Rinnovare la casa in modo economico: decluttering e pulizia

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Desidero rinnovare la mia casa, prendermene cura, farla tornare bella e accogliente, un porto sicuro, un luogo dove mi faccia piacere tornare e rifugiarmi, dove gli spazi siano fruibili e confortevoli, dove ogni angolo parli di noi, famiglia, ma sia anche funzionale e pratico per la vita di tutti i giorni.

Non voglio dirlo troppo forte, ma sembra che stiamo uscendo dal tunnel a testa bassa. Intendo quel lungo periodo che nel mio caso è durato cinque anni in cui la casa si è prestata all’arrivo dei figli, perdendo appeal e lasciandosi andare alla sopravvivenza quotidiana piuttosto che all’investimento per una permanenza piacevole e rilassata.

Quando Momo era piccolo ci ha letteralmente distrutto una quantità di oggetti a cui tenevamo, è stato veramente difficile contenerlo, a un certo punto abbiamo preferito togliere di mezzo le poche cose rimaste. Con Dado è stato anche peggio, lui è intervenuto sulla parte strutturale, scrivendo tutti i muri, i divani, strappando tende e cuscini coi denti. Non voglio entrare in disquisizioni educative, vi basti sapere che quel periodo sembra finito e i miei bambini riescono ad avere cura delle loro cose e anche delle nostre, nei limiti dettati dalla loro condizione di bambini piccoli.

Tutto questo preambolo per dire che adesso ho sia qualche spazio di autonomia di pensiero per occuparmene, sia il desiderio di ritrovare un senso estetico, sia la speranza che ogni piccolo sforzo di rimettere a nuovo e in ordine la mia casa non sarà stroncato sul nascere dai piccoli caterpillar.

All’inizio dell’estate la situazione era veramente tragica: un disordine e una confusione diffusa e dilagante, una quantità di roba rovesciata e stipata in ogni dove senza criterio, innanzitutto.
Poi mancavano le tende (non le avevo più riattaccate dopo un passaggio in lavanderia risalente a forse due anni fa), niente tappeti e assenza totale di soprammobili e oggetti di decor come cuscini. Inoltre i mobili erano stati spostati per le necessità mutate di volta in volta e di conseguenza i quadri erano tutti decentrati, i punti luce non avevano più senso e anche gli accostamenti di colore si erano persi.

Era una situazione che mi procurava un malessere particolare che ho assimilato immediatamente a quello che provai anni fa di fronte al mio guardaroba: sciattume, piattume, mancanza di armonia e assenza di guizzi d’interesse, a causa dello stravolgimento della mia vita in seguito alla prima maternità.

Allora ho pensato alle mie lezioni di stile, nate quando avevo elaborato la medesima situazione nel mio guardaroba uscendone vittoriosa. E così mi sono rimboccata le maniche e sono partita agguerritissima.

Iniziamo dal decluttering, ovvero: facciamo spazio

Ho utilizzato l’estate per un decluttering spinto: mi sono liberata di una marea di cose (spesso vera e propria spazzatura camuffata) accumulata in questi cinque anni durante i quali avevo soltanto nascosto la polvere sotto i tappeti, come si suol dire.

Ho regalato cose che non mi rappresentano più e ritrovato oggetti dimenticati che voglio riutilizzare non appena rimetterò in ordine e che saranno il punto di partenza per la nuova veste della casa (‘parti da quello che hai’, vi ricordate?).

Avevo bisogno di sgomberare il piano d’azione per partire dalla prima lezione, ossia: ‘Conosci la tua casa’. Dovevo svuotarla il più possibile per ri-conoscerla, capire cosa c’è e soprattutto cosa dovrà verosimilmente continuare a contenere nel migliore dei modi, perché ricordiamo che la casa è fatta principalmente dagli oggetti che ci mettiamo dentro, ecco perché le illustrazioni d’arredamento vanno prese esattamente con le pinze con cui prendiamo quelle dei giornali di moda: così come gli abiti ci devono portare a spasso nella nostra vita normale con le mansioni quotidiane e talvolta faticose e non certo cinque minuti in giardino per scattare foto esotiche e basta, così la casa non è la vetrina di un’esposizione di mobili, ma il luogo dove ci stravaccheremo dopo una giornata di schifo, dove cucineremo e mangeremo con la nostra famiglia, dove inviteremo gli amici e qualcuno verserà inavvertitamente un bicchiere di vino, dove faremo docce, stireremo, dovremo stendere i panni, faremo ginnastica, capriole coi bambini, leggeremo con la copertina sulle gambe, faremo disegni e acquerelli e magari le conserve di marmellata. Così come adoro scarpe, meravigliose in sé, ma improponibili per lo stile di vita che ho, devo stare attenta a tutte quelle cose che sulla carta mi fanno impazzire, ma poi diventerebbero nella mia casa movimentata una ennesima nota stridente.

