Come indossare un cappotto rosso

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Parlare di cappotti è adeguato con il periodo dell’anno, anche se a Roma la stagione dei cappotti deve ancora arrivare. Ho avuto due nonne (come tutti), due donne che non potevano essere più diverse l’una dall’altra.

Una, completamente fuori dalla realtà, una specie di artista, che iniziava mille cose e non ne finiva nessuna, ma con la testa sempre in movimento, sempre pronta a partorire qualche nuova idea balzana.

L’altra svizzera tedesca, quadrata, precisa, ordinata in modo quasi maniacale.

Ecco: in me convivono tutt’ora entrambe le anime.

Proprio quest’ultima nonna, delle due la meno incline ai vezzi, ogni anno, quando ero piccola, ci teneva a farmi un regalo: il cappotto rosso.

Io ero contentissima, per carità: un regalo non si rifiuta mai. Anche se all’epoca avrei preferito un giocattolo a un vestito, ma era fra le poche cose “da femmina” che mi venivano concesse, dato che tutti i miei vestiti o quasi dovevano venir buoni per mio fratello l’anno successivo, quindi dovevano essere unisex, salvo rare eccezioni.

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Il cappotto rosso invece era solo mio.

Ma perché rosso? E perché la  nonna (della quale porto il nome) ci teneva tanto?

Perché mia nonna veniva dal mondo contadino, dove non c’erano molte cose; dove c’erano i vestiti da tutti i giorni e IL Vestito della Domenica, o “della festa” (si, la domenica alla messa si andava vestiti bene e non c’erano ragioni!).

Il cappotto rosso nella sua visione era simbolo di benessere economico. Il cappotto rosso era quello che indossavi per le feste, la domenica appunto. Mica tutti i giorni.

Il cappotto rosso significava “sto così bene economicamente che mi posso permettere ben DUE cappotti” e ci si poteva persino (!) permettere il lusso di usarne uno dei due solo un giorno (poche ore) a settimana.

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Così sono sempre stata affezionata all’idea del cappotto rosso, anche se oggi ho un armadio pieno di cappotti di tutti i colori e ogni giorno posso permettermi il lusso di indossarne uno diverso.

A volte siamo ricchissimi e nemmeno ci pensiamo.

Però quando ho comprato questo (che è un giaccone 3/4 più che un cappotto) ho pensato a mia nonna, al suo annuale “alla Giulia il cappotto rosso lo regalo io!” anche se adesso non cresco più e non me ne serve uno nuovo ogni anno.

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E ogni volta che lo indosso penso a lei.

(le foto sono vecchissime  – tipo del 2008 credo – e il dito dietro la macchina era di Antonio Amendola (!). lo “styiling” mio 😉 )

Per questo outfit:

  • cappotto :  pennyblack di molti anni fa
  • sciarpa: desigual
  • stivali: geox
  • borsa: airbag
  • gonna: motivi – del millennio scorso (letteralmente)

Commenti

  1. Che bella storia Giulia e che bei ricordi! Anche io da bimba portavo il cappottino rosso e la gonnellina scozzese…
    Adesso lo scozzese è tornato di moda ed io ho già riesumato il kilt originale di mia mamma, risalente agli anni 70 del secolo scorso..
    Guardacaso ho anche un bel cappotto rosso, ma insieme non li ho mai messi perchè per l’appunto facevano molto… Bambina Con il Vestito Della Festa! Ma in fondo, perchè no? Tu stai benissimo vestita così!

  2. Sai che anche io mi considero la sintesi delle mie due nonne? E anche nel mio caso, non avrei potuto averne due più diverse. A me, la nonna concreta, quella che proveniva dal mondo contadino, regalava sempre libri perché per lei il vero lusso era la cultura. L’altra, quella rock, di cui porto il nome, mi regalava invece abiti e accessori, spesso bizzarri e sopra le righe.
    Quanto al cappotto rosso, è un capo che mi piace molto. Anche io ne ho uno di qualche anno fa, che ho tirato fuori dall’armadio proprio in questi giorni…

  3. Argomenti difficilissimi.
    Cappotto rosso: non ce la faccio, non c’è niente da dire. Saranno i traumi infantili di una povera bambina vestita costantemente di rosso (“perché sei moretta ed il rosso ti dona così tanto” ripeteva ossessivamente mia madre. Lo ripete anche oggi ora che ci penso); sarà che se mi metto il cappottino rosso, un paio di orecchini a cerchio dorati ed un fard un po’ acceso sulle guance mi scambiano per la regina della risaia. Dinnanzi al cappotto rosso perdo miseramente.
    Gonnellina Kilt: a 6 anni ereditai quella di mia sorella, rigorosamente a pieghe, rigorosamente con spillona.
    Ecco, alla veneranda età di 38 anni quel kilt è diventato, ad opera della solita mamma, una deliziosa gonna a tubo.
    Ogni volta che la guardo appesa nell’armadio mi convinco di possedere un vero tesoro.

