La prima volta al mare

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Noi abitiamo in una città di mare. Le mie figlie sono nate in estate. Per me il mare è foriero – da sempre – di prime volte.

I miei genitori si sono conosciuti al mare e qui si sono sposati, qui sono stata concepita, nella casa estiva di mia madre (che abitava in un’altra città).

La prima volta che mi sono innamorata è stato al mare: veniva da una grande città, lontana, e arrivava tutti gli anni ad agosto. E io cantavo dentro di me “luglio col bene che ti voglio vedrai che finirà“.  Lui era più grande di me e non credo che abbia mai saputo nemmeno il mio nome.

Le prime notti fuori le ho passate in spiaggia, ad aspettare l’alba con gli amici, una bottiglia di vino in 15, una chitarra, i vestiti bagnati dall’umidità, le stelle cadenti.

La prima volta che ho incontrato Lui eravamo ad un concerto in spiaggia. Ricordo la sua mano calda e sicura che stringe la mia, la scintilla che si accende nei suoi occhi alla mia prima risata.

La prima figlia, Alice, è nata nel 2010, a luglio (col bene che ti voglio…), il 16.
Il 19 era in spiaggia. Ma ha dovuto aspettare il 2011 per toccare per la prima volta la sabbia. Ricordo come se fosse ieri l’espressione stupita dei suoi grandi occhi castani nel sentire il suolo cedevole sotto le piante dei piedi, mentre i granelli scivolavano fra le sue dita; stessa espressione negli occhi verdi di Dalia, due anni dopo. Al mare hanno mosso i primi passi, le cadute attutite dalla sabbia. Qui al mare abbiamo dichiarato concluso lo svezzamento, dopo la prima palettata di sabbia in bocca. Al mare hanno mangiato il primo gelato e usato per la prima volta il vasino.

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Ogni anno la magia si ripete: al primo sole di primavera, corro in spiaggia. Tutti gli anni, sento nell’aria quel friccicore, quella tensione, quella promessa di prime volte.
La promessa di vecchi amici che ritornano, di nuovi che arrivano, di amori da vivere, di nuovi gusti da assaporare.
Ogni anno vorresti che la tensione fosse infinita, come un eterno sabato del villaggio, come un eterno luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà.
Avere bambini così piccoli aiuta. Ogni anno il primo piede nella sabbia, il primo bagno nell’acqua ancora gelida, il primo tramonto in valle, la prima sera sul terrazzo a guardare le stelle è come se fosse la prima della loro vita. Di nuovo.

La loro attesa ora è anche la mia, con la magia aggiuntiva di sapere già quante estati al mare – e quante prime volte – ancora avranno da attendere: quante prime notti fuori in spiaggia, ad aspettare l’alba con gli amici, una bottiglia di vino in 15, una chitarra, i vestiti bagnati dall’umidità, le stelle cadenti.

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Articolo offerto da Aveeno.

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Commenti

  1. Oggi dopo dieci giorni al mare il mio piccolo ranocchio si èè deciso a fare il bagnetto al mare! Che emozione, il mare è rinascita, catarsi, infinito ed io lo amo!

  2. che bel post siro! io potrei scriverne uno pressoché identico sulle vacanze in montagna!
    le prime libertà , le notti in rifugio e quelle in tenda in mezzo al bosco, le gite, le sagre di paese, le immancabili cotte stagionali …
    che ricordi meravigliosi e indelebili!
    e.

    • Ma grazie Eli. Per me invece le vacanze in montagna sono state la rinascita. L’ho scoperta tardi, soprattutto d’estate, e mi ha riportato in vita in un periodo buio buio.

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