Inoltre ho potuto anche rifare un check up alla parte strutturale: pavimenti, pareti, soffitti, finestre, porte, ma nel mio caso anche i mobili già esistenti che non intendo cambiare per ragioni affettive ma anche — essenzialmente — di budget.

Mi sono resa conto che, per qualche misteriosa ragione, non avevo mai considerato a fondo la tinta dei miei pavimenti (quelli che abbiamo trovato che non ci facevano impazzire ma che ci siamo tenuti). Pensando che il chiaro illumina, avevo impostato la casa su tinte abbastanza chiare e colori sgargianti per dare vivacità. Ho scoperto che quello che stonava era proprio il pavimento, penalizzato dalla mancanza di contrasto tendeva a spegnere tutti gli ambienti. In cucina dove i mobili sono in legno wenge, invece, paradossalmente, l’atmosfera era molto più solare.

Ho poi passato in rassegna le pareti: alcune sono colorate e in passato ho utilizzato quel colore come base: sbagliato! Ho notato che è molto più d’effetto lasciare quel colore come sfondo, piuttosto che replicarlo in altri grandi mobili. Meglio richiamarlo in altri piccoli particolari, due o tre, e lasciar scivolare il resto in una palette più sobria, sbizzarrendosi con le forme e il design piuttosto che con azzardi cromatici.

Infine in questa diagnosi preliminare, ho focalizzato quello che non mi piace più o non mi è mai piaciuto, ma che non sarà possibile sostituire, nell’ottica di studiarne soluzioni migliorative a basso costo.

Per riassumere, allora, la prima cosa da fare se si vuole rinnovare la propria casa è innanzitutto di pulirla, nel senso più profondo del termine, gettare il superfluo e togliere di mezzo la spazzatura e poi fare un’analisi accurata della parte strutturale, per comprendere a fondo i suoi pregi, i suoi difetti e l’utilizzo degli spazi.

Voglia di rinnovamento anche per voi?
Raccontatemi delle vostre case!

Commenti

  1. solo due parole….SEI ASSUNTA!!!! (esclusa la punteggiatura)

    la mia casa (no, diciamo quello che è: il mio appartamento, perchè per me casa=giardino, e io quello purtroppo nella vita da sposata non ce l’ho più) è abbastanza caotica, non tanto grande, siamo tre disordinati cronici, anzi no, mio figlio (14) se si impegna riesce ancora a dare una parvenza di ordine alle sue cose….insomma avremmo bisogno di una bella risistemata, perchè in questo caos io non mi sento più a mio agio e non va bene, e sono d’accordo con te sul fatto che si debba partire da una bella pulizia e svuotamento quasi completo…..beh, credo che sia arrivato il momento giusto e penso proprio che l’autunno sia destinato a questi compiti, lo farò!
    vi metto l’indirizzo se mi volete raggiungere per aiutarmi??? 😀

    • ehheeh il problema è che il lavoro di decluttering è infinito nel senso che quando cominci non ti sembra mai sufficiente e continui a buttare, buttare, e ti infastidisce tutto quello che è troppo in vista.
      come dicevo a giulia anche io nasco disordinata, ma davvero non si può sommare diversi disordini e ficcarli tutti nella stessa casa, c’è da spararsi!
      e poi la casa dovrebbe essere il luogo in cui stare meglio, se proprio qui siamo a disagio, non vabene!
      buon decluttering, tienici informate e continua a venire a trovarci che ho già preparato il resto delle ‘lezioni di stile’ #trashichome

      • e hai notato che butti roba e ti volti pensando “ora sarà tutto vuoto!” e invece c’è ancora roba?
        mi capita con la cantina.
        una volta l’anno svuoto TUTTO, seleziono, butto buste e buste di robaccia e mi dico “adesso ho una bella cantina vuota!”…
        beh, è solo più ordinata

        :O

      • prevedo un autunno impegnativo!!! però è vero, appena cominci a sentire disagio in un posto dove dovresti sentirti bene, scatta la molla….vi terrò aggiornate! e aspettiamo con ansia le lezioni!

