Il tailleur: abito da lavoro per eccellenza

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Amato, odiato, comodo, scomodo, triste, simbolico, divisa dello schiavo, abito perfetto: potete dire quello che volete sul tailleur pantalone, avrete sempre ragione. Però il tailleur resta l’abito da lavoro per eccellenza.

So che alcune di voi storceranno il naso, che magari lo troveranno triste, poco fantasioso, poco adattabile alla nostra personalità, troppo omologato e omologante.

Ma, siccome questo abito ha la sua magia, la sua forza è proprio questa. Essere già “pronto all’uso”. Quindi adattissimo a quelle giornate nelle quali tutto sembra preso dal guardaroba di un’altra, perché tutto sembra starci male, così come a quelle giornate nelle quali la sveglia non ha suonato, abbiamo fatto tardi, dobbiamo lasciare i bambini a scuola e correre a una riunione importante e i secondi (non i minuti) sono importanti.

Ma quando il tempo invece c’è, il nostro triste tailleur può rivelare sorprese inaspettate.

Per prima cosa però dobbiamo comprarne uno. Ma il fatto che alla collega quel tailleur stia così bene, non significa che sia adatto a noi. Dobbiamo scegliere il “nostro”, quello più adatto alla nostra personalità, al nostro fisico e ala nostra vita. Cominciamo con il classico dei classici, quello che, dopo il LBD o tubino nero, o petite robe noire, tutte dovremmo avere nell’armadio.

Il tailleur nero

Il bello di questo abito è che è davvero versatile e può cambiare faccia in pochissimi istanti e con pochissimi gesti.

Ma andiamo con ordine. Lo dobbiamo scegliere adatto a noi. Per scegliere il vostro modello ideale, dovete imparare a conoscere che cosa vi sta bene.

Io mi trovo bene con i tailleur di Carla G, per esempio. Ne ho tantissimi, estivi e invernali, di ogni colore e modello. Mi stanno bene, sono classici (il tailleur deve essere classico per essere un investimento), non passano di moda. Alcuni hanno qualcosa tipo dodici anni e sono ancora attualissimi e portabilissimi.

Ha poi diversi modelli di giacche e di pantaloni che possono essere mescolati tra di loro, in modo da poter comporre un abito adatto a noi. Carla G non è economicissima, ma la qualità vale tutto il prezzo, ve lo assicuro.

Come sceglierlo in base al proprio fisico

A seconda della vostra conformazione fisica cominciate dai pantaloni. Devono cadere bene, non devono strizzare le cosce e nemmeno il sedere. È un abito formale e ci dovreste poter andare anche a un funerale. Per la discoteca compreremo qualcosa di meglio!

Vita alta o vita bassa? La vita deve essere giusta per la nostra conformazione fisica. A chi non ha la pancia (o ne ha poca) i pantaloni non devono inventarne una (e che cavolo!); a chi è più rotonda devono aiutare a mascherarla.

Di sicuro un paio di calzoni che evidenzino dei bei rotolini, rendendoli magari ancora più evidenti di quello che non sono, non sta bene a nessuna. Quindi scegliete un modello di pantalone che valorizzi le vostre gambe e minimizzi i vostri eventuali difetti (fianchi, pancia…). A me ad esempio stanno malissimo i pantaloni con le tasche, perché è come se mettessi un cartello luminoso sui miei fianchi “ehi! Guardate! Sembro una pera! Lo vedete che fianchi enormi ho?”, mentre con il modello giusto riesco a riequilibrare le mie proporzioni ginoidi (modo colto per dire che ho i fianchi larghi).

Ok, lo confesso, quelli che indosso nelle foto non sono perfetti per me, perché hanno le tasche, ma globalmente non mi stavano malissimo….

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La lunghezza poi deve essere tale da poterli indossare sia con i tacchi alti sia con le scarpe basse. Non c’è niente di peggio di pantaloni che si consumano sotto ai tacchi o che si appoggiano sgraziatamente sulle caviglie, togliendo quei 10 centimetri alle gambe che non fanno mai bene.

Scelti i pantaloni passiamo alla giacca. Lunga o corta, morbida o attillata, anche qui dipende da ognuna di noi.

