Dimagrire e disintossicarsi con l’anti dieta di The Plan

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Sei a dieta ma non dimagrisci. Continui a togliere cibi dalla tua alimentazione, ma la bilancia è lì inchiodata. Non mangi più carboidrati, latticini, uova, carne rossa, carne in generale. Eppure hai la pancia gonfia.
La sera mangi solo un minestrone e un’insalatina scondita, ti pesi la mattina dopo e la beffa è che sei anche ingrassata di 4 etti.
Tutto questo ti suona familiare?

Hai mai pensato che magari ti danno fastidio i fagiolini? Che potrebbe esistere un mondo perfetto in cui non mangi più i fagiolini e l’insalata (ma magari pomodori e indivia sì) e in cui tutte le sere ti puoi bere un bicchiere di vino rosso gustando un quadretto di cioccolata. Un mondo perfetto in cui sei finalmente in forma, sana e con le energie di una bambina in età prescolare?

Due anni fa, seguita da un omeopata, ho fatto una disintossicazione. Mi ha trovato reattiva a molti cibi, tra cui, ad esempio i fagiolini. Appena ho tolto la lista di cibi che mi ha individuato mi sono sgonfiata all’istante: ho perso 8 chili in due mesi.
Per questo, dopo averli ho ripresi con la seconda gravidanza, ho riprovato a togliere gli stessi cibi, ma evidentemente ora le mie “intolleranze” sono cambiate.

Ecco quindi che, quando ho sentito parlare di The Plan, mi sono molto incuriosita ma al tempo stesso ero molto titubante. Che non sia la solita dieta “miracolosa”?
Cosa mi ha fatto cambiare idea e acquistare il libro? Il consiglio di un’amica che l’ha provato e l’ha trovato efficace e scientificamente valido.
L’amica fa la biologa, quindi: io non ho gli strumenti per valutarne la validità, ma lei sì. Caso ha voluto che il giorno dopo averne parlato con lei, il libro fosse tra le offerte kindle a prezzo stracciatissimo.

Il principio di The Plan.

Perdere peso non è una questione di porzioni più o meno grandi. Non è una questione di calorie. È solo una questione di chimica.

Il corpo ci manda segnali, ma noi ci siamo disabituati ad ascoltarlo. Viviamo tutti in uno stato di infiammazione cronica, causata da cibi “sbagliati” che invece di nutrirci ci fanno stare male. Spossatezza, gonfiore, mal di testa, tendenza a ingrassare sono tra questi segnali. Molte malattie, anche gravi (diabete, tumore, sindrome del colon irritabile, Parkinson, Alzheimer, ecc), sono le conseguenze del fatto che ignoriamo queste infiammazioni, o cerchiamo di curarle in modo non integrato, agendo sui sintomi invece che sulle cause.

Il problema che sottovalutiamo è che non esistono cibi “sbagliati” in sé, ma solo cibi sbagliati per me.

Tutti abbiamo determinati cibi che ci provocano reazioni infiammatorie. Di per sé si potrebbero considerare sani, ma se si combinano con la particolare chimica del nostro corpo, possono diventare perfino tossici.

Cosa succede quando il nostro corpo riconosce (perché lui li riconosce!) questi cibi nocivi? Cerca di tamponare l’infiammazione trattenendo i liquidi e inondando i tessuti, cercando di fare da cuscinetto. Ecco quindi i gonfiori, ma anche le dermatiti.

Individuare i cibi che provocano l’infiammazione.

Come si traduce l’infiammazione in aumento di peso?

Ogni volta che ingerite qualcosa che non va bene per la specifica chimica del vostro organismo, si scatena una reazio­ne istaminica; a questa si deve l’aumento di peso, automatico, che potete rilevare il giorno dopo sulla bilancia. […] la reazione istaminica induce un aumento di cortisolo in circolo, il quale, a sua volta, provoca un accumulo di grasso a lungo termine. Il picco di colesterolo altera l’equilibrio ormonale, con influenze negative sui lieviti e sul tratto digestivo in generale. Ricordate che il 70 percento del sistema immunitario è nell’intestino. Per­tanto, ogni volta che ingerite un cibo reattivo, scatenate tutti questi meccanismi che vanno dall’aumento di peso al disequili­brio ormonale e, infine, all’alterazione del sistema immunitario.