  2. Io sto per ripartire da capo, nel senso che nel nuovo anno ci trasferiremo finalmente in un alloggio più grande (non vedevo l’ora visto che qui in casa prima sono passata da una a due e poi a tre e infine a quattro). Ovviamente sto impazzendo tra tinte per le pareti (passo dal total white ai colori più pop nella mia testa) e alcune aggiunte al mobilio. In tutto questo sto cercando di partire mettendo in luce le esigenze che la nostra famiglia ha e cercando di non farmi trascinare “troppo” dal mio amore per il design anche se qualche piccolo strappo me lo voglio regalare ;-). Al momento mi arrovello molto per la questione divano, visto che non so se: tenermi quello vecchio che però è molto più piccolo di quello che posso mettere adesso e quindi poco funzionale al fatto che siamo 4, prenderne uno di bassa qualità visti i figli ancora piccolissimi (ma non mi piace comprare con l’intenzione di buttare via presto: lo trovo stupido e antiecologico) o scegliere il divano definitivo e sperare che la qualità sia sufficiente a resistere alle due piccole pesti. Cosa mi consigli?
    Tanti altri dettagli purtroppo penso che li metterò in standby un po’ per il budget, un po’ perchè voglio trovare gli oggetti giusti e questo richiede tempo e un po’ perchè le cose più pericolose come vasi e lampade devono attendere ancora qualche anno. Però voglio riempire la casa di piante e pazienza se saranno vandalizzate. Per i quadri ho l’ambizione di riuscire a realizzarmeli da me e quindi ci vorrà tutta la mia vita per acquisire la capacità necessaria.
    Comunque penso che il trasloco sarà sicuramente l’occasione giusta per buttare tutta la spazzatura accumulata (ho già iniziato a buttare in vista degli scatoloni) e soprattutto per riorganizzare le cose dei bimbi che diventano obsolete molto velocemente, ma che non posso regalare perchè spero di diventare presto zia, ma mia sorella non vuole niente ora per scaramanzia.
    che bello se fai le lezioni di stile per la casa! dì di sì!!!!
    buona giornata
    fra

    • dico solo una cosa: occhio ai colori pop…belli all’inizio, ma dopo un anno capace che ti stufi
      meglio neutro e cambi colore con gli accessori…
      così penso io

      🙂

      • Adesso però vivo da 8 anni in un alloggio tutto colorato e non mi sono ancora stancata, anche se le tinte neutri sono evidentemente più eleganti e per questo non mi so decidere.
        Ho più paura di stufarmi del neutro che non del colore, anche perchè porte e finestre sono bianche e tali rimarranno e anche i miei mobili sono tutti neutri. Penso come dice Caia che ci voglia un po’ di contrasto cromatico per far risaltare i mobili chiari. Poi gli accessori colorati – mi immagino un bel vaso colorato – per il momento non li posso mettere onde evitare possibili disastri.
        Poi vedo immagini candide sulle riviste e cambio di nuovo idea. Uffa!

        • ahhaha io pure sono molto sensibile ai cambi di rotta, benché orma abbia capito cosa mi piace: a me piace uno stile eclettico, mi piace mischiare colori, stili e forme, ma siccome bisogna essere molto bravi e in campo d’arredamento io non lo sono, e siccome questo stile richiede anche molta più attenzione nel quotidiano, mentre da noi è sempre una grande casciara per via dei bambini, credo che trovare una dimensione molto neutra di base sia più proficuo per creare un ambienti rilassante e facile da tenere in ordine

      • quoto giulia
        io ho fatto una grande parete del salone che poi arriva fino in cucina lungo tutto il corridoio verde, verde/giallo, insomma molto più che pop. mi ha stufato. ma adesso non ho intenzione di ritinteggiare, benché ne avremmo bisogno, per il fatto che siamo ancor indecisi sul da farsi e i bambini scrivono ancora sui muri.
        alla fine una parete così importante ti impegna un sacco, mentre per il colore puoi sbizzarrirti in tanti altri modi, anche molto importanti a livello visivo, da un tappeto alle tende.
        io sono arrivata alla conclusione che se anche sui giornali le case più belle mi sembrano quelle con queste meravigliose giustapposizioni cromatiche, nel vita di tutti i giorni, come per l’abbigliamento, funziona meglio una base sobria con accessori stravaganti che nel caso della casa possono essere cambiati anche più spesso: cuscini, puff, un tappeto, le tende, i quadri, un vaso o le lampade.

