Vestirsi bene con poco: regole e consigli

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Il mio motto è semplice e lo tengo sempre in testa: “solo roba bella”. Potrebbe non significare niente a prima vista, ma, sarà l’istinto maturato in anni di shopping, a me, le cose di qualità balzano agli occhi anche nell’ora di punta del primo giorno di saldi! Razionalizzando il mio istinto, le regole che seguo in sostanza quattro.

Per vestirsi bene con poco, è difficile prescindere dai templi della moda a basso costo. Mango, H&M, Zara, COS, & Other Stories e compagnia, però, accanto alle mille possibilità che offrono, sono anche luoghi pieni di insidie. È facile cedere alla tentazione di un giubbotto a 49,90, “tanto in fondo costa poco” e lasciarlo languire in fondo all’armadio per anni per poi darlo via con il cartellino ancora attaccato! Perché ragazze, diciamocelo, bisogna sapere scegliere! Quindi dove e soprattutto come acquistare?

Primo: evitare totalmente le copie. Le catene, e prima tra tutte Zara, si “ispirano” agli abiti dei grandi designer. Quando l’ispirazione trascende e si passa alla copia vera e propria evito. E’inevitabilmente una BRUTTA copia.

Secondo: il materiale. Sono molto miope ma ho un ottimo olfatto: se una cosa puzza troppo di poliestere evito. Per dirla più chiaramente: anche nel sintetico ci sono varie gradazioni di schifezza. I cosiddetti tessuti tecnici con una certa consistenza, come ad esempio il neoprene, hanno una dignità, la setina finta che diventa un cencio solo a guardarla no.

Terzo: l’abbondanza del modello. Le grandi catene ci consentono di acquistare un cappotto a 100 €. Una volta era impensabile. Per fare questo però si risparmia su tutto. Lasciando stare le polemiche, che andrebbero senz’altro affrontate, sulla manodopera, gran parte del risparmio viene dal modello. Dieci centimetri di meno per realizzare un modello sono miglia quadrate di stoffa in meno da acquistare. Un modello striminzito, denuncia chiaramente la sua origine. Per questo evito cappotti e giacche miseri, abiti corti con la vita troppo alta e cerco gonne di proporzioni un po’ più generose.

Quarto: niente stampe o quasi, le stampe low cost sono quasi sempre brutte o riconoscibili. Ci sono dei motivi tecnici per questo: le stampe belle costano. E anche quando sono accettabili si riconoscono perché si vedono addosso a tutti, quindi evito.

E vediamo in dettaglio dove acquisto quando voglio levarmi qualche sfizio senza spendere un’esagerazione.

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Cappotti di COS a sinistra e al centro, e & Other Stories, a destra.

I capospalla a rigore rientrano nel guardaroba base. Ma possiamo veramente privarci di un capottino di un colore pastello o di un bomber stampato da abbinare alle gonne a pieghe? Dal mio punto di vista Zara va bene per i capi sportivi: giubbotti, parka, trench. I cappottini moda li ho provati più di una volta, ma non sono mai riuscita a comprarli, la sfumatura del colore, il materiale, l’orlo troppo corto, mi hanno sempre fatto desistere nonostante il prezzo interessante. Per i cappotti preferisco i tagli puliti di COS e & Other Stories (sono in fase cappotto grigio), alcuni superano i 200 €, ma possono a buon diritto, per materiale e per taglio, rientrare nei basici.

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Capi in pelle di Zara

Un capitolo a sé lo meritano i giubbotti e i capi in pelle, che sono un vero pezzo forte delle catene. Gli spagnoli sanno lavorare bene il pellame e il biker di Zara è un mito, vera pelle a 149 euro, taglio ottimo. Belle spesso anche le gonne e quest’anno in catalogo c’erano i leggings in nero e marrone, una bella giacca scamosciata con le frange, pantaloni ampi e persino una camicia di pelle ed un poncho! Più raffinate le proposte di gamma alta di H&M, ma anche un po’ più care. Bisogna però ammettere che si tratta di abiti che si possono tranquillamente passare per capi di boutique.

