Vestire alla francese, come una parigina

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“Non occorre essere nata a Parigi per avere una stile da Parigina”, così scrive Ines de la Fressange, che infatti è nata a Saint-Tropez, ma della Parigina incarna alla perfezione la nostra immagine mentale e sulla Parigina ha scritto un piccolo e grazioso manuale (da lei) illustrato.

Avere l’aria made in Paris è piuttosto un atteggiamento mentale, come essere rock e mai borghese, tanto per dirne una. La Parigina non cade mai nella trappola delle tendenze: la sua ricetta segreta sta nel lasciarle maturare e nel servirsene con discernimento. [La Parigina, pag. 11]

La Parigina quindi si diverte con la moda, segue alcune regole di base ma il twist del suo stile è proprio di trasgredirle, con diletto e ironia.

Le 6 non-regole della Parigina

Ines individua 6 punti alla base del DNA della Parigina. Se vogliamo tentare di assumere una allure di questo tipo, quindi, queste sono le regole da seguire:

  1. Evita i coordinati: mescola marche e stili diversi, in modalità chic and cheap.
  2. Evita i gioielli vistosi. Ines dice che la Parigina è “antibling”, per assumere un look tipicamente “Rive Gauche” (un’espressione che indica il tipico aspetto da intellettuale francese bohemien) si affida a piccoli particolari. Prediligi la qualità al “vistosamente costoso”.
  3. Vai a caccia di nuovi marchi creativi e sconosciuti (e quindi anche non troppo cari), e di occasioni in mercatini vintage.
  4. “Il segreto dello stile sta nel sentirsi a proprio agio nei vestiti“: studia il tuo corpo, cosa ti sta bene e cosa ti fa sentire bene (no ai tacchi, se poi non sei disinvolta o non ti senti tu, sì piuttosto alle scarpe da ginnastica!)
  5. Non avere idoli. Coltiva segrete ammirazioni, ma trai spunto alla fonte, la stessa da cui attingono gli stilisti: la strada.
  6. Diffida del buon gusto. Tutti pensavano che nero e blu, insieme, proprio no. Poi è arrivato Yves Saint Laurent. Prenditi libertà: a volte ciò che chiamiamo buon gusto (o buon senso) non è che una convenzione, e come tale può essere infranta.

7 capi base nell’armadio della Parigina

Ines elenca 7 capi base che non posso mancare in questo Stile. Nel libro li indossa, con indubbio stile parigino, la figlia della modella-stilista (i geni non mentono, è una bellezza!).

  1. La giacca da uomo MA con effetto maschile/femminile: sì a un piccolo accessorio che dia il twist, ad esempio una cintura rossa annodata sopra ad un blazer blu, o le maniche arrotolate
  2. Il trench MA con qualche particolare “sbagliato”: il colletto spiegazzato, la cintura annodata e non allacciata
  3. Il pull blu MA con i jeans bianchi o i pantaloni neri, senza marchi ma di cachemere.
  4. La canottiera basic MA in contrasto col resto del look: con la gonna elegante o un collier o una giacca da smoking.
  5. la Petit Robe Noir, senza se e senza ma.
  6. i jeans MA con i sandali gioiello, con le scarpe di vernice, col foulard…
  7. Il bomberino di pelle MA con un look convenzionale, con le perle, ad esempio.

10 look ispirati alla Parigina

Ines elenca alcuni look “alla Parigina”, per decontestualizzare, giocare, dare stile: “Aggiungere un paio di dettagli vagamente assurdi può dare risultati follemente eleganti”. Ecco qualche set creato sulla base delle sue indicazioni.

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Dettagli su: Polyvore Trashic

1. Il jeans con il sandalo gioiello, non con la scarpa da ginnastica | 2. La gonna a matita con le ballerine e non con tacchi | 3. Il full con le paillettes con i pantaloni da uomo | 4. La collana di diamanti con la camicia di jeans | 5. I mocassini con i pantaloncini corti e rigorosamente il calzino | 6. Il vestito da sera con i sandali bassi capri e non con i sandali gioiello alti | 7. La collana di perle con la maglietta rock’n’roll | 8. Il vestito di chiffon stampato con i biker usati e non con le ballerine intonse | 9. Lo smoking con le sneackers | 10. Il vestito da sera con la borsa di paglia.

Tanti altri consigli di stile (e indirizzi preziosissimi se intendete andare a fare shopping a Parigi) nel libro La Parigina. Guida allo chic, di Ines de la Fresante e Sophie Gachet.

A parte il vestito da sera con la borsa di paglia, che mi lascia fortemente basita, trovo che questo proposto da Ines de la Fressange sia uno stile piuttosto… Trashic, non trovate?

