Scegliere l’uomo giusto, o della violenza domestica

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Solo il 10% degli uomini che uccidono le donne ha davvero una patologia psichiatrica: un raptus, una follia, una pazzia improvvisa. Nel 70% dei casi di femminicidio, l’uccisione violenta della donna era stata preceduta da episodi di violenza domestica, più o meno gravi. Questo dicono le statistiche, e la matematica non mente.

Non so quando è successo: le donne hanno alzato la tolleranza verso la violenza. Le donne hanno smesso ad un certo punto di desiderare il meglio, e hanno iniziato ad accontentarsi di uomini mediocri, volgari, violenti sia sotto l’aspetto fisico che psicologico. O forse è sempre stato così e le donne ancora non sono riuscite a bastare a se stesse?

Abbiamo davvero bisogno di uomini così, nella nostra vita? Non siamo capaci di scegliere una persona migliore al nostro fianco, perché semplicemente la meritiamo, o anche di scegliere di stare sole, piuttosto che in compagnia di un uomo putrido nell’anima?

Esiste un protocollo che matematicamente ci permette di identificare le probabilità di incorrere negli abusi domestici: si chiama SARA, e sta per “Spousal Assault Risk Assessment”, ovvero la valutazione del rischio di violenza tra coniugi. E’ un elenco di fattori che ci aiutano a riconoscere oggettivamente un uomo violento, e che ci possono aiutare a mettere fine alle violenze prima che degenerino in maltrattamenti gravi. Casomai ci servisse una guida per dire cos’è la violenza, cosa non deve essere mai accettabile.

Tra questi atteggiamenti violenti, ad esempio: l’incapacità di mantenere un lavoro fisso o cercarlo, vietare alla propria compagna di uscire o di vestirsi in certi modi, controllare il suo telefonino, fare scenate di ‘gelosia’, impedire alla donna di lavorare.

Se volete, potete fare un test online anonimo, per valutare il grado di violenza del vostro partner: http://www.surveygizmo.com/s3/954104/ISA-online

Ma noi quanto pensiamo di valere come esseri umani? Perché pensiamo di meritare troppo poco? Cosa ci incatena?

Ma soprattutto: perché pensiamo che stare con un uomo violento sia meglio che stare da sole?

Insisto: le donne devono lavorare. Il lavoro non è solo fonte di indipendenza economica – e serve, eccome se serve – ma è anche libertà: ci permette di crescere, di avere successo, di acquisire capacità ulteriori, di essere intraprendenti e di sentirci libere. Libere di essere noi stesse, in qualunque situazioni. Forti. Forti per risolvere i problemi.

Odio la violenza. La temo, mi fa schifo, mi fa paura.

Odio gli uomini subdoli. Non solo quelli che tirano schiaffi e calci, ma quelli che si nascondono nella loro violenza facendo finta di essere brave persone. Quelli che alla moglie devono dare ‘la paghetta’, e controllare ogni loro spesa. Quelli che si girano a guardare il culo delle altre o tradiscono (non è violenza, quella?). Quelli che sminuiscono la propria compagna, continuamente: ‘non sei capace, sei stupida, lascia perdere, non ti intromettere’. Quelli che si siedono sul divano e vogliono essere serviti e riveriti, e non sono nemmeno in grado di lavarsi le mutande o di cucinare un piatto di spaghetti, figuriamoci cambiare un pannolino. Quelli che in strada devono sempre attaccare briga ed essere trattenuti per la giacca. Quelli che urlano.

Noi meritiamo di meglio. Non venitemi a dire che è difficile uscire da una situazione violenta: TUTTO nella vita è dannatamente difficile. E allora? Il fatto che una cosa sia difficile, non la rende meno giusta.

La prima volta è colpa sua, la seconda volta è colpa tua.

Meritiamo di meglio. Meritiamo amore, stima, considerazione, complicità, sesso, abbracci, confidenza, compassione.
Meritiamo di esprimere noi stesse liberamente, senza paura, senza mai sentirci inferiori.
Meritiamo uomini migliori. E gli uomini migliori esistono: bisogna sceglierli. Invece di correre dietro a uomini bulli, quelli che ‘lui mi ama ed è tanto geloso e possessivo perché mi ama e prende a pugni tutti‘. Perché uno che prende a pugni gli altri, un giorno prenderà a pugni anche te.

In Italia esiste il numero 1522: una linea di ascolto contro la violenza domestica e la violenza sulle donne.

Non sarà mai facile. Ma il fatto che sia difficile, non significa che non sia possibile.
Scegliamo meglio.
Scegliamoci.

Commenti

  1. ecco.
    ma la cosa difficile e’ farlo capire alle donne che ci sono gia’ dentro da anni, in quelle situazioni.
    e’ devastante sentirsi dire “mi manca, non posso stare senza di lui”.

  2. Davvero quoto ogni parola. Soprattutto riguardo l’indipendenza economica della donna. Bacioni

  3. La violenza è subdola, strisciante…un uomo violento può apparire agli altri impeccabile. Nel nostro Sud malato le donne sopportano ancora umiliazioni infinite anche quando sono colte e indipendenti. Se ti picchia te lo meriti. Assurdo!

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