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Capi di pelle di COS, al centro; e & Other Stories, ai lati.

Per le camicie, io sono un po’ particolare. Indosso quasi esclusivamente camicie di taglio maschile, senza pince e senza fronzoli o colli strani. Preferisco un modello semplice da rendere più femminile portandolo sbottonato con una collana, sportivo chiudendolo fino al collo, sofisticato con un bel fiocco annodato. Si trovano bene in svariati posti, dal mercato, da Sisley, che per questo genere di articoli non è male (e dove compro anche i jeans classici), Zara da un paio di stagioni ha belle camicie semplici di pura seta

Le gonne ampie sono la mia passione del momento! La gamma di COS è bellissima. Ne ho provate più di una, ma non so ancora decidermi. Hanno una vestibilità ottima!

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Gonne ampie di COS

Ed ammetto che invece ho difficoltà ad acquistare la maglieria nei negozi a buon mercato! Bene le felpe, ma anche il cosiddetto cachemire… in questo delicato campo per me vale la regola: meglio una cosa in meno ma di vera qualità. In fondo conservo ed uso ancora i maglioncini di mia madre!

E voi come e dove acquistate? Quali le vostre dritte e i vostri negozi preferiti?

In copertina, Mango.

Commenti

  1. io da zara ho preso un po’ di cose, spesso riuscendo a camuffarle bene e a farle passare per quello che non sono (“eh! si vede che ci spendi tu! mica ti vesti da zara!” mi sono sentita dire uj giorno che indossavo un total look…zara… 😉 ), ma – come dici tu – bisogna perderci tempo.
    da zara (e simili) per esempio non prendo (più) i capi basici. ho provato qualche volta. il golfino nero/grigio/panna, la camicia, la gonna o il pantalone classico…
    niente…tutta roba finita a essere usata per casa o data via.
    per il basico, proprio perchè dovrebbe durare più stagioni, preferisco spendere di più, magari aspettare i saldi di un negozio buono.

    invece da zara ho preso due o tre cappottini che hanno fatto una buona riuscita.
    uno è un classico cappotto color cammello che fa la sua porca figura.
    attillato, perchè a me piacciono così (e perchè con i modelli più abbondanti, quelli a uovo sembro una povera orfanella)
    pagato 130 euro o giù di lì, ha ormai 4 anni e non perde un colpo.

    un altro è un cappotto “da bambina povera” lo chiamo io. un tweed che mi piace molto è che il mio cavallo di bataglia dell’abbigliaemnto del tempo libero.

    poi ne ho uno vecchissimo, forse del primo anno che zara aprì a roma. ha sette anni forse.
    lo chiamo “swinging london”, perchè mi dà quell’idea lì. un quadrettato bianco, viola e lilla, che detto così non rende, ma è veramente carino. anche piuttosto pesante (vivo a roma, eh! il mio concetto di “pesantezza” è diverso)

    l’anno scorso poi ne presi uno a quadroni bianco, rosso e blu, che ricalcava un po’ un modello di celine che – oltre a non potermi permettere – mai avrei comprato perchè veramente troppo stagionale. non lo presi a pezzo pieno perchè mi sembrava assurdo spenderci 120 euro, ma quando l’ho trovato ai saldi a 70 me lo sono portato a casa. rallegra le giornate grigie e con la borsa mulberry arancione fa un bell’effetto.

    poi ho un giacca a 3/4 nera con il collo alla coreana e dei dettagli vezzosi. un nero classico, un passepartout.

    un altro capospalla è la field jacket. per quello che l’ho pagata e l’uso che ne faccio è un investimento
    🙂

    invece mi sono sempre trovata male con mango.
    ho un cappottino color ghiaccio. modello carino, ma veramente pessima fattura con i bottoni cuciti storti che quindi è meglio non allacciare. peccato perchè il modello è grazioso.
    ma anche altre cose di mango alla fine viste sul sito erano carine, toccate con mano, stracci di petrolio.

