Guardaroba e stile: come vestire in stile minimal

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Quando affrontiamo il nostro guardaroba e ci sembra di non avere niente da mettere, in genere il motivo è che non abbiamo ancora focalizzato il nostro stile. A qualcuno risulta semplice riconoscersi in una tendenza o una maniera coerente di abbigliarsi, per altri invece non è così immediato e si ha bisogno di razionalizzare e studiare uno scheletro di base sul quale poi aggiungere di volta in volta sfizi stagionali e stratificazioni.

Per questo motivo ho pensato di fare una carrellata di stili per riconoscere ognuno il proprio e avvalersi delle indicazioni di base per orientarsi verso un guardaroba funzionale, ordinato e dal forte impatto, insomma perfetto.


Lo stile minimale non può essere abbracciato a sé stante in quanto in genere scaturisce da un approccio esistenziale che investe tutti gli ambiti della vita, dall’alimentazione, all’arredamento, al modo di viaggiare, di educare i figli e di vivere le relazioni.

Il minimalista è votato all’essenzialità, alla semplicità intesa come facile fruizione dei propri beni, non certo banalità o omologazione, anzi.
Il minimalista è sensibile alla funzionalità, alla versatilità e alla praticità, preferisce poter accedere a ciò che possiede in maniera immediata e quindi contornarsi di pochi oggetti, piuttosto che accumulare in previsione di un futuro di necessità. Si tratta comunque di un individuo affascinato dal lusso, inteso come qualità estrema e durevolezza.

In campo di guardaroba, stile minimale vuol dire sostanzialmente capacità di scegliere capi di qualità elevata, sobri nei colori e coerenti nelle forme, in grado di amalgamarsi bene tra loro e sviluppare un potenziale di resa esponenziale. Sarà poco suscettibile alle mode e alle tendenze stagionali. Il mantra: less is more.

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I colori per uno stile minimal

In genere i minimalisti prediligono il nero, il bianco, l’ecrù, il blu navy, il grigio. È una scelta quasi obbligata perché essendo colori sobri, non rischiano di annoiare e si prestano ad essere adattati a ogni occasione d’uso. Inoltre si riescono a mixare bene tra loro, aumentando le potenzialità di abbinamento. Non è certo vietato transigere su incursioni di colore, ma si tratta in genere di piccoli sprazzi, circoscritti a un accessorio o un singolo capo.
Sulle stampe l’atteggiamento è quanto meno cauto, va bene la marinière, qualche pois, un check sobrio, ma sempre in maniera piuttosto contenuta.

I tessuti per uno stile minimal

Poco da dire: i tessuti devono essere i migliori. Tendendo all’essenzialità ed essendo votati al confort estremo, i minimalisti chiedono da ogni singolo capo una qualità superlativa, anche in virtù di una potenziale resa nel lungo periodo, quindi lana e cashmere, cotone e lino, seta per gli indumenti, pelle per gli accessori.

I modelli per uno stile minimal

Non è detto che un minimalista debba indossare solo capi lineari e classici, anzi, probabilmente l’attenzione per il dettaglio e la scelta di linee avanguardistiche potrebbe essere la cifra del suo stile personale. Eppure l’ambizione resta indirizzata a un equilibrio ferreo tra esclusività e rigore, nell’ottica dell’essenzialità.

Gli accessori per uno stile minimal

Pochi, ben scelti e di ottima qualità. Niente di vistoso, piuttosto invece capace di resistere alle stagioni.

Minimaliste all’appello? Chi si riconosce nella descrizione?

Commenti

  1. Io vorrei essere un minimal (con punte eccentriche). Diciamo che ci sto lavorando. Già il ridurre da due armadi a uno è stato un notevole esercizio zen.