L’esperienza pluriennale ha permesso all’autrice di individuare alcuni cibi che sono reattivi per il maggior numero di persone (statisticamente parlando).
The plan è quindi un programma di disintossicazione guidato. Il principio è semplice: dopo 3 giorni in cui si disintossica il corpo mangiando poco e niente, si introduce un cibo alla volta per testare la reazione del nostro corpo. Dopo aver fatto tabula rasa nei giorni della disintossicazione, i segnali del corpo saranno chiarissimi. Miglior alleata in questo percorso è la bilancia: ogni cibo “sbagliato” sarà accompagnato da un inspiegabile aumento di peso.

Nel libro è presente una tabella dei cibi statisticamente più reattivi. Ci sono alcune sorprese. Ad esempio, fra i reattivi al 90% c’è il sushi e il mais (oltre al salame, ma questo lo immaginavo). Fra i cibi reattivi all’85% ci sono il tacchino, i fagioli cannellini, la farina d’avena, il pompelmo (!) e via dicendo. Ah, c’è anche una lista nera di “alimenti diabolici” tra cui compaiono – per dire –  il salmone e la soia in tutte le sue forme.
Ciò non vuol dire che questi cibi non sono da mangiare più, dobbiamo testare e individuare quali sono i nostri cibi-miccia.

L’importanza dell’acqua

La buona abitudine da introdurre subito è bere molta acqua.

L’acqua è necessaria per ogni funzione metabolica e cellulare dell’organismo. Se non si beve abbastanza, il corpo è costretto a ricavare l’acqua dal cibo ingerito e a mantenere una riserva all’interno delle cellule per garantirne la sopravvivenza [affaticando il corpo e distogliendolo da funzioni più importanti].Non bere abbastanza acqua aumenta anche la reazione infiammatoria.

Ma qual è la quantità di acqua giusta? 1 litro ogni 30 kg del vostro peso. Considerando un bicchiere medio (200 ml): un bicchiere ogni 7 chili.

In più aggiungere:

  • 25 cl di acqua ogni 20 minuti di attività aerobica (se usate una app per il movimento, tipo runtastic, ve lo calcola in automatico), ogni 30 minuti di pesi.
  • Uguale misura di acqua per ogni misura di vino.
  • Aggiungere due bicchieri d’acqua in caso di caldo.
  • Il tè e il mezzo litro di acqua e limone della mattina (vedi fase 1) rientra nel computo, il caffè no.

Bere tutta l’acqua entro ora di cena per non affaticare i reni di notte e per non aumentare di peso. 

Fase 1: la depurazione – 3 giorni

Serve a depurare, per cominciare la fase successiva, di test, da una base il più neutra possibile. Questa fase è piuttosto impegnativa, a detta delle amiche che hanno provato. Tutte mi hanno consigliato di farla quando so che posso permetterlo, ovvero quando so di potermi concedere di stare 3 giorni k.o. E di stare senza caffè.

  • Appena alzati: pesarsi e annotare il risultato.
  • Subito dopo: bere 1/2 litro di acqua con una spruzzata di limone oppure una tisana al tarassaco. Serve per depurare il fegato, provato.
  • Colazione: una tazza di flax granola (fatta con i semi di lino), 1/2 tazza di mirtilli e latte di riso (o di cocco)
  • Pranzo: zuppa di carote allo zenzero con semi di girasole (o chia) + broccoli (saltati o al vapore) conditi con limone e olio all’arancia + insalata di lattuga mista con mezza pera e semi di zucca.
  • Merenda: una mela.
  • Cena: cavolo nero saltato con verdure + insalata di barbabietola e carote con semi di zucca.
  • Al secondo giorno introdurre riso integrale, avocado, mandorle crude.
  • Al terzo giorno introdurre i ceci, in una zuppa vegetariana, e il pollo (pollo agli aromi mediterranei e zeste di arancia).

Durante questa fase si possono avere vari disturbi: mal di testa, affaticamento, letargia, spossatezza, senso di vertigini, irritabilità, leggera depressione, insonnia, dolori muscolari, lingua impastata, costipazione o diarrea, gas intestinali e altre amenità. Il libro contiene molti consigli per superare questi disagi, che non sono altro che il segno della depurazione in atto, e della fatica che il corpo sta facendo per farla al meglio. Pertanto è meglio ridurre ulteriori stress fisici: evitare lo sport in questi 3 giorni e riposare (cioè DORMIRE!) il più possibile.

