altissimi, ma decisamente sostenibili. Anzi: assolutamente da sostenere.

Ci sono tante sovrastrutture: il mondo ragiona per schemi, semplifica, organizza. Noi tutti rientriamo in una lunga todo list di cose da fare e non fare, di azioni socialmente accettate, di frasi che non si possono dire e nemmeno pensare, di abiti che non dovrebbero essere indossati, di cibi che devono assolutamente essere mangiati.

Mi sono fatta fregare un sacco, io, su tanti fronti, finché non sono diventata vecchia: ho obbedito parecchio, mi sono plasmata, ho rinunciato spesso al mio stile (di vestiti, di scrittura, di lettura…). Ma poi sono tornata da me, mi sono ritrovata, ho imparato che io ci sarò per sempre (finché campo), e che il resto intorno mi può accompagnare, ma io sono il perno di me stessa.

“Quando nasciamo abbiamo dentro di noi cicloni, foreste in fiamme e comete”, scrive il romanziere Robert McCammon. “Quando nasciamo siamo capaci di cantare agli uccelli, leggere le nuvole e vedere il nostro destino nei granelli di sabbia. Ma poi l’educazione strappa via la magia dalla nostra anima. Ci indottrinano, ci sculacciano, ci lavano e ci pettinano. E alla fine ci mettono su una strada dritta e angusta e ci dicono di comportarci in modo responsabile”.

Vi capita mia di dover ‘obbedire’ a una situazione solo per convenzione? Per esempio un dress code formale in un posto di lavoro, quando voi sareste tutte piume e paillettes. O dover andare per forza a pranzo ogni domenica dalla mamma, ‘altrimenti si offende’. Partecipare alle feste di compleanno, a tutte le feste di compleanno dei compagni di scuola. Non mandare a stendere una persona antipatica e invadente solo ‘perché non si fa, non sta bene’.

Che noia. Non so da quando, ma le regole sociali hanno iniziato a starmi davvero strette. Ma anche le donne soffrono della sindrome dei quarant’anni? Mi devo preoccupare? Finirò con un toy boy anche io, con buona pace dell’armonia familiare? Inizierò a farmi la bleferoplastica?

Io ho solo voglia di essere me stessa, e senza cattiveria. Essere sincera e trasparente, ridere e scherzare quando ne ho voglia e in modo sempre civile, vestirmi come mi pare ma nei limiti della decenza, scegliere chi frequentare e a chi confessare i miei segreti. Ho scelto di avere dei segreti, anche. Essere sempre meno diplomatica, perché tanto non è credibile che tutti mi stiano sempre simpatici o facciano cose bellissime.

Un lusso. Molto meglio dei diamanti.
Sarà regressione, o evoluzione?

Commenti

  1. sai che mi ha detto la mia naturopata??? ” Devi imparare a dire NO!! e non sentirti in colpa o doverti sempre scusare” e ha ragione eccome se ha ragione.
    per me è difficile dire no e poi non sentirmi in colpa ma da quando mi obbligo a farlo sto meglio perchè è realmente quello che penso in quella data situazione ed è liberatorio e lì in quel frangente mi sento libera e me stessa.
    Ho 36 anni non credo che sia una crisi delle quasi quarantenni credo che più che altro sia giunto il momento di fare un pò come ci pare e finalmente essere sé stesse e piacersi .

  2. io sono ragionevolmente PIU’ VECCHIA, perchè ne compirò 48, e non sono ancora riuscita a uscire del tutto dagli schemi, ma ci sto lavorando! ed è una grossa soddisfazione!!! i NO fanno molto bene all’animo, dobbiamo sdoganare questo moNOsillabo bistrattato! i bambini imparano ad usarlo prestissimo e noi non ne siamo più capaci!

  3. anch’io ho 38 anni . Piantala di scrivere che sei vecchia.
    Nel 2014 avere 38 anni non significa essere vecchi, all’epoca dei nostri bisnonni a 38 anni si era vecchi, con già figli e in molti casi nipoti e curvi per il troppo lavoro nei campi.
    Scrivi che ti SENTI vecchia.
    Ecco meno diplomatica di così io non riesco proprio 🙂

  4. aaaaaa…..”sono ragionevolmente vecchia, perché ho quasi 40 anni”…..me vedi un po’ de annattene (te lo dico in romano che suona meglio….)

