Non è mai troppo tardi per cambiare

Siamo a buon punto, il peggio dell’inverno è passato.
Le giornate cominciano ad allungarsi e, nonostante il freddo che attanaglia gran parte dell’Italia, i cieli tersi e l’aria frizzante producono quella piacevole vibrazione interiore che riesce a traghettarci in Primavera almeno col cuore. In questo particolarissimo momento, in giro per il mondo si svolgono le sfilate per il prossimo autunno inverno. E io sono in una porzione di spazio quanto mai distante.

Sono in una fase “bozzolo”. Mi sto covando. Sto raccogliendo le energie, mi coccolo, mi tengo al caldo e al riparo. Studio, muto, cambio prospettive, ma lo faccio con calma. Non so quando arriverà la mia, di primavera, ma per ora sto bene così.

In questo momento di rutilanti evoluzioni, di cambiamenti repentini di tendenze e dictat, oggi che tutto va bene fino a prova contraria, adesso che procediamo al ritmo di fast fast fast, mentre i pantaloni tornano ampi e le gonne corte, mentre i plateau diventano out e le frange si diffondono irreparabilmente su ogni capo o accessorio, la lentezza diventa l’ultima frontiera del lusso alternativo. E io sto andando piano.

Ho capito che questa corsa sfrenata a vedere cosa succede dopo, non mi ha portato da nessuna parte. Semmai mi ha fatto perdere delle occasioni di riflessione, mi ha tolto qualche istante prezioso, di cui non mi sono resa conto, tanto ero impegnata a guardare avanti. Mi son persa l’opportunità di sedimentare, godere appieno di un piacere consolidato.
Eppure non è mai troppo tardi per cambiare.

Ho voglia di colore, ma non voglio indossare una gonna a fiori di seta con le calze nere 50 denari, perché non mi appartiene. Io sono qui, adesso. Tempo al tempo. Mi accontento di un colore che esuli dalla mia solita palette scura di blu, grigio e marrone, e lo scelgo in un tessuto e una nuance invernale, perché è ancora inverno.

outfit_inverno-e-colore

Sto rendendo la mia casa e gli spazi che vivo più confortevoli, liberandomi di tante cose superflue. Lo faccio con i miei tempi, con i miei eccessi, con i miei limiti. Ma ne provo enorme soddisfazione. Anche cucinare diventa più piacevole, trovo tutto quello che mi serve, ho piani d’appoggio per lavorare con più disinvoltura, anche i momenti di maggiore confusione hanno una loro coerenza estetica. Ma la cosa più sorprendente è che io non solo sono sempre stata tendenzialmente disordinata e accumulatrice, ma ho sempre difeso la mia posizione strenuamente. È come se il mio cervello abbia fatto click e adesso io non riesca più a vedere un certo tipo di cose, come montagne di vestiti sul comò in camera da letto, articoli alla rinfusa nell’ingresso, stoviglie e casalinghi in sospeso sui piani della cucina. Prima di arrivare a provarne fastidio ho già sistemato, del resto ogni cosa comincia ad avere un suo posto agevole da raggiungere, quindi il problema si sta risolvendo a monte.

Sono più serena, riesco a stare zitta. A osservare i miei bambini che litigano, giocano o si sfidano senza intervenire. Non è necessario. E scopro nuove loro sfumature, mi accorgo di quanto crescano in fretta, di come riescano a trovare i loro percorsi, le loro soluzioni. E continuo a imparare da loro.

Ecco, voglio prendere tra le mani tutto quello che ho, che già mi appartiene, i miei figli, i miei talenti, la mia vita, il mio gusto e farne qualcosa. In silenzio. Qualcosa che produca valore nella mia vita: non necessariamente invidiabile o manifesto per il resto del mondo, parlo di valore nella mia vita.

Non ho voglia di rincorrere una regola di qualcun altro, una tendenza al ribasso, un’evoluzione alla cieca. Voglio ascoltare me, mi sembra già un grosso cambiamento.

Non abbiate paura di cambiare, di assomigliare sempre più alla parte più autentica di voi stessi. La vita, per fortuna, non ha i ritmi di un catwalk. E neppure quel feroce front row.

Commenti

  1. wow che bel post!
    ecco che assomiglio alla parte più autentica di me stessa: non capisco una mazza d’inglese ma non mi vergogno a dirlo….:blush:
    ok allora catwalk (passerella, dice il traduttore), ma front row?
    una “ola” per te e per i tuoi lenti cambiamenti!

    • il front row è la prima fila negli eventi, io intendevo quella delle sfilate, dove ovviamente si fa pelo e contropelo di tutto 🙂
      grazie del sostegno :*

      • grazie per la traduzione
        ora lo userò anch’io (il front row e il pelo e contropelo) ma lo terrò proprio per i momenti di sfogo,
        per il resto CARPE DIEM :angel:
        oggi sono particolarmente “pensierosa”, ieri sera ho visto Still Alice, con Julianne Moore….mi ha colpito moltissimo questo film….qualcuna l’ha visto?

        • mannaggia, no! devo rimediare? Ne vale la pena?

          • beh, è molto intenso, sull’alzheimer precoce….sentivo commenti in sala che, come succede quasi sempre, il libro è più bello, quindi puoi ovviare magari con quello; lei è molto brava, e il film mi ha fatto capire quanto per noi siano importanti la memoria e i ricordi….per questo l’ho ricollegato ad un quotidiano “vissuto” come dici tu, non sempre in previsione di quello che ci sarà o che deve ancora succedere, ma del momento preciso che si sta vivendo….mi sono un po’ incartata! comunque secondo me ne vale la pena

  2. Buongiorno Caia, questo post arriva come acqua fresca nel deserto, arriva davvero come unico raggio di luce dopo mesi di grigio. questo post è tutto quello che sento adesso dentro di me e non riuscivo a scriverlo..o anche solo a pensarlo, elaborarlo. ti ringrazio tanto per questa riflessione, per questa lettura di se stessi per questo piccolo rallentamento. anche io corro ed ho corso sempre in preda ad una strana ansia del tutto e subito…ora o mai più..
    anticipare prenotare pensare adesso per agosto, per settembre, cosa fare l’anno prossimo..era una prerogativa della mia insaziabile fame di vita. fame di esperienze.fame di tutto. ora invece sento il bisogno di fermarmi davvero. se non altro di rallentare. anche io inizio ad osservare il mio piccino con occhi diversi…però il percorso è ancora molto lungo per quello che mi riguarda..intanto ti ringrazio di aver esposto la tua esperienza. condividere è già un primo passo per le riflessioni di noi stesse. Emanuela.

    • grazie Emanuela delle tue parole, e tieni duro! sii buona con te stessa e vedrai che tutto sarà più semplice 😉
      un abbraccio

  3. Io non riesco a stare zitta, è quello su cui devo iniziare a lavorare: sento il bisogno profondo di riuscirci.

    Brava tu per il percorso iniziato!

  4. anche io, come sai, ho cominciato un periodo di alleggerimento.
    di abiti, di oggetti, di pesi dal cuore e roba varia…
    la fine del tunnel la vedo ancora lontana e a volte ho fretta vorrei correre per arrivare in fondo.
    ma per il momento mi godo il cammino

  5. Grazie Caia per questo post. Hai perfettamente descritto come mi sento anche io in questo periodo.
    Ho stampato il testo per tenerlo sempre vicino e rileggerlo ogni volta che ne sento il bisogno.
    Ti seguo sempre volentieri (ho preso subito anche il tuo libro) e ti apprezzo molto.
    Grazie
    Francesca (Lecco)

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