Fase 2: i test – dal giorno 4 al giorno 20

Si comincia a testare sistematicamente i vari alimenti, passando dai meno reattivi ai più reattivi, in modo da capire quali cibi ci sono amici e quali ci fanno male. L’introduzione di un cibo nuovo si fa a giorni alterni, in modo da riuscire a individuare la reazione con facilità. Mi ricorda lo svezzamento 😀

Durante questa fase è consigliabile mangiare a casa, è previsto un pasto fuori casa, che fa parte del test, al diciottesimo giorno. Questo perché i cibi del ristorante contengono molto più sodio, e possono falsare il risultato del test.

Via via, seguendo i menu del libro, si reinserisce il caffè (uno solo, al risveglio) e si testano il formaggio, la segale, le varie fonti proteiche: carni e pesci, uova e legumi. Poi si prosegue con il pane, altre fonti proteiche, altre verdure, il latte. Sempre alternando giorni “neutri” per poterci svezzare al meglio.

Ogni sera a cena c’è il vino, e il dolce.
I menu sono vari e le ricette invitanti, anche se devo dire che hanno un aspetto molto “americano”.

Fase 3: la fase di test personalizzata

La fase 3 è… il resto della vita.

Vi insegnerò tutte le formule e i segreti perché possiate creare da soli i vostri menu per i giorni di test e i giorni di riposo, in modo da mettervi a disposizione un sistema da adottare per tutta la vita.

Alcune indicazioni sono ad esempio:

  • Il principio è: mantenersi sul menu-tipo e individuare una base di una cinquantina di cibi testati come ben tollerati. Dobbiamo cercare di non “sederci” su questa lista ma di continuare a testare un cibo nuovo (solo uno!) ogni quattro o cinque giorni. Se il cibo fa reazione possiamo intervenire subito tornando ai nostri cibi amici per i giorni successivi, fino a tornare al peso e alla situazione di benessere precedente.
  • Bisogna anche ricordarsi che non esistono cibi sbagliati in sé, quindi potrebbe essere il momento giusto per testare il mojito (incrociando le dita).
  • Anche aumentare le quantità del cibo amico di più del 20% significa fare un nuovo test. 130 grammi di pasta, invece di 100 sono un nuovo test, anche se la pasta l’avevamo già sdoganata.
  • La combinazione fra alcuni cibi è un nuovo test, ad esempio riso + fagioli, riso + proteine animali, fagioli + carne, uova + proteine animali.
  • Pianificare i menu secondo le regole di distribuzione fra proteine, verdure, frutta, carboidrati e condimenti indicate nel libro.
  • Se l’idea di seguire The Plan tutta la vita vi amareggia, potete decidere di seguirla solo durante la settimana e abbandonarla nel weekend, l’importante è trovare il proprio equilibrio.

Considerazioni finali

Sono molto molto molto molto attirata da questo programma. Il libro si legge benissimo, anche se è un po’ appesantito da continue testimonianze – in perfetto stile da manualistica americana – che a me ricordano molto le televendite delle pillole dimagranti o dei beveroni miracolosi.
Contiene molti approfondimenti interessanti sui cibi e le loro proprietà, consiglierei di leggerlo anche solo per questo, anche se non si ha intenzione di seguire il programma.
Ha menu dettagliati e ricette per ogni cibo. Sul sito dell’autrice c’è anche una sezione con alcune variazioni stagionali e altri consigli per variare il menu (e persino la lista della spesa).

L’unica “pecca” è che è un’alimentazione molto lontana dalla mia solita, ma ho intenzione di parlarne con la dietologa che mi segue, per vedere se è possibile adattarla alla mia alimentazione.

Voi che dite? La proviamo insieme? Vogliamo provare a italianizzare le ricette?

Tutte le citazioni del post sono tratte dal libro The Plan, di Lyn-Genet Recitas, in vendita su amazon, sia cartaceo che in ebook.