    • hai detto niente!
      però se mi permetti, non ti vedo molto minimal come tipo, piuttosto ambisci ad avere una situazione più zen nel tuo armadio, ma come stile io ti vedo più eclettica, proprio a trovarti un etichetta, fosse sei più classica che minimal. ma dovrei analizzare da vicino il tuo armadio 😉

  2. eccola!
    nell’anima sicuramente, anche se talora cedo all’eccesso…

    ma la mia anima è minimal
    🙂

  3. Io mi riconosco sicuramente in questo stile, anche se purtroppo rischio molto spesso di essere banale e di risultare invisibile – anche se probabilmente è proprio quello che inconsciamente voglio (essere invisibile). Sulla qualità dei materiali non si discute e la moda influisce solo nel senso che mi devo adattare a quello che posso trovare in vendita. Alle volte forse rischio di usare indumenti un po’ troppo consumati, perchè quando mi trovo bene (confort prima di tutto) non riesco ad eliminarli: io sono capace di usare i miei vestiti fino alla loro morte e poi posso solo trasformarli in stracci ;-).
    Però in primo luogo devo dimagrire, perchè purtroppo questo stile non nasconde un bel niente 🙁 .
    ciao e buona settimana
    francesca

    • buona settimana anche a te!
      io proprio ieri ho dovuto superare un brutto colpo: una borsa a sacca di ecopelle che sebbene low cost e apparentemente insulsa è stato un mio cavallo di battaglia per anni e per svariate stagioni estive, si è disintegrata.
      prima reazione: rabbia! vedi a comprare low cost? che anche quando le cose sono belle e utili e le usi, riescono a deluderti lo stesso perché non riesci a usarle quanto vorresti (in genere a me succede il contrario: che compro perché costa poco, uso mai o raramente e poi mi accorgo che son soldi buttati perché mai ammortizzati).

      quindi adesso sto seriamente pensando di portare la borsa al mio artigiano e farmela rifare uguale uguale ma in pelle e ben rifinita.
      usare vestiti e accessori fino alla fine è bello, ecologico e anche sintomo di uno stile sicuro!

  4. Moi! Ma ho un minimal particolare, nel senso che tendo a vestirmi monocolore così che non penso troppo agli abbinamenti. Magari vinaccia, o blu di prussia, o beige a pois bianchi, ma dalla testa ai piedi e una serie di capi in sfumatura per variare. Ho l’impressione che sia in abbigliamento che in arredamento si tenda a sovrapporre il minimal con l’estetica giapponese, che mi va anche bene, ma a quel punto se giapponese deve essere io mi scelgo il kimono. Te lo infili, un po’ di lavoro con l’obi, ma poi sei pronta senza pensare agli abbinamenti. 😛 Poi che ci ho la fissa per filati e tessuti lo sanno anche i miei figli, che provano a stropicciare le magliette nuove per vedere se sono morbide.
    P.S. Io ora ho lo stesso numero di capi appesi nell’armadio di mio marito. Ho detto. (Taccio dei cassetti e della scarpiera, però)

    • comunque los tile jap del kimono si può traslare in chiave minimal occidentale con gli abiti. gli abiti e in particolare i vestitini monocole sono la manifestazione della mia piccola parte minimal: un vestitino, una collana e sei perfetta!

  5. altra minimal a rapporto!o almeno l’indole sarebbe quella e non solo nel vestire: a volte mi prendono veri e propri raptus e butterei via tutto, marito compreso 🙂
    Con la scusa della seconda gravidanza, ho eliminato molti vestiti e sono -quasi- pronta per spendere il gruzzolo messo da parte in nuovi capi, di qualità questa volta.
    Domanda: che riviste mi consigliate dove si trovino ispirazioni per tutti i giorni? qui in svizzera costano un capitale e non voglio accumulare carta inutile (a proposito di minimal…)

    • ma scusa… c’è trashic, no?
      poi ti posso consigliare il mio libro, 101 look per 101 occasioni, disponibile anche in ebook (niente carta 😉 )
      il mio pinterest http://www.pinterest.com/caiacoconi/ con ispirazioni che aggiorno quotidianamente per stagione, questa la cartella autunno http://www.pinterest.com/caiacoconi/fall-notes/
      o il mio instagram dove quasi ogni giorno pubblico i miei outfit reali (ci esco davvero per fare tutte le cose normali, lavoro, figli, spesa, mezzi pubblici etc) http://websta.me/n/caiacoconi

      per il cartaceo io compro quasi tutti i mesi elle, a rotazione altri che mi incuriosiscono per allegati o servizi in copertina, ma sinceramente per ispirarmi preferisco il web!

