Valorizzare il proprio corpo: come non vestirsi

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Non è una questione di eccessiva magrezza: diciamolo subito. Sull’eccessiva magrezza dei modelli femminili proposti dall’alta moda si sono già spese parole importanti, e non è questa la sede. Qui noi ci vantiamo di parlare di donne vere, con corpi veri, e come sempre diciamo: non è il tuo corpo a doversi adattare all’abito, ma è l’abito a doversi adattare al tuo corpo.

Poi io la magrezza la capisco anche, davvero, in un mondo dove il corpo è strumento per esibire l’abito, e non viceversa: non è il mio modello di vita, ma quasi riesco anche a capirlo. Ho detto quasi.

Nonostante questo, ci sono cose dell’alta moda e delle sfilate che fatico davvero a capire, e a cui dico sonoramente NO.

Parliamo dei capelli. Con il riporto, dall’aspetto sciatto e trasandato, unti come fossero sporchi davvero. Anni a parlare di capelli fluenti e dei tagli di capelli che valorizzano il nostro viso, e poi dobbiamo girare come un sessantenne calvo che arrotola il ciuffo a riporto su tutta la nuca. Davvero dobbiamo? Questa è la sfilata Autunno 2014 di A Détacher.

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Eppure lei, Mona Kowalska, ha un look assolutamente splendido: curato, LUMINOSO, trendy. Un’acconciatura retrò che mi fa sciogliere di romanticismo, questo abito semplicemente FA-VO-LO-SO che gioca su un doppio intreccio di maglie legate in vita – gioca proprio su quello che le donne fanno sempre e non dovrebbero fare, e invece di ingolfare la figura la rende armoniosa e femminile. E quelle scarpe peep toe con le calzamaglie? Oh, le amo.
Perché, quindi, questa differenza?

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I capelli unti, dicevamo. L’allegrezza. La donna che diventa un rettangolo senza forma. Con le scarpe a punta e i tacchi, e la tuta da ginnastica, il top sfrangiato come se fosse rimasto impigliato nella recinzione di casa. Ditemi per favore che questa mania della donna sportiva finirà presto: proprio adesso che avevo rinunciato alla tuta da ginnastica, me la ripropone Alexander Wang magari facendomela pagare mille euro?

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Foto: Erden | Dries Van Noten | Bottega Veneta | Giambattista Valli

Le donne albine (ma davvero?), o quasi aliene, o pettinate come Jane Eire (a nessuna, a nessuna starebbe bene questa acconciatura), le donne androgine. Le donne malaticce, come se fossero moderne Mimì con la tubercolosi. Con le occhiaie dipinte con l’ombretto.

Noi non siamo quelle donne lì. Siamo quelle che hanno le occhiaie, vere, tuttalpiù. Quelle che si lavano i capelli alla mattina battendo il record mondiale di minor permanenza sotto la doccia. Siamo quelle che dopo aver passato anni a mortificarci, e a uscire di casa in tuta e scarpe da ginnastica, senza trucco … quelle che con tanta tanta fatica hanno ricominciato a parlare di autostima e valorizzazione. Di forme del corpo.

Certo, c’è una via di mezzo tra Bridget Jones e Kate Moss, e chissà, forse siamo proprio noi?

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In ogni caso, il mio NO deciso è dedicato:

  • ai capelli sporchi o disordinati
  • alla tuta da ginnastica o all’abbigliamento sportivo fuori contesto
  • ai vestiti ‘maxi’, che ci ingolfano e di rendono rettangolari
  • al perdere la propria femminilità

Voi a cosa dite NO?

Commenti

  1. Proprio stamattina il post sul capello unto?!?
    Noooooo!!! Oh my God!
    Lavati domenica mattina, ieri sera (complice l’umidità di ieri) non erano un granché…
    Stamattina sveglia ore 6.15, specchio, ORRORE ALLO STATO PURO!!!
    Il treno parte alle 6.50, la lavata di capelli proprio non ci sta!
    Sfodero la mitica PIASTRA Ghd e qualcosa ho rimediato…
    Ho messo una bella collana, magari in ufficio si concentrano su quella è non guardano il bulbo!

    • Sì ma comunque per quanto possano starti male i capelli, si vedrà sempre che sono puliti. Sapessi quanta gente invece sta coi capelli sporchi, e mi dice, con vanto: io li lavo solo una volta a settimana…

  2. wow, magnifico post, quando ci vuole ci vuole!!!!
    ma i NO sono per la moda o per tutti i giorni? in ogni caso…..
    NO al capello unto (i miei reggono al massimo due giorni, ma voglio spezzare una lancia in favore dello shampoo secco, che in caso di urgenza risolve abbastanza a dovere un’esigenza last minute), figuriamoci poi al finto unto se per esigenze di scena…..il passaggio al finto puzzolente è un attimo!
    NO alle facce ingrugnate, e che è? un sorriso rallegra la giornata, anche la nostra, non è che dobbiamo per forza avere lo sghignazzo selvaggio, ma almeno un’espressione cordiale aiuta!
    e poi nel caso delle modelle, che caspita avranno da essere amorfe/contratte/intriste, con quello che guadagnano…..
    NO alle posizioni assurde nelle foto di moda, neanche si stessero contorcendo con i crampi da virus intestinale, vale il punto precedente, pensa al tuo cachet (bisenso!) e stai un po’ drittina, vah!

    bene, anche oggi linguetta biforcuta 😀

    e invece SI’ alle belle foto spontanee come quella di Mona! ce ne vorrebbero di più!!