Commenti

  1. ciao a tutte! io sto seguendo THE PLAN da una quarantina di giorni e ne ho parlato con un dietologo e una nutrizionista per capire se e’ una dieta di “privazione” come l Dukan o la Zona che tendono a ridurre i carboidrati con la conseguente ripresa di chili nonappena si reintroducono pane, pasta e patate. La risposta e’ stata la medesima: e’ una dieta non sbilanciata e ci si deve credere. Credere a cosa? Al fatto che l’infiammazione si traduca in 200gr. la mattina sucessiva. Fatto sta che appena capisci perche’ ti senti la pancia gonfia pur avendo mangiato broccoli e riso bollito, non si ha piu’ il desiderio di quei cibi.
    Vi diro’ che si sta bene, non si hanno voglie particolari e questo mi conferma che la dieta e’ bilanciata perche’ si finisce per mangiare quello che non ci infiamma. Spero di essere stata abbastanza chiara.
    ciaoooo

    • Ohhh! Grazie mille Mate per aver commentato. Come risolvi il problema dei cibi “americani”? Cioè tu mangi gramola, olio all’arancia, cavolo nero e via dicendo, come indicato nel libro?
      Io ho sottoposto la questione alla mia dietologa ma non mi è sembrata molto convinta. Ma finché non si legge il libro io faccio fatica a farle capire…

  2. io mi riconosco benissimo nella descrizione della prima riga…
    di diete ne ho provate tante, a fino a 30 anni quella che ho fatto seriamente ha funzionato, poi dopo la gravidanza no…
    ultimamente ho cercato di perdere qualche chilo con l’aiuto dell’UP e il conteggio delle calorie… ma appena ho smesso durante le vacanze ecco che i 5-6 chiletti persi son tornati tutti.
    questo libro mi sembra abbia delle idee sensate, ma mi sembra anche tanto complicato…
    come fa una che lavora tutto il giorno e ha una famiglia a cucinare sperimentando via via i cibi ? e poi ci vuole un file xls per tenere il conto delle combinazioni, delle quantità… già contare le calorie e pesare gli alimenti è diventato stressante per me….
    Lo proverò a leggere, di sicuro, ma al momento non mi sembra amore a prima vista. SPero proprio di sbagliarmi però 🙂

    • Da quel che ho letto mi par di capire che puoi cucinare un giorno ogni 3-4. Anche sul sito ci sono consigli per risparmiare tempo, ti mette addirittura la lista della spesa settimanale.
      Per quel che riguarda la complicazione chiediamo a Mate che l’ha fatta, se ha voglia di chiarirci un po’ le idee.

  3. Certo! Volentieri!
    La preparazione dei cibi è semplice in realtà, soprattutto se siete abituate a mangiare tanta verdura perchè è la BASE su cui costruire il pasto:
    pranzo: zuppa + verdura cruda
    cena: verdura cotta + verdura cruda.
    A questa base si aggiungono proteine o carboidrati a pasto.
    La verdura cotta e cruda che è universalmente poco ”reattiva” è composta da un numero limitato di ortaggi, percio’ la spesa BASE al supermercato è fondamentalmente limitata a :
    cavolo nero
    biete
    spinaci crudi e cotti
    insalate (non tutte!)
    carote
    zucchine
    funghi shitake
    zucca
    barbabietola
    Bene o male queste verdure io le ho sempre mangiate per cui fin qui tutto uguale (a parte gli shitake).
    Queste sono le verdure che trasformerete in zuppe per il pranzo e a cena le cucinerete arrosto o al vapore o saltate. E anche qui le mie abitudini rimangono immutate.
    Uniche differenze rispetto a prima: preparo 4 porzioni di zuppa/verdure cotte anziche’ una e ripongo in freezer le 3 porzioni rimaste e ho cominciato a comprare una montagna di sacchi-gelo!
    Altri ingredienti che non usavo MAI sono i semi che vanno inseriti a colazione, pranzo e cena e spezie. Perchè i semi?
    Perchè sono proteine (vegetali) e per THE PLAN è fondamentale introdurre un tot di proteine ad ogni pasto. Effetto assolutamente gradevole e direi che aiutano a non sentire la quasi totale assenza di sale che la dieta impone. Perchè le spezie? perchè ci aiutano a placare le infiammazioni.
    IL FLAX GRANOLA: composto da semi di lino lasciati in ammollo una notte, frutta secca e cannella. IMMANGiABILE, altro che ”ne sentirete la mancanza”, come dice l’autrice! Come ho risolto? Semi di lino integrali asciutti tritatissimi con frutta secca macinata e latte di riso per colazione: è come mangiare una tazza di cereali.
    FON DA MEN TA LE : bere tAAAnto ed entro le h.19.
    Spero di avere toccato i punti fondamentali. Fatemi sapere se avete altre domande.
    ciaoooooo