      (sul buttare il marito… ehm…) ahahah

    • internet
      🙂

      costa solo la connessione
      e quasi ogni rivista ha il sito

      • Sarò arretrata, ma mi piacciono le riviste cartacee. Anche perchè si possono facilmente leggere ed abbandonare in bagno per quei due momenti di intimità che riesco ad avere! 🙂

  6. Presente! Se non nei fatti, sono sicuramente minimal nelle intenzioni. Ho ben presente la libertà di girare con solo uno zaino sulla schiena e avere con me tutto quello che mi serve e cerco il più possibile di ricreare questa sensazione anche nella vita quotidiana.
    Ho delle liste per il mio armadio e cerco di rispettarle il più possibile, complice il fatto che posseggo solamente … mmmh… mezz’anta? XD

    • mezz’anta????
      vado nell’angolino.

      🙂

      • Eh, sono i problemi di essere una studentessa in affitto che si è trovata con un armadio piccolissimo (l’Hemnes di Ikea, tanto bellino ma è microscopico) e che dopo un anno ha dovuto anche dividere tale armadio con il fidanzato sopraggiunto in casa 😀 Minimalista sì, ma non credere che non desideri avere spazio in più anche io! 😉

  7. Minimalista presente!Perfettamente in bilico tra il desiderio di decluttering estremo e quello di essere comunque fashion.
    Programmi per i prossimi tempi? Pochi vestiti di qualità alta e investire maggiormente sui rossetti. Ridurre l’intero armadio a 3 colori. Comprare una borsa buona. Vediamo che effetto fa.
    Baci 😉

    • wow zu, sei veramente determinata!
      anche io sono partita con l’idea dei tre colori. minimalismo a parte aiuta ad avere una base solida e versatile per il proprio guardaroba al quale è più facile aggiungere il pezzo estroso e utilizzare tanto anche quello.
      io sono passata da un guardaroba pieno di mille cose che stavano bene solo con se stesse o al max con il pezzo abbinato al momento dell’acquisto, a un armadio sempre abbastanza pienotto (che il 333 project mi tenta ma è davvero oltre le mie possibilità realistiche :D) ma ricco di abbinamenti sempre nuovi che sorprendono me per prima.
      come hai detto bene, trovare una palette di tre colori base è fondamentale. per me sono grigio marrone e blu (più bianco e nero). ho davvero pochissimi capi colorati, di cui comincio a sentire la mancanza, che però pian pianino sto reintegrando con la gioia di riuscire a utilizzarli quasi come capi basic perché con quello che ho riesco a trovare sempre nuovi abbinamenti.
      però il processo di pulizia, basicizzazione e palette unica è servito.
      anche le stampe erano quasi scomparse (tranne le righe) e invece — per dire — quest’estate il mio cavallo di battaglia è stato il tubino a fiori giganti.
      la borsa buona è un’altra ancora di salvataggio, che a mio avviso è un po’ lo stendardo del tuo stile e secondo me è fondamentale.
      L’investimento sui rossetti… be’, è l’unico appunto che ti farei, ne basta uno, del colore perfetto. ma potrebbe essere il tuo accessorio eccentrico come per me sono le collane quindi ti do la mia benedizione! :***