Se sono magra posso scegliere una giacca attillata, evitando i modelli larghi e informi tipo alice nel paese delle meraviglie quando mangia il fungo che la rimpicciolisce o “giacca comprata in crescita” (ahimè, siamo tutte adulte e credo non cresceremo più…). Se ho un seno prosperoso tenderò a evitare giacche strizzate che mi facciano somigliare alla tabaccaia felliniana. Il decolté lo valorizzerò con un top adatto, ma la giacca deve vestire.

Non nascondere.
Non evidenziare.
La giacca deve vestire.

Scelti i due pezzi giusti, vedrete subito che, portati insieme, anche nella maniera più semplice, vi daranno subito un’aria elegante e non azzimata.

Il tailleur giusto vi deve far sentire subito a vostro agio e “vestite” anche senza accessori. Se indossandolo non vi sentite voi, non è il modello giusto.

Interpretare il tailleur

A questo punto abbiamo la base, la nostra tela preparata, il fondo dato bene.

E possiamo iniziare a interpretarlo in tutti i modi possibili.

Cominciamo oggi con il più semplice, un outfit per passare inosservate e farci apparire curate ed eleganti al tempo stesso. Un outfit da riunione super formale ma che ci permette di andare al colloquio con i professori senza apparire spocchiose o troppo habillè. E che al limite va bene anche per andare direttamente all’aperitivo con le amiche.

Si tratta di aggiungere il più semplice dei top: quello bianco. Che può essere una camicia, una camicetta, un top con le spalline, una canottiera, il modello che ci sta meglio insomma e che ci fa sentire più a nostro agio.

Per le scarpe naturalmente i due grandi classici: le decolté con il tacco o le duilio stringate, a seconda della nostra natura o della natura della nostra giornata. Ma anche delle ballerine a punta. Come vedete, con scarpa alta o bassa il tailleur nero scelto bene resta elegante e sofisticato.

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Capospalla? Dal trench al cappotto color cammello. Sempre all’insegna della semplicità – per ora…

E una borsa semplicissima. Qui ho scelto la più neutra di tutte, lo speedy. Ma potete ben immaginare che qualunque borsa di qualunque colore sarebbe perfetta.

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Senza fronzoli, ma decisamente eleganti. In questo outfit io ho aggiunto un piccolo tocco personale ed etnico, ossia una collana nigeriana e un bracciale tunisino di filigrana. Così mi sento io, a posto, a mio agio. Anche se dovessi affacciarmi dall’amministratore delegato. 😉

Per questo outfit:

  • Tailleur: carla G
  • Camicia Gap
  • Scarpe: alte: manas
  • Ballerine: elishewa
  • cappotto: Zara
  • Borsa: lous vuitton speedy

Commenti

  1. Bella!

  2. Giulia in queste foto sei bellissima! Soprattutto la prima è stupenda.
    Mi riprometto di commentare con più calma, oggi ho montagne di lavoro.

  3. Bello l’articolo, belle le foto, bella la modella. Viva “La Giulia” e viva Trashic che ho appena conosciuto grazie a Lei. Adesso sento la necessità di comprarmi un tailleur!
    P.S. Concordo con @elinor: la prima foto è bellissima (anche quella degli accessori!)

  4. quoto 100% kalissa perchè oggi sono impigrita,
    e aggiungo ottima fotografa!
    il tailleur e il mio lavoro non si abbinano, ma come è presentato qui
    mi piace molto, i gioielli poi sono strepitosi!
    grande Giulia!

  5. grazie
    anche se la foto in piedi è sempre un po’ complicata perchè devo cercare di far vedere come sono vestita e non stare troppo storta
    🙂

    ai gioelli sono affezionatissima e sono fra i miei preferiti
    🙂

  6. Interessantissimo 😀
    Io sono una neo-utilizzatrice del tailleur. In realtà fino a poco tempo fa lo schifavo, ma poi ho capito che non sapevo scegliere il modello giusto. Ora ho un tailleur con gonna che è bellissimo e pure caldissimo e mi sta bene. E poi ho una specie di tailleur pantalone nero che ho composto comprando giacca e pantalone separatamente, per motivi di taglia e anche di gusto.