  4. Io questa cosa la sto facendo da sola da diversi mesi, su consiglio di un’amica, non per dimagrire, ma perchè ero arrivata a livelli di malessere imbarazzanti al limite dell’invalidante e tutti mi prendevano per pazza (i medici per primi, eh, perchè ho fatto analisi e controlli a non finire e non risultava niente di anomalo da nessuna parte!) Quindi per me assolutamente NO a frutta e verdura cruda, lievitati, formaggi stagionati, riso e mais (se mangio una qualsiasi di queste cose, la bilancia sale immediatamente di due o addirittura tre chili, senza parlare del gonfiore dappertutto, le corse in bagno, le chiazze rosse che pizzicano da morire nell’incavo dei gomiti e dietro alle ginocchia, il mal di testa accecante, eccetera eccetera, perchè ogni volta poi esce un male nuovo!) E vai a spiegare che a me la lattuga senza condimento e il riso bollito mi fanno quasi morire, non ci crede nessuno!

    • Eh l’insalata è tremenda. Io quando ho fatto la disintossicazione con l’omeopata ho salvato solo la iceberg, l’unica che non reagiva gonfiandomi. Adesso che mangio solo quella, poi, appena mangio altro tipo di insalata mi viene su all’istante. Altra cosa per me: i fagiolini. Sono cose strane, sì, però è così. L’evidenza non si può mica negare.
      Quindi ora stai meglio? Hai provato anche a reintrodurre i cibi che ti infiammavano per vedere se la reazione si è un po’ ridotta?

      • Oh no, adesso non sto meglio, sto proprio benissimo! Non ho nessuna voglia di rimangiare certe cose che mi hanno fatto stare così male, almeno per ora: forse è proprio una reazione del mio organismo per tutelarsi!

  5. L’olio di arancia è un olio aromatizzato come quello quello al peperoncino, al rosmarino, al tartufo….si mette la scorza di arancia nell’olio e si lascia dentro. Fine. E’ gradevole nell’insalata o nel pollo.
    Il ”burro di mandorla” non era presente nella mia alimentazione ma è fondamentale in THE PLAN: cos’è? Mandorle tritate per una quindicina di minuti. E anche qui e’ piu’ semplice a farsi che a dirsi.
    A disposizione!
    ciaooooo

    • ciao, sto seguendo the plan da 15 giorni, e a parte i giorni in cui ho mangiato pane e sono ingrassata, gli altri ho perso 2 etti ogni mattina.
      per preparare il flax granola non bisogna solo mettere i semi in ammollo, ma anche farli tostare in forno per 45 min – 1 ora. a me piace,sarò atipica.
      la cos aper me più difficile? a pranzo faccio fatica a sfamarmi, ma viste le zuppiere di verdura forse è una questione psicologica :headbang:
      ma il dolce quando si mangia? dopo cena?

  6. Ciao a tutte! Una domanda…ho iniziato a seguire The plan e sono al 4° giorno. Oggi, come da programma, ho inserito sia il formaggio di capra che la cioccolata con panna. Mi chiedo però se domattina pesandomi vedessi che risulto reattiva…da quale delle due cose dipenderà? Nel libro non si dice niente a riguardo…tu Mate cosa ne dici? Grazie!

    • Ciao Federica, a me sembra di aver capito che questi cibi hanno a che fare con la candida e quindi, se sei reattiva, ti fanno da indice per prendere e fermenti lattici. Mi piace theplan perchè mi insegna cosa va bene perme- sono a -6kg dalla,inizio, 40giorni fa

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  1. […] seguire da un medico o da un nutrizionista. Oppure puoi dare un’occhiata al programma di The Plan o alla dieta anti […]

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