    🙂

    io ne ho 43 fa tti e finiti e corro a grandi falcate verso i 44…
    e sai che c’è? è bello avere 40 anni…anche per queste cose…

    🙂

    • Io ne ho 37 e, lo trovo incredibile giuro, mi ritrovo esattamente a desiderare le stesse cose.
      Di essere sincera, cristallina, di farmi sempre piu’ risate e di essere veramente IO.
      Che coincidenza. Ci pensavo proprio in questi giorni alla fesseria gigantesca della frase con cui tutti amano riempirsi la bocca: Sii te stesso.
      1) e chi cavolo mai altri dovrei essere?
      2) peccato che non sia davvero cosi. Gia’ perche’ se non ti comporti, vesti, parli, sorridi, educhi i tuoi figli secondo un dress code che nessuno pubblica, ma al di fuori del quale sei off and bad, la gente ti sputa in faccia. Letteralmente.
      Sei una che non critica? Male! Nessuno verra’ a parlare con te, non c’e’ gusto.
      Sei una che sul posto di lavoro fa principalmente quello? Male! Devi essere socievole, sempre. Non imorta se stai facendo le fotocopie e sembri accigliata perche stai pensando come far quadrare il budget (mi e’ capitato) e sentire che alle spalle dicono “sei sempre arrabbiata?”. Eh no. Solo concentrata magari altrimenti avrei gia polverizzato il tuo bel faccino.

      Insomma vale la vecchia canzone “se sei brutto ti tirano le pietre, se sei bello ti tirano le pietre”.

      Per esperienza poche persone, quelle davvero intelligenti e non superficiali, ti accettano sul serio per come sei. Ed io mi ritrovo ad essere molto stufa e anche molto incazzata di dovermi plasmare a certi riti, a non mandare a stendere chi mi fa del male e nin mi rispetta, a star zitta. Troppo.
      Non so se all’alba dei quarant’anni possiamo dire di aver vissuto quel po’ che ci ha cinsentito di capire certe cose e di stufarci quel tanto che basta a ribellarci. Ma una cosa e’ certa. Se prima non impariamo sul serio a voler bene a noi stesse, non potremo mai essere “noi stesse”. Gia’ perche’ una volta che riscopri il piacere di amarti secondo me viene tutto piu’ facile.

      Eh Giulia…in eomano suona quasi meglio tutto, hai ragione!

      Ciao belle ragazze circa quarantenni.

  5. Questo post capita proprio a fagiolo stamattina: sarà la stanchezza, sarà il caldo, sarà l’età che avanza, ma io oggi vorrei proprio tanto buttare tutto in aria e mandare tutti a spasso…perchè nonostante io mi faccia sempre in quattro per chiunque, alla fine non basta mai a nessuno, ma come si fa a dire NO al datore di lavoro quando il lavoro è diventato un lusso e proprio non ci si può permettere di perderlo, come si fa a dire NO al marito o ai figli se questo NO è giustificato solo dal mio malumore, come si fa a dire NO alla vecchia prozia che ci ha cresciuti e che oggi è ancora viva ma domani chissà (poi mi tocca rimanere pure con il rimorso!), come si fa a dire NO all’amica del cuore quando lei non me lo ha mai detto ed è sempre stata disponibile, come si fa a dire NO al cugino di secondo grado che vive all’estero per una volta che chiede una piccola cosa…potrei continuare all’infinito!

  6. Decisamente i 40 anni anche io sto’ diventando così mi consoli allora non sono l’unica!

  7. Noooooo! Avevo scritto un messaggio, ma non e’ pubblicatooooooo!!!
    Peccheeeeeeeeeeeree!!!!

  8. A me hanno appiccicato l’etichetta di “strana” il giorno stesso in cui sono nata, perché piangevo troppo forte per essere una femmina. Giuro. Da allora non sono mai riuscita a scollarmela di dosso. Per un po’ ci ho patito, poi ho capito che potevo trasformarlo da un problema in un vantaggio: visto che comunque quello che facevo non andava mai bene, per un verso o per l’altro, tanto valeva che mi comportassi come mi pareva. Non so se ho fatto sempre le scelte migliori, ma quanto meno sono sempre state le mie.
    Riguardo all’essere vecchia. Nel conformista Giappone, dove essere “diversi” è ritenuto socialmente disdicevole, per le donne anziane è accettabile tingersi i capelli di colori vistosi, tipo lilla o rosa, perché l’età avanzata dà il privilegio di infischiarsene delle convenzioni. Mi sembra una cosa meravigliosa. Fondiamo un club di “vecchie irragionevoli e colorate” ;)?

Parla alla tua mente

*