Vestirsi bene con poco: gli accessori

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Riprendiamo in mano l’annosa questione di come vestirsi bene, e magari anche alla moda, con una spesa ridotta. Abbiamo parlato dell’importanza di avere un buon guardaroba di base, classico ma personalizzato, da costruire nel tempo come brave formichine. E della possibilità di rinnovarlo di stagione in stagione inserendo pezzi più decisamente di moda, scelti con arte ed esperienza dai migliori rivenditori low cost.

Senz’altro non si può prescindere da quelli che sono i templi dell’abbigliamento popolare: Zara, Topshop, COS, & Other Stories, Mango e così via. Ma non sono le uniche fonti, anzi sono troppo sfruttate e, nonostante il catalogo sia vastissimo, c’è sempre il rischio di incorrere in capi troppo riconoscibili, il che non è bello per gli abiti firmati e quindi figuriamoci per le cose a buon mercato! E poi il ben vestire non può prescindere da una buona dose di personalità, quindi un po’ di cose “diverse” sono indispensabili!

Per questo ci sono i mercati, meravigliosa fonte di diversità, ci sono i rivenditori di abiti usati, i negozi di abbigliamento sportivo e, per chi ha la taglia giusta, quelli da bambini, gli stocchisti e c’è, last but not least, la sarta!

Il mio non è vangelo, ma mi fa piacere condividere con voi l’esperienza che ho maturato in anni di acquisti e, purtroppo anche di cattivi acquisti. Ecco le mie dritte.

Parliamo oggi degli accessori e subito da uno dei più versatili: la grande sciarpa di cotone o di lana leggera, stampata o tessuta. Io saccheggio regolarmente il reparto uomo di Zara. Le sciarpe sono più grandi e le tonalità più raffinate, leggermente meno moda, il che non guasta, e soprattutto meno riconoscibili e meno viste. Mi è capitato di trovarne di stupende ed originalissime anche in alcuni bei mercati settimanali, dove non manca mai un banco dedicato! Ho trovato persino foulard firmati di seta difettati o senza cartellino, ma assolutamente stupendi sotto ai 20 €.

Le scarpe: sono una nota dolente, purtroppo si dice che dalle scarpe si riconoscono i veri signori e questa è verità! Le calzature di qualità, anche se vecchie e consunte sono un’altra cosa. Ma sempre più spesso derogo anch’io. Due i criteri base per scegliere bene le scarpe: il peso e la punta che non deve MAI alzarsi (vengo da una terra di calzaturifici). & Other stories ha, a mio avviso, dei modelli molto concettuali e ben disegnati, ma desisto quasi sempre dall’acquistarli nel momento in cui li soppeso solleva doli: mediamente sono calzature troppo pesanti, troppo rigide e anche un po’ troppo care. Con 100-150 euro si cominciano a trovare anche belle scarpe italiane di qualità e se poi avete un 36-37, si possono trovare pezzi di campionario, sono una vera manna!

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Zara invece, pur utilizzando abbondantemente il poliuretano, ha alcuni modelli accettabili con un buon rapporto tra costi e disegno. Io cedo spesso alle decolleté in colori improbabili, valutando che tanto anche quelle firmatissime sono abbastanza scomode e quindi, se l’estetica è valida, per tre quattro ore al massimo vanno bene anche quelle di plastica! Alle volte ho acquistato anche scarpe sportive allacciate o stivaletti di cuoio, questi ultimi con un’ottima riuscita! Inutile dire che zeppone, suole track e coloroni li evito.

Scarpe_donna_Zara

Un’altra fonte di scarpe di qualità per chi calza fino al 39 e non cerca scarpe con tacchi killer, sono i negozi da bambino dove si trovano le linee giovani di tanti marchi ottimi, spesso molto simili alle collezioni “da grandi” con prezzi fino alla metà.

L’Italia è la patria del cuoio e dei bei pellami, l’industria conciaria italiana è la migliore al mondo ed anche ad artigiani non siamo messi male. Io sono profondamente convinta che alcune borse che si trovano nei negozi od anche al mercato costano poco (attorno ai 100 € al massimo) e sono migliori per qualità e modello di molte borse firmate con cifre a tre zeri. Anche qui ci vuole occhio per la qualità vera e questo, purtroppo, si matura spendendo e facendo errori.

Belle borse non economicissime ma ben studiate da & Other Stories. Il mio ultimo acquisto in materia proviene proprio dal negozio di Milano: un secchiello rigido con fodera amovinibe. Mi dispiace di non potervi mostrare la foto perché è fuori stock!

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L’errore in cui non incorrere assolutamente è quello di comprare copie di borse famose cercando di spacciarle per vere. La differenza si vede, si vede sempre e non solo dalla fibbia o dalla chiusura diversa, l’originale resta tale. Quindi se prendete un falsone portatelo almeno con ironia, scegliendone uno manifestamente visibile, diversamente optate per un bel modello, bello di per sé, senza la necessità di fare il verso a nessuno. La borsa deve essere leggere, le finiture accurate, attenzione alle cuciture che sfilano. Io preferisco le borse foderate, e la qualità dell’interno è imprescindibile, ma anche nel caso in cui siano sfoderate sempre occhio all’interno! E poi si possono fare follie anche di qualità non eccelsa: pochette strane, borse rotonde piccole o esageratamente grandi possono anche essere low cost e sembrarlo. Importante che siano nello spirito del momento, alla moda si consente anche di essere cheap! (Al classico no).

Borse_moda_Zara

Spesso porto il cappello. Principalmente perché sono sempre spettinata e poi perché è un accessorio che fa la differenza: ha personalità, cambia il gioco più classico. Prediligo i cappelli sportivi e mi rifornisco nel reparto uomo di Zara, dove ne ho trovati di stupendi, prevalentemente coppole, cappelli tipo baseball di tweed, ma anche una Fedora nera a falda larga degna di Saint Laurent. Altrimenti anche nei vecchi negozi di paese si trovano delle autentiche chicche, ormai a prezzi di stoccaggio.

Cappelli_uomo_Zara

Altro accessorio stupendo: i guanti. A Firenze c’è un guantaio ad ogni angolo, sono forse un po’ da turisti, ma hanno una varietà deliziosa, introvabile nelle boutique del centro. Volant, zip, colorini pastello, dita tagliate: c’è di tutto e a prezzi ragionevoli.

Per quanto attiene alle cinture, generalmente al mercato trovo tutto quello che voglio. Da quelle di rettile con fibbia fasciata ritirate da produttori di lusso, alle più fantasiose cinture glitterate, borchiate e fiorate provenienti direttamente dagli anni ’80, passando per le semplici cinture da uomo, che scelgo lunghe per portarle annodate in vita con un lembo che scende (mi sono spiegata? Mi sa che è meglio fare un disegnino!)

Giusi_cintura_annodata

Prossima fermata tutto il resto: dagli abiti alle pellicce! E voi dove andate a scovare i vostri tesori a piccolo prezzo?

Commenti

  1. dettagli sul guantaio di firenze, please

    😉

  2. Hai citato i guanti! Vari guanti, vari colori e da come lo dici non solo per quando fa freddo: sei una vera Signora!
    Un sorriso.

  3. Gli accessori sono la mia passione e a Napoli e provincia ci sono dei mercati incredibili!

  4. la “ciabatta” nera al centro di chi è? meravigliosa…

  5. Cavoli sono stata Firenze quest’estate ma ai guanti non ci ho proprio pensato 🙁
    Ottima l’idea di portare la cintura in quel modo. Infatti non so mai dove mettere il lembo che avanza sempre quando non ho le fibbie…grande!!

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