Il poncho di lana

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Ultimamente sto lavorando a un progetto di scrittura top secret e il mio editor ogni tanto mi rintuzza dicendo che — per questo progetto in particolare — meglio dar luce alle cose positive che sottolineare quelle negative.

Come dargli torto.

È un esercizio molto utile, perché per scrivere bisogna pensare. E riuscire a modellare i pensieri secondo assunti costruttivi genera, in qualche modo, una predisposizione più felice alle cose, agli eventi, alla vita. Ne faccio tesoro.

Tutto questo per dire che non starò a lamentarmi del tempo strampalato di questo autunno, delle temperature tropicali, dell’umido e della pioggia che ci ha sommerso, ma vi racconterò della magia di un poncho di lana, che mi fa sentire una piccola Cappuccetto Rosso che ogni giorno attraversa il bosco cittadino per portare le focaccine ai suoi bambini.

Se in autunno la carta per la sopravvivenza è la capacità di vestirsi a strati, quest’anno diventa davvero l’unica via possibile per affrontare i frequenti sbalzi di temperatura. In effetti c’è un bel vantaggio, perché possiamo indossare le ballerine senza calze, una gonna svolazzante che fino a ieri avevo abbinato a una semplice canotta bianca ed espadrillas, ma anche un capo così romantico e scenografico come una mantellina di lana.

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Come forse vi ho detto altrove, ultimamente cammino molto più del solito a piedi. In una specie di riorganizzazione della mia routine quotidiana ho deciso di creare degli spazi di “rottura”, dei momenti in cui riuscire a staccare il flusso di pensieri che mi ingabbia tutto il giorno. Cammino con gli auricolari nelle orecchie e mi isolo totalmente. Cammino al ritmo della musica, cammino svelta perché non tradisco il mio passo, ma seguo la musica e quello che mi suggerisce.

L’altro pomeriggio, quando indossavo la mia mantellina di lana spessa, sgambettavo sulle note di Tchaikovsky e sono stata improvvisamente sbalzata in un romanzo russo dell’Ottocento e sono diventata bambina e poi regina. Ho giocato con la neve tra gli uccellini che invocano la primavera, mentre scansavo l’immondizia per terra, ho atteso un treno in una fumosa stazione, invece che il verde al semaforo e mi sono specchiata in un lago ghiacciato invece che svicolare tra auto strombazzanti.

Basta davvero poco per cambiare prospettiva. Io scelgo di fare due passi e indossare la mia mantellina calda. E voi?

Per outfit autunnale

  • Gonna e poncho, Martino Midali
  • Pullover a maniche corte in cashmere, Falconeri
  • Borsa a tracolla, TheBridge
  • Ballerine, MaxMara

Per outfit estivo

  • Gonna, MartinoMidali
  • Canotta, PetitBateau
  • Espadrillas, H&M
  • Cintura, vintage
  • Collana, Zara
  • Turbante, Zara Man

Commenti

  1. Ma tu diventi sempre più bella! Qual è il tuo segreto?
    Il poncho è bellissimo ed è perfetto per questa stagione stramba: io ieri avevo il piumino e mi ci sono squagliata dentro dal caldo mentre camminavo!

  2. Ma hai una collaborazione con Midali?

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