Commenti

  1. quel libro, frivolo e alla fine pieno di cose che già sapevo, è il mio riferimento…
    quando non so che cosa mettermi lo apro e l’idea mi viene subito
    la magia di parigi

    😉

    • Alla prima lettura mi è sembrato un po’ banale, ma poi mi sono ricordata che avevo già frequentato le lezioni di stile di Caia 😉
      Adesso invece ogni tanto lo apro anche io e noto cose nuove, e soprattutto non vedo l’ora di andare a vedere i negozietti che consiglia a Parigi!

  2. ehhhhh Inès…. dunque io la “frequento” e la invidio da quando era icona di Chanel e le fecero indossare una famosa parure di zaffiri esposta al Louvre. grazie a Dio le stava malissimo perché a lei così mora e secca quelle pietre splendide non donavano.
    detto ciò ho letto e riletto e analizzato il suo libro che però non mi ha convinto molto:
    1 – dà consigli da ricca e privilegiata che vive in zona Luxembourg.
    2 – è secca e alta e mediamente le sta bene quasi tutto (tranne gli zaffiri di cui sopra :devil:) e se sei secca, alta e ricca, fai moooolta meno fatica a vestirti perché anche con un jeans e una t-shirt stai dadddio. specie se sotto ci porti un paio di Belle de Jour di Roger Vivier. Inèsi è, come dicono i francesi, l’égerie del marchio (che appartenendo a Della Valle, oggi viene prodotto anche nelle Marche profondo moto di orgoglio)
    3 – i suoi consigli sono difficili da esportare oltralpe perché il gusto e lo stile sono immensamente diversi. frequento abbastanza Parigi per poterlo dire con una certa sicurezza. ci sono must parigini che magari possono piacere ma indossati qua non vanno. vedi per esempio il panier. tutte le francesi vanno a fare le courses con il panier qua ti guardano come se fossi pazza.
    4 – da ciò deriva che i negozietti da lei consigliati – e quasi tutti da me e dalla mia amica Giulia religiosamente visitati – sono improponibili. cioè mica perché sono consigli sballati, anzi. ci sono negozi splendidi, con oggetti magnifici ma cari come il fuoco. fra l’altro se volete le news trovate dei video molto carini nel sito di Roger Vivier circa quattro all’anno centrati su diversi quartieri parigini. siamo state in pellegrinaggio da Marie Hélène de Taillac che fa gioielli splendidi, d’oro basso e con pietre non preziosissime, ma carissimi.
    quindi per concludere, mooooolto, moooolto, meglio i 101 consigli di Caia

    ps non so per quale motivo è entrato nel lessico comune un errore: robe è femminile quindi va tutto concordato la petite robe noire.

    • come hai ragione sul panier!!!
      io ci ho provato ad andare al mercato con il panier…mi guardavano esattamente come dici tu: la pazza.
      a meno che tu non vada nei mercati radical chic della capitale dove puoi anche farlo, ma una costa di sedano costa quanto il collier di zaffiri 😀
      comunque poi vi dico qual era la gioelleria dove comprai per caso gli orecchini e che consiglia anche lei…quella non era improponibile come prezzi…
      si trova vicino a place dauphine, uno dei miei luoghi del cuore a parigi

  3. ma infatti qui era già stato detto tutto!!!!
    e poi dai….Ines….non importa essere nate a Paris ma va bene anche Saint-Tropez??? oh….sarà perchè io sono nata a Medicina che non ho uno stile parigino! :bigsmile::bigsmile::bigsmile:
    però sugli indirizzi sono curiosa anch’io, si potrebbe organizzare un tour shoppistico e poi fare anche le recensioni!

  4. Quoto Marina: alla cara Inès (icona di stile anche per me) piace vincere facile. Cioè sei alta due metri, magra, bellissima e con un’allure che le comuni mortali si sognano… hai voglia che quello che ti metti non ti stia d’incanto! Per capirci, la nostra sarebbe una dea anche se si mettesse la più infame delle mie tute, io potrei farmi il guardaroba uguale al suo e resterei… io!
    Poi è vero che ci sono suggerimenti che vanno sempre bene (i punti 1, 2 e 4 dei non consigli, per dire), però ecco, diciamo che considero il suo libro una lettura amena…
    ps io mi sento già un pochino scema a usare il panier per raccogliere fiori in giardino, figuriamoci andare a farci la spesa in città. Magari in un mercatino di Provenza, ma nella ridente provincia italica, anche no 😉
    pps comunque grazie Inès per aver definito “dettagli assurdi” alcune delle cose che indosso regolarmente per pura comodità (es. le ballerine con la gonna a matita). Non so se prenderlo come un complimento o andare a piangere dalla mamma…

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