  3. quarto giorno di febbre alta e tosse catarrosa (scusate per l’immagine!) mia e dei bimbi…e questa mattina quando mi sono guardata allo specchio mi sono dovuta fare violenza per non correre a lavarmi i capelli!!!
    NO al pret a porter di seta trasparente con le tette che escono di fuori, che anche a non fare la casalinga stizzosa che non lo può indossare per andare a fare la spesa, non è che lo puoi mettere serenamente in ufficio.

    Ps: però il completo di Erden è proprio bello!

  4. Aggiungerei: no al trucco da cadavere, orrendo sulle passerelle, figurarsi nel mondo reale; no alle mani sciatte (smalto rovinato, unghie un po ‘ lunghe e un po ‘ corte, magari pure zozze); no all’abuso dei tessuti sintetici, sono brutti e, ahimè, è un attimo che puzzino…

    • ecco, sui tessuti sintetici dobbiamo fare decisamente un appello… ma poi, davvero, oggi come oggi, il cotone 100% lo trovi ovunque! non capisco chi si ostina col poliestere…

  5. Io dico no assoluto ai capelli sporchi, alla sciatteria, al disordine perché “tanto non devo fare nulla”, alla volgarità, al trattarsi senza rispetto, al cipiglio perennemente aggressivo.

    La tuta chic non la metterei, ma la seconda proposta nell’articolo la vedo abbastanza carina sulla modella.
    Lo stesso discorso è per gli abiti informi/rettangolari. Dipende dal tipo di donna che lo porta, su alcune hanno un effetto gradevole, mi piace il tocco fortemente strutturato e minimal, l’accento che si pone sulla stoffa, sulla forza delle linee.

    Ecco, credo che il discorso possa diventare molto relativo, perché ci sono cose che su alcune stanno benissimo e su altre no.

    Prendiamo i pantaloncini molto corti ad esempio: sulle donne troppo magre non li vedo bene perché mettono in risalto il vuoto del fianco e della coscia quindi il pantaloncino perde la sua struttura caratteristica. Allo stesso modo una donna molto morbida lo riempirebbe bene ma dovrebbe patire magari lo sfregamento dell’interno delle gambe o sarebbe costantemente costretta a tirare giù il bordo della gamba che potrebbe risalire con i movimenti.
    A chi sta bene quindi?
    A chi ha una gamba sottile ma non non troppo, tonica e ben proporzionata.
    Magari sarà il 40% della popolazione, ma a causa di quel 60% che resta fuori non credo che si possa dire che il pantaloncino sia cattivo, brutto o da evitare, semplicemente non fa per molte di noi.

    La volgarità o la sciatteria invece sono un discorso a parte, che per me ha poco a che fare con quanti zeri si possono spendere per il proprio shopping…che alcune vip del Coachella e cantanti dance mi siano testimoni! 🙂

  6. Al “sessantenne calvo che arrotola il ciuffo a riporto su tutta la nuca” quasi cado dalla sedia dal ridere, grazie che stamattina avevo davvero bisogno di un po’ di buonumore! Per tutto il resto…meglio che non mi pronunci, salvo soltanto la signora sorridente (che non ho la più pallida idea di chi sia) soltanto perché sorride, e le scarpe della modella ERDEN!

  7. no alla faccia da tossica la vita fa schifo delle modelle
    se io fossi una stilista, le mie modelle dovrebbero avere un sorriso a 50 denti.
    cavolo!
    indossano o non indossano le mei creazioni???
    quindi sono felici, perchè con i miei vestiti avrete la felicità…
    mica quella faccia da “io quasi quasi mi suicido…”

  8. bello il post, ci torno su con calma! ora sono di fretta e dico solo una cosa.
    i capelli sono la mia personale tragedia (oltre ai molto Kg in più).
    sono lisci lisci e fini fini. quindi dovrei lavarli tutti i giorni, finendo calva a 50 anni…oppure lavarli giorno si e giorno no, ma la sera sembrano già molto sporchi. mi sono espressa male ma sono di corsissima ( ma non ho la tuta!!!). ciaoooo
    Laura

    • Laura io uguale! Infatti io li lavo tutti i giorni. E’ una schiavitù, ma non ci sono altre soluzioni, per me. Così ogni mattina faccio semplicemente la doccia, li tengo nell’asciugamano mentre mi trucco e mi vesto, e poi li asciugo velocemente. Mi piaccio solo coi capelli così.

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