Si alza il vento, di Hayao Miyazaki

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Trenta anni della vita di Jito, ingegnere giapponese: il sogno di librarsi in volo, su ali di acciaio o su quelle lievi dell’amore. Lo dico subito: questo non è un film da guardare con i bambini. O forse sì, per esercitarli al bello, come li si porterebbe a una mostra d’arte, lasciando che la magia li raggiunga senza passare dal cervello, passando direttamente dagli occhi e dalle orecchie al cuore. Questo film animato, l‘ultimo di Hayao Miyazaki in ordine di tempo e in termini programmatici (ha dichiarato il suo ritiro), è uscito in Giappone a luglio 2013 e ha partecipato alla mostra del cinema di Venezia nel settembre dello stesso anno. Nelle sale italiane è arrivato con un interminabile anno di ritardo, e soltanto per pochi giorni (13-17 settembre 2014). A chi si è perso quei quattro giorni di programmazione consiglio vivamente di recuperare il DVD appena disponibile.

La trama

Le vent se lève!… il faut tenter de vivre Si alza il vento!… si deve cercare di vivere Il cimitero marino, Paul Valery

Si alza il vento è un film di amore e di passione. La narrazione copre 30 anni di vita del protagonista, a partire dal 1918: Jiro è un ragazzino della provincia giapponese. Vive con il naso all’insù, sogna di pilotare aerei. Ma porta occhiali come fondi di bottiglia e già si sente imprigionato dalla irrealizzabilità delle sue aspirazioni. jiro-sogna-aerei-si-alza-il-vento

Una notte sogna il Conte Caproni, grande progettista italiano, che gli schiude una nuova strada: per amare gli aerei non serve pilotarli, è molto meglio immaginarli, sognarli, disegnarli e poi costruirli. Jiro si sveglia felice: farà il progettista di aerei. È uno splendido sogno.

Jiro-e-conte-caproni-si-alza-il-vento Jito cresce, studia, lavora sul suo sogno con costanza e grande passione. Un giorno sul treno incontra una giovane ragazza di nome Nahoko, si alza il vento, il di lui cappello si invola, lei lo recupera, lui afferra lei che sta per cadere. jiro-incontra-nahoko-si-alza-il-vento

 

Le vent se lève! dice lei. Il faut tenter de vivre risponde lui.

Nahoko è colpita, e noi già capiamo che è amore. Ma i due si separano. Per poco.
Il vento li ha fatti incontrare, pochi minuti dopo il terremoto li riunirà di nuovo, per rinsaldare l’incontro. Poi però ognuno va per la sua strada.
Passano gli anni, Jito continua a sognare Caproni e a lavorare su aerei, entra alla Mitsubishi e comincia a lavorare sui prototipi. Ha successi e fallimenti, va in Europa a studiare la tecnologia tedesca, così all’avanguardia, e poi torna in Giappone.
Mentre è in villeggiatura incontra di nuovo Nahoko. Un colpo di vento. Un ombrello che vola, lui lo recupera e lo riporta, ma non la riconosce. Ci vorrà altro vento, un acquazzone e tanti aeroplanini di carta a sfidare le correnti, perché i due capiscano di essere innamorati. Ma lei è malata e gli chiede di aspettare la sua guarigione prima di sposarsi. Lui si tiene in equilibrio costante – con leggerezza datagli dalla passione – fra i suoi due amori.

Mi fermo qui. Mica posso raccontarvelo tutto!

Il film

L’arco di narrazione copre 30 anni di vita e di storia. I passaggi narrativi sono molto sfumati: i salti temporali sono  coperti dai sogni del protagonista. All’inizio del film la distinzione fra dimensione onirica e reale è chiara, per farsi via via sempre più indeterminata: quel che avviene nel sogno è spesso reale mentre ciò che veramente accade ha sovente tratti di surreale. I suoni della natura – il vento, il terremoto, la pioggia – così come i rumori degli aerei sono spesso ricreati con la voce. L’effetto è straniante e struggente: la Storia e la Natura hanno voce, come personaggi del film, con un ruolo determinante. Il doppiaggio rispetta la lingua “alta” dell’originale giapponese: il registro lirico delle parole si accompagna al lirismo delle immagini, cullando lo spettatore con la sua poesia avvolgente. Si alza il vento è tratto dal romanzo biografico di un ingegnere aeronautico realmente esistito: Jito progetta aerei di guerra, bombardieri. La questione morale, è lasciata in sospeso, in tensione: l’amore e il dolore sono intrecciati, accettati come ineluttabili.

Il vento si alza forte: talora ci porta grandi opportunità, altre volte ci porta via o distrugge tutto ciò che abbiamo. Spesso i confini fra le due cose sono molto sfumati. Cosa possiamo fare noi? Possiamo solo cercare di vivere, piegando le ali al vento.

La scheda

Si alza il vento, un film di Hayao Miyazaki. Animazione, durata 126′ – Giappone 2014.

Si alza il vento è vietato ai minori di 13 anni in Usa, sconsigliato ai minori di 7 anni in Svezia, e ai minori di 8 anni in Gran Bretagna, Svizzera, Irlanda (fonte). Il film è complesso, ma non traumatizzante, a parer mio. Io non ho portato le mie figlie al cinema, ma quando uscirà in DVD non proibirò loro di vederlo, sicuramente però accompagnerò la loro visione, cosa che per altro faccio per tutti i film.

Siete riusciti a vederlo al cinema?

[Foto: screenshot dal trailer]

Commenti

  1. BELLISSIMO!!!!
    sono corsa al cinema in uno dei 4 giorni di programmazione per vederlo.
    favoloso!!!!

    davvero ha delle limitazioni per i bambini?
    beh, forse la trama è complessa e di sicuro la narrazione per i più piccoli può essere “lenta” e “noiosa”, più che un cartone animato è un film disegnato.
    ok, i piccolissimi, ma negli stati uniti dove magari passano porcate di sesso e violenza senza limitazioni, vietarlo ai minori di 13 anni mi pare eccessivo….

  2. …che secondo me al massimo si possono distrarer perchè è lungo e forse per loro a tratti noioso…
    ma è di un bello, di un bello ma di un bello!!!
    🙂

  3. ah, lui è esistito davvero….
    🙂
    e anche caproni…
    🙂

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