    • che bello!!!
      noi siamo in una fase di grandi riflessioni, vedremo a cosa porteranno.
      intanto sul divano ti dico che quando mi sono trasferita qui, oltre a un letto a baldacchino, desideravo solo un divano della moroso. per me era il top.
      poi per ragioni di spazio e funzionalità ci siamo resi conto che avremmo dovuto prendere un divano letto per le eventualità e abbiamo fatto bene, altrimenti non avrei saputo come ospitare mia madre che è stata la chiave di volta dei miei ultimi tre anni.
      come divani letto purtroppo non c’è un granché di bello, quindi abbiamo ripiegato su un ottimo divano, solido anche nel rivestimento, ma tinta unita: dopo due figli è inquadrabile e l’ho ricoperto con una fodera mobile. però so che potrò rifoderarlo per bene appena usciti dal tunnel artistico dei piccoli.
      col senno di poi credo che abbiamo fatto la scelta migliore nella nostra condizione, ossia famiglia con due bimbi piccoli e casa non molto grande.
      nel tuo caso, se non hai l’esigenza del divano letto, ti direi di prender quello che ti piace assicurandoti che quell’azienda faccia anche rivestimenti per proteggerlo un po’ fino a quando non saranno abbastanza grandini.
      per il resto un grosso in bocca al lupo e tienimi informata!
      le ‘lezioni di stile’ continuano 😉

  3. la mia casa è “nuova”, nel senso che mi ci sono trasferita 4 anni fa.
    entrandoci ho cambiato un po’ di cose. non molte, perchè per fortuna la disposizione delle stanze era razionale.
    ma ho rifatto i bagni e cambiato i pavimenti.
    quelli vecchi non erano male: quadroni bianchi 30×30, ma non erano “miei”. così li ho sostitutiti con un gres porcellanato panna a effetto parquet. sembra legno bianco, ma sono piastrelle.
    solo in cucina ho messo lo stesso pavimento, ma scuro (dieci anni con pavimento bianco in cucina MAI PIU’!!!!! ora cade l’acqua a terra e chissenefrega)
    poi ho disegnato e fatto costruire una grande libreria per separare due ambienti e “nascondere” una scala interna che scende al piano di sotto.
    i mobili già li avevo.
    adesso, per vicende varie, mi trovo due stanze vuote. una già lo era (doveva essere la “stanza dei bambini”…), l’altra era uno “studio” che ora è stato svuotato.
    una casa enorme e tutta mia. due stanze da inventare….tante cose ancora che voglio cambiare (a cominciare dalle porte) e la voglia di cambiare comunque qualcosa, eliminando anche in casa cose che non mi appartengono più, che mi hanno stancata e che sono inutili…
    ho tempo per pensarci (anche perchè ora non ho soldi) ma sfoglio riviste e sogno, immagino…

    anzi, idee per le due stanze vuote?

    🙂

    • io vorrei tanto avere stanze vuote per suddividere le funzioni di cui sono sovraccariche le stanze che ho. mi spiego: fossi in te userei una stanza per farci un enorme cabina armadio, toglierei dalla camera da letto l’armadio a 800 ante che hai 😛 e lascerei una stanza ampia e con pochi mobili (io farei un enorme baldacchino e bon).
      così l’altra stanza potrebbe diventare una parte di quello che fai ora in sala. nel mio caso la sala oggi ospita l’ingresso, l’angolo lettura, il divano, la tv, lo spazio gioco per i bambini e anche un angolino dove mettere il pc. immagino che tu non sarai in questa tragica situazione, ma per esempio potresti togliere la tv dalla sala (se ce l’hai lì) che io odio — mi sembra tanto che uno si metta set mega tv come dei totem nella stanza che vive di più (anche da noi è così, ma io la brucerei) — e creerei una stanza cinema con un bel divano un mobile carino per contenere dvd e cose inerenti e una lampada fiochissima. fine.
      ecco io se avessi una casa grande farei questo.

      comunque devo venire a casa tua, ho la sensazione che sia bellissima 🙂

      • ci avevo pensato, ma la tv dove è ora sta bene perchè l’ arriva l’antenna del satellite e poi la uso da “compagnia” o da radio e perchè, da dove è ora, la riesco a vedere anche seduta in terrazza se ceno fuori
        avevo pensato alla sala di lettura per la stanza più piccola: pochi mobili, una bella poltrona comoda, una lampada carina e delle casse per la musica…
        roba così

        comunque appena l’autunno si fa più autunno voglio fare un pomeriggio birtish high tea e vieni a vedere casa
        🙂