      • Sto definendo quali possano essere i miei colori base. Il nero di certo, per molti anni ho indossato solo quello e lo ritengo ancora, a volte, la mia coperta di Linus. Mi piacerebbe provare a sfruttare il color borgogna caldo. Ci vedrei bene un abitino ben strutturato, calze inesistenti, ballerine, la Borsa, una sciarpa abbondante usata come stola/giacchina. Potrei andare ovunque così, dal supermercato al vernissage di una mostra. Trovo gradevole anche il verde petrolio.
        La mia ipotetica palette per i mesi freddi quindi potrebbe avere dei toni parecchio profondi e autunnali, ci devo pensare bene perchè comporterebbe parecchi cambiamenti, ma per come la sto ideando mi ispira. Ho anche fatto i capelli rossicci…quindi siamo proprio in fase cambiamento.
        Per quel che riguarda le collane le amo anche io, per un po’ le ho anche create, ma non riesco a indossarle. Se non si sconvolge troppo il marito vedremo cosa succede con il rossetto. 😉

  8. Io. Ho la metà dei capi del mio gentile consorte (minimal anche lui) ed un ventesimo di quelli di mia figlia (probabilmente scambiata in culla). A volte sogno di avere un conto in banca ipertrofico, ma mi sa che anche in quel caso resterei su “pochi ma (molto molto) buoni”.
    P.S.: per mettere un kimono con tutti i crismi ci vuole un’ora d’orologio. L’ho visto fare da una mia amica giapponese che aveva pure fatto un corso apposta. Molto interessante, ma mai nella vita. Per me, meglio vestito& collana, come dice Caia ;).

    • Ma anche io vestito e spesso anche senza collana! Il kimono mi pare pure un pochetto scomodo, era per dire che per essere minimalisti non era necessaria la tenuta visivamente ipersobria e monacale. Paola, tutta la mia ammirazione per il microguardaroba, allora si può fare! E io che già pensavo di essere bravina… 🙂

      • Sì, SI-PUÒ-FARE!!! (vedi Frankenstein jr. :D). Io in parte ho assecondato il mio carattere “frugale” (capisco bene Liquorice ed il suo zaino), in parte ho fatto di necessità virtù. Dopo il repulisti della lezione 6 del corso di stile di Caia (sempresialodata), ho avuto qualche problema e non sono mai riuscita ad iniziare la “campagna acquisti”. Beh, dopo due stagioni mi sono accorta che non mi trovavo affatto male con l’armadio ai minimi termini, anzi. Sarà che è un periodo in cui ogni alleggerimento è il benvenuto. Comunque spero di riuscire a rimpolpare un po’, prima o poi.

        • Che bello, Paola!
          Sono contenta che le lezioni di stile abbiano migliorato la tua gestione del guardaroba!
          Pensa una cosa, per rimpolpare c’è sempre tempo.
          Goditi il risultato 😉

    • no, io non posso fare paragoni, vivo con tre maschi, non vale!

  9. Aspirante minimalista anche io!
    Ma guardando il mio armadio, nonostante i periodici repulisti, sono costretta ad ammettere che… non ce la farò mai!
    Però da quando frequento trashic il mio guardaroba è molto più razionale e coerente, e soprattutto (miracolo!) non mi capita più di esclamare davanti a un armadio strabordante che “non ho niente da mettermi!”.
    E questo per me è già un gran bel risultato.

    • oh!
      non posso che gioire del risultato e darmi una pacca sulla spalla.
      in effetti è lo stesso livello raggiunto mio: non ho certo quattro cose in croce, ma è tutto più ‘sotto controllo’ e anche per me è un grande risultato!

  10. Minimal anche io … anche perché da quando mia sorella mi ha buttato via mezzo armadio ho fatto pochissimo shopping! Però che soddisfazione avere tutto in un armadio di 140 cm! Peccato sia tutto perennemente in disordine

    • ecco, il disordine è una cosa su cui lavorare, perché a me sembra che quando metto in ordine l’armadio mi sembra di avere più cose e riuscire a vestirmi più rapidamente! Dai, proviamoci 😉

Parla alla tua mente

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