    COS non lo conosco, anche se vedo che va moltissimo. il fatto però è che a roma non so dove potrei vedere i capi dal vivo e a comprare solo su internet non ce la faccio
    idem “& other stories”, che adesso andrò a studiare….

    quindi la mia conclusione è, ok al low cost e che ognuno ha il suo “preferito”…però quel che si risparmia in soldi si deve investire in tempo. e nei negozi low cost si deve essere il più possibile razionali e farsi guidare dalla testa e non dal cuore.
    🙂

    • Come hai ragione Giulia!! Quest’hanno ho un budget più basso per l’abbigliamento e, paradossalmente, tutto funziona meglio. Rifletto molto di più anche nelle catene low cost, non mi lascio prendere dalla pochette carina a 20 euro o dalla gonna (tanto sono 50 €). Penso, aspetto, riguardo quello che ho già nell’armadio e che probabilmente è di qualità molto migliore. Metto le cose in wish list e solo quelle che ci restano per molto tempo e che veramente “mi mancano” nel vestire quotidiano probabilmente finiranno nel carrello, meglio se ai saldi!!

      • forse all’inizio, appena apparse le catene low cost, siamo rimaste folgorate da tuttaquestarobacarinachecostacosìpoco! e ci siamo riempite carrelli e armadi…
        poi quando i capi sono saltati fuori dagli armadi con ancora il cartellino del prezzo abbiamo iniziato a riflettere…

        anche io quest’anno ho un budget limitatissimo per tutto e….si, tutto funziona veramente meglio!!!
        🙂

  2. ah una parola sulle scarpe: sempre da zara ho preso alcune cose che non sono male…
    quest’anno ho preso un paio di biker di pelle imbottitit di finto pelo dentro che sono caldi e carini

    per le scarpe non riesco a spendere oltre i 100 euro…mi sento male!
    dopotutto sono scarpe e non dureranno in eterno….
    ho i miei (buoni) negozi di fiducia e vado lì, con qualche toccata low cost per qualche sfizio…

    e le borse ho già smesso di comprarle low cost…poche ma buone!
    ma quelle sono il mio tallone d’achille e, sebbene ormai nella lista ne rimangano poche che davvero “mi mancano” ogni tanto mi sorprendo a innamorarmi di qualche cosa di nuovo

    🙂

    • Ecco in questo io sono diversa. Borse anche al mercato o vintage. Io non sono patita delle it-bags perchè sono troppo troppo care secondo me. Ci sono delle borse di qualità superiore a Prada o Fendi che costano meno della metà. Invece sulle scarpe non reggo: una buona scarpa è tutt’un’altra cosa, anche perchè bisogna camminarci e lì spendere un po’ di più non mi fa effetto. ma poi cedo anche da Zara, sono proprio un punto debole!!!

  3. eh, a me Zara proprio non piace, già le foto del catalogo mi deprimono, e poi dal vivo non trovo mai nulla che mi piaccia veramente. preferisco HM, che tra l’altro costa pure meno, ottimo per i capi base, ma nel senso di quelli proprio base: le magliette di cotone (ne ho alcune che hanno anni e non si sono sformate nè hanno perso colore), qualche cardigan leggero, qualche gonnellina a ruota, e anche le mutande non sono male. altre catene low cost dove ogni tanto prendo qualcosa sono Stradivarius e Pimkie, e soprattutto Promod (di cui però ultimamente mi piacciono poco i tessuti troppo sintetici).
    una spanna sopra è Benetton/Sisley, e comprando all’outlet il prezzo è praticamente lo stesso. sono anche gli unici dove si trovano capi in lana (con perceentuali dall’80 al 100%) a prezzi abbordabili.
    i jeans un po’ dove capita… Diesel l’ho abbandonato per i prezzi improponibili, Levi’s ha poca scelta, almeno dalle mie parti, ultimamente i migliori a poco prezzo li ho trovati da Promod.
    io di regola non spendo mai più di 40 euro per un capo. qualcosa in più per le scarpe, perchè ho dei piedi un po’ “difficili”, e per i capi spalla.

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