  4. p.s. la casa deve essere ordinata. diffido di chi parla del disordine “creativo”… il disordine distrae e destabilizza il cervello…. ho vissuto qualche mese, mentre traslocavo, nel casino più totale… un delirio…
    un conto sono le cose messe “disordinatamente” ad arte, un altro è il casino fine a se stesso.
    chi racconta che il disordine è creativo, mente…il disordine è caos. per essere ordinati si deve lavorare, inventare…creare…
    😉

    • io sono una disordinata pentita, ma non ho mai parlato di disordine creativo. il mio è caos compulsivo 😀
      però da quando vivo con l’attuale maritozen, oltre ad aver fatto sforzi disumani pur di non sentirlo borbottare dalla mattina alla sera, mi sono accorta sulla mia pelle che il caos, se è solo tuo, è gestibile, ma se è quello degli altri è insopportabile.
      cioè quando vivevo da sola io ci stavo benissimo nel mio casino, ma poi una minima sciatteria sua mi urta il sistema nervoso, quindi ho capito che per vivere bene insieme bisogna essere ordinati, perché anche essendo entrambi disordinati, il tipo di disordine è sempre diverso e cozza con quello dell’altro. sembra contorto, ma mi ha dato la spinta a diventare ordinata, non maniaca, ma abbastanza rigorosa. poi ovviamente quando mia suocera entra in casa mia sbianca, ma queste sono differenze generazionali 😀
      per il disordine comunque ho scoperto che funziona l’angolo degli orrori e l’ho imparato dai bambini.
      tutti i loro giochi sono in ordine e posizionati in maniera montessori, ognuno nel proprio contenitore a portata di mano, alla loro altezza. in genere sto sempre attenta a incentivarli a rimettere a posto un gioco prima di prenderne un altro, ma da quando sono in due capita che le cose si sovrappongano, quindi quando mi arrabbio e dico cose tipo: ‘se non togliete di mezzo tutto questo disordine, stasera non ci mettiamo a tavole’ i due delinquenti acchiappano un cestone e ci mettono dentro tutte le cose sparpagliate, dando un immediato ordine all’ambiente e occultando i giochi. così corrono a lavarsi le mani e mi fanno la faccia da angeli.
      e così ho adottato questo sistema anche per la casa: ogni stanza ha una specie di sacca d’emergenza (un ripiano, un’anta del mobile, un cassetto, una sedia) dove ‘ammassare’ il disordine in maniera che sia circoscritto. in qualche modo questa cosa mi rende anche visivamente contenuto il ‘da fare’ per riordinare e quindi in un secondo momento non ci metto niente a sistemare anche l’angolo di ‘scarico’.
      con i bambini invece facciamo il gioco del ‘cesto delle meraviglie’: scopriamo cosa c’è dentro e lo rimettiamo a ‘nanna’.

      • Che brava che sei con i bimbi, io purtroppo mi ritrovo sempre a mettere a posto i giochi, mentre ovviamente il piccolo (di circa un anno) mi segue pensando che sto giocando e che la sua parte consista nel ritirare fuori dalle scatole quello che ho appena ritirato :-(.
        Anche io ho i cassetti dell’orrore e sono indecisa se in fase di trasloco buttare tutto il contenuto in uno scatolone oppure nella spazzatura; di mettere a posto so già che non avrò tempo!

        • io odio mettere a posto, davvero. a meno che non si tratti di guardaroba 😀
          quindi penso che mi sarei buttata di sotto se avessi dovuto mettere a posto le cose dei bimbi sempre tutte io, quindi ho messo su il disco rotto: metti a posto prima di prendere un altro gioco: a volte funziona a volte fanno finta di non sentire, ma il più delle volte lo fanno ormai in autonomia. in ogni caso noto che per loro l’operazione è molto più semplice in un ambiente agevolante. cioè in salone loro hanno due panche con ripiani, sulla base ci sono due o tre giochi appoggiati, nei ripiani invece scatole o cestini ognuno con un gioco o tipologia di cose (tipo il cestino delle matite o dei pennarelli), quindi per loro non è molto faticoso reinserire la scatola dalla quale hanno preso il puzzle, o il cestino dei colori. diverso sarebbe se dovessero aprire ripiani e cassetti o peggio avessero dovuto svuotare il contenuto di una grande scatola per trovare la cosa con cui volevano giocare.

      • (una delle mie due stanze vuote al momento è soprannominata “horrorkabinet”)

        • anche da noi la stanza dei bambini era inizialmente la stanza degli orrori. poi quando abbiamo dovuto sistemarla per nomo… l’orrore si è sparso per tutta casa 😀

Parla alla tua mente

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