EXPO 2015: Energia per la Vita

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Nutrire il pianeta, Energia per la Vita: non si può negare che il claim di EXPO sia davvero motivazionale. Una di quelle frasi che metterei volentieri sul mio wall in ufficio, per ricordarmi che ci sono cose più importanti del mio piccolo orticello. Per esempio restituire qualcosa alla Terra, profondamente, continuare il mio percorso di sostenibilità nei confronti dell’ambiente, diffondere l’amore per la natura e il rispetto per le cose. E nello stesso tempo vivere con energia, trovare la forza, fare cose belle, tornare al centro delle cose (e non di me stessa), fare spazio e ordine.

Decidere le cose importanti.

Dentro questo vortice, dentro gli ultimi mesi, dentro le mie paure, dentro le distanze che mi hanno allontanata dalle cose che amo totalmente (per esempio queste pagine), sempre alla rincorsa di qualcosa che non riesco ad afferrare. Qualcosa che mi fa male, e che mi fa anche bene, perché in fondo io sono così, come sono gli ariete, che i muri li ho sempre abbattuti a testate, anche se era più facile aggirarli.

Devo cambiare. C’è in me questo nuovo germoglio di trasformazione, e io davvero non so cosa potrà crescere: se EXPO può essere la metafora del nutrirsi con il cibo giusto, la mia trasformazione è senz’altro la metafora del nutrirmi con qualcosa di ineffabile, impalpabile, che mi riporti a una concentrazione quasi meditativa. Dedicarmi alla mente, alla spiritualità, alle infinite prospettive dell’anima.

Invece di cose: persone.
Invece di rincorse: lentezza.
Invece di possesso: restituzione.

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Restituzione è proprio la parola chiave, il Fil Rouge che mi condurrà a visitare questa Esposizione Universale. Restituzione è la parola chiave di Ferrero, di cui sarò ospite a Settembre presso il padiglione EXPO, da cui trarrò l’energia necessaria per comprendere realmente la parola RESTITUZIONE.

Ferrero che ho sempre amato molto, che conosco da dentro (sono stata ad Alba più volte, ho respirato aromi di cioccolata e nocciole, ma anche gli umori della gente), di cui conosco i progetti di cui loro timidamente non parlano mai, come la Fondazione Ferrero e tutti i progetti territoriali. Più in grande, già alcuni mesi fa, Silvia e Caia erano state ospiti del CONI per Kinder + Sport, e quest’anno, a Settembre, sarò io ad entrare in questo raffinato progetto sportivo, attraverso EXPO.

Ferrero, in collaborazione con il MIUR e il CONI – per l’appunto – ha progettato il Metodo Village, dedicato alla promozione dello sport e della vita sana nei confronti dei bambini e delle loro famiglie.

Il motto: joy of moving. Perché il movimento non è necessariamente uno sport da agire a livello agonistico, ma è soprattutto uno stile di vita aperto, sano, da attuarsi stando all’aria aperta e soprattutto coinvolgendo i bambini e i ragazzi. Cosa che Ferrero ha fatto egregiamente, visto che solo negli ultimi due anni ha fatto letteralmente muovere 15 milioni di ragazzi in tutto il mondo, con i suoi eventi sportivi e il sostegno alle società sportive locali.

Ad EXPO, Ferrero presenterà il suo progetto chiamato: It’s time to move kids togheter. Il padiglione di Ferrero, ad EXPO, sarà proprio un Joy of Moving Gardner, ovvero uno spazio in cui i bambini, con le loro famiglie, potranno muoversi, giocare, provare nuovi sport, entusiasmarsi per la joy of moving.

Al termine di EXPO, Ferrero metterà realmente in pratica l’obiettivo della restituzione, restituendo realmente COSE: i padiglioni stessi di Ferrero, alla fine dell’EXPO, verranno smantellati e portati nei Paesi in via di Sviluppo. Diventeranno moduli abitativi, case, luoghi di preghiera, scuole, edifici ricreativi.

Luoghi di preghiera. La mia preghiera dov’è? Forse sta tutta in questa instancabile energia per la vita, questa spinta che fino ad oggi mi ha sempre elevata, che ha reso infiniti i miei pensieri, facendomi ammirare il minuscolo della vita, e insieme il grandioso. La magnificenza e il microscopico.

Ho voglia di scoprire, di scoprire il mondo vero, quello di milioni di persone. Non già il mio angolino di cielo.
Il mondo quello che non è nato dalla parte giusta della terra, quello che pesa, pesa come un macigno sulla mia coscienza, quello che adesso ha le mani tese e chiede una sola cosa: restituzione.

Penso che sia davvero arrivato il momento, per me, di restituire quello che ