Un libro ci aiuta a fare il Business Plan

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Quando ti metti in proprio la paura di fallire è tanta, e spesso è più comodo vivere alla giornata e giustificarsi continuamente: ho appena iniziato, poi ci penserò, per ora sto già facendo tanto… Traduzione: raccontarsela.

E invece di un business plan ne abbiamo bisogno, soprattutto se lavoriamo in proprio. Non si può sempre navigare a vista: per crescere bisogna avere una mappa, una bussola, una meta.

E allora sotto: facciamo il business plan, anche online, anche attraverso un corso, o un libro. Noi abbiamo scelto quello di Francesca Marano Cohen, conosciuta in Rete come la Digital Doula: come un’ostetrica ti guida a tirar fuori la tua personalità, a valorizzarla ed esprimerla in rete, curando la tua presenza digitale (e spesso facendoti scoprire tante cose di te che tu stessa non sapevi).

Una donna tosta, Francesca, di quelle toste ma morbide: di quelle proprio adatte ad aiutarti in un cambiamento. Una mano calda ma sicura sulla schiena, che ti accompagna e ti sospinge, ti fa prendere fiducia nelle tue forze e ti aiuta a camminare da sola. Per questo mi sono fiondata su questo libro appena è uscito: solo lei può convincermi a superare la mia paura e a fare un business plan.

Posso usare il glitter per scrivere i miei obiettivi economici? Posso disegnare il mio piano marketing? Posso dare fondo al mio stock di materiale di scrapbooking per scrivere il mio executive summary (che parola brutta! In realtà descrive una cosa bella e utile che ti spiego nel Capitolo 6)? La risposta è sì: così negli ultimi due anni ho sviluppato un metodo per fare il business plan creativo con modalità italiane.

Con questo libro Francesca ti guida dolcemente (con l’ausilio anche di esercizi scaricabili) fino a che sarai in grado di:

  • Creare un business model, cioè: cosa “vendi”? Le virgolette sono per quelli spocchiosi come me, che “vendendo” cose immateriali sentono il bisogno di mettere una distanza fra sé e la parola vendita. Ed ecco che si spiega perché non ho (avevo) un business plan e perché faccio così fatica a fare preventivi.
  • Individuare una nuvola di valori e creare un elevator pitch, cioè saper rispondere alla domanda “chi sei? cosa fai?” in modo da catturare l’attenzione del potenziale cliente nel tempo di un passaggio in ascensore. Per far questo cosa occorre? Sapere chi sei. Ecco a cosa servono gli esercizi.
  • Individuare il tuo cliente ideale e la tua nicchia di mercato: “il tuo cliente non è un esercizio fine a se stesso, di ricerca dell’anima gemella: è la base per creare dei prodotti che vendono”. Gli esercizi, qui, non ti faranno semplicemente creare un profilo del cliente ma addirittura ti faranno vestire i suoi panni.
  • Individuare la tua mission e soprattutto trovare quello che distingue la tua da quella degli altri.
  • Impostare un piano di marketing (cioè “le azioni che ti aiutano a comunicare il frutto del tuo lavoro per poterlo vendere bene alle persone giuste” Enrica Crivello).
  • Calcolare quanto ti costi, quanto costa a te lavorare, esatto, capito bene (e qui te lo dico: big surprise!).
  • Soprattutto calcolare quanto devi guadagnare: tenendo conto di quanto spendi, quante ore lavori e quanto vuoi guadagnare, puoi arrivare a stabilire una tua tariffa oraria o un listino prezzi (le due cose sono collegate).

Smettila di dire che ti basta coprire le spese. Il fine di ogni attività è creare profitto – anche della tua.

  • Crearti una rete professionale di supporto. Che vuol dire anche imparare a dire dei no e imparare a delegare. E questa è veramente una cosa bellissima.

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Commenti

  1. un faro nella notte, acquisto, leggo e poi vi racconto, ma intanto posso dire che io personalmente ne ho proprio tanto, ma taaaanto bisogno. grazie per il suggerimento

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