    • infatti, tutto sta a scegliere il proprio, perchè se con il gessato ci sentiamo…ingessate (ah ah ah non ho resistito) non lo porteremo mai con la disinvoltura che lo fa diventare “nostro”

      anche io ho “composto” dei tailleur (nero è più facile)..non sempre le taglie di sorap e di sotto coincidono
      😉

      • Ecco, la taglia: parliamone!
        Da brava mela, porto una 44 di giacca e una 42 di pantaloni.
        Trovare un tailleur che mi stia bene è impossibile, dovrei cercare marchi che vendono la giacca separatamente dai pantaloni.
        Anche comporre pezzi diversi è difficilissimo. Ad esempio ho una giacca nera, parte di un tailleur i cui pantaloni mi stanno drammaticamente larghi, che non riesco ad abbinare a nessun altro paio di pantaloni neri, perchè si vede che sono neri diversi (non so mi spiego)
        L’unica soluzione è andare direttamente sullo spezzato, che però è sicuramente più sportivo.

        • io da Carla G posso prendere giacca di una taglia e pantaloni di un’altra, forse anche per qusto i miei li prendo tutti lì, perchè io sono il contrario: magra magra sopra e più formosa sotto quindi la stessa taglia per giacca è pantaloni non è possibile
          e spesso dipende anche dal modello di pantaloni…

          ed è vero, il nero non è sempre uguale a se stesso, dipende dal tessuto, dal peso eccetera.

          che fatica!
          :bigsmile:

  7. E niente, hai anche ragione ma io del tailleur non ne posso proprio più. Sarà che nel mio ambiente di lavoro lo portano praticamente solo le spocchiose e le insicure croniche, ma mi fa un effetto terribilmente respingente. Sigh.

    • si vede che quindi non lo senti “tuo”…
      qui da me invece, nonostante tutto, lo portiamo in poche…
      (oddio, farò mica io la parte della spocchiosa? 😀 )
      a parte gli scherzi, effettivamente portato come “statement suit”, per “affermare” qualcosa, il proprio status, per mascherarsi da “iosonoladonnaconlepallechelavora” finsice per avere l’effetto che dici tu, perchè in quel caso non lo facciamo nostro, ci mascheriamo da quello che vorremmo essere.
      e l’effetto è sgradevole….

    • comunque sul fronte “insicurezza”, io è vero che finisco a infilarmelo quando non so che cosa mettere, quando vedo una persona per la prima volta, quando devo dare l’impressione di essere professionale (ritengo di esserlo a prescindere da quello che indosso, ma se vado a discutere delle clausole contrattuali con un’ente pubblico in jeans sdruciti e ciabatte forse faccio una cattiva impressione 😉 ), insomma è una specie di jolly, un abito che non dovrebbe avere l’effetto respingente…
      ma quello che dici ha senso e, per me, ne faccio tesoro perchè devo farci attenzione..

      tre anni fa cambiai compagna di stanza, che in seguito mi confessò che, proprio perchè mi vedeva sempre vestita in tailleur o comunque in modo formale, all’inizio non era così contenta di finire in stanza con me perchè credeva che fossi una antipatica (si è ricreduta 😉 )

      però deve farmi riflettere perchè spesso ci vogliamo porre in un modo e finiamo per apparire in un altro…

      🙂

    • Concordo con Donna Bianca: anche da me il tailleur lo portano in pochissime, e solo quelle (veramente) spocchiose e “in carriera”. Anche per questo, oltre che per la difficoltà di trovare un tailleur che mia stia bene, ho ripiegato sugli abiti o tutt’al più sullo spezzato.
      Però è vero: il tailleur è la salvezza in quelle mattine in cui si ha fretta e poca fantasia!

  8. Pollice in su per le tue foto, gli abbinamenti e gli spunti! Grazie giulia!
    Io uso il tailleur per le occasioni di lavoro formali e quando mi devo occupare di ospiti “seri” . Con il tailleur sono sicura che, almeno sull abbigliamento, non avranno niente da ridire!
    E.

  9. 🙂
    Grazie!
    Anche io lo uso in quelle occasioni e…quando vado di fretta e non ho voglia di pensare

  10. Oh, dopo tanto tempo posso dire che ho seguito il consiglio e… NON mi sono pentita! Tailleur pantalone tutta la vita, a patto di trovare quello giusto 🙂 Ora ne ho uno per l’inverno fantastico, che non vedo l’ora di rimettere. Per l’estate, qualche settimana fa ho sfruttato i saldi di Carla G e sono soddisfattissima dei pantaloni!

    • 🙂
      evviva! bravissima!!!

      il modello giusto è davvero un’ancora di salvezza e vedrai che anche quel giorno nel quale MiStaTuttoMale (giornata che capita a tutte prima o poi…) IL tailleur scelto per bene sarà la scialuppa di salvataggio

      🙂

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