    • e mi sa di si
      🙂
      come ho detto sopra io vorrei riavere i kilt scozzesi (“la gonna scozzese” come la chiamavamo) di mia zia, che avevano la spillona che io perdevo rigorosamente e che quindi non avevo mai…invece finivano subito regalati ad altre parenti e amiche (eppure avrebbero anche potuto darli a mio fratello ora che ci penso! :D)

      • i kilt erano perfetti alle superiori per infilare gli appunti e poterli leggere in pace 😎
        in rosso stai benissimo!!!
        comunque è vero, non apprezziamo le cose quando le abbiamo, io ho eliminato dei maglioni stile nordico che non sopportavo più di vedere e adesso me li vedo dappertutto……
        che gli stilisti prima di lanciare una nuova moda guardino nei cassonetti della Caritas????:thinking:

    • (la regina della risaia…muoro)

  4. Premesso che queste foto sono deliziose e il look attualissimo (molto Swinging London), anche a me la storia è parsa bellissima. E la tua nonna era molto saggia, è proprio vero che il cappotto rosso è un lusso: non è solo un cappotto “in più”, è l’apoteosi del “in più” 🙂
    Comunque ce l’ho, il cappotto rosso, lo amo da morire e non mi rassegno al suo essere ormai pronto per i cassonetti della Caritas (stilisti, state pronti!): non lo mollo finché non avrò trovato un degno sostituto, spero già ai prossimi saldi.
    Quanto ai kilt, non sai quanto li odiavo da bambina: rigidi e pungenti, spesso indossati col calzettone bianco e le bebè blu, una scomodità unica! Col tempo mi ci sono riconciliata, anche se tuttora detesto quello iperclassico verde e blu: eh, certi traumi son duri da superare 😉

    • beh, va detto che quelli di oggi non pungono (oddio, che cosa mi hai ricordato!!!! quella lana pesante e che pungeva da morire e guai a lagnarsi!)…argh!!!!!
      oggi almeno sono foderati e la lana odierna non pizzica più….

      🙂

      mi fa ridere la definizione di “swinging London” perchè è la risposta che diedi a un amico quando mi chiese “ma come definiresti lo stile in cui sei vestita oggi?”
      io ci pensai e risposi “swinging london!”

      ero più o meno vestita così, ma con un altro cappotto che….
      ….
      mi sa che cominceremo a parlare di cappotti nei prossimi giorni
      😀

  5. Io il cappotto rosso al momento non ce l’ho – o meglio, ho un cappottino sportivo che non mi si chiude più 😀 e che sto pensando di dare via. Il rosso non me lo sento particolarmente addosso. Però devo ammettere che quando ho portato questo cappottino… si è fatto notare.
    In compenso mi piace molto l’idea del cappotto della festa. E l’argomento cappotto stuzzica molto anche me: parliamone 🙂

  6. Queste foto sembrano scattate oggi! Stai benissimo!
    Il cappotto rosso? Forse uno solo, ma dovevo aver avuto un paio d’anni. Poi mai più per ragioni di convenienza e perché non aiuta nella mimesi.
    Portato il kilt, anche rosso, ma al ginocchio (o sotto? Era la fine degli anni ’70) comprato originale in un negozio di Roma (importato? Negozio scozzese? Negozio…dell’usato?! Boh, vai a sapere!) Con sotto scarpe ad etichetta “College” pagate un botto (“ti servono un paio di scarpe da femmina!”) cuoio naturale con pezzetto di tacco, collant pesanti, che si chiamavano “calzamaglia”, maglione-blusa color “verde bottiglia” dotato di cinta da annodare, collo alto (coff! Coff!) e…lana “puncicosa”. :headbang:
    Praticamente, al solo ricordo dell’outfit, m’è venuto prurito generale e mal di piedi…E del tweed ddi allora, ne vogliamo parlare? Adesso quasi non entro in un negozio se ci vedo un capo di quella stoffa assassina! Insomma, il passato mi ha segnata e questo post (commenti compresi) tra amarcor e stile in rosso…è bellissimo,

  7. Bellissimo il cappottino rosso… io me ne sono regalata uno il mese scorso!
    Bella la storia della tua nonna, ricordi come quello che ci hai raccontato sono un vero tesoro!
    E.

  8. Grazie!

  9. Quanto mi piace il cappotto rosso abbinato con il tartan, con i capi bon ton e con….qualunque cosa! Devo metterlo in lista per i prossimi saldi se ne trovo uno che non mi seppellisca il punto vita:)

Trackbacks

  1. […] Del cappotto rosso abbiamo già parlato e credo non ci sia altro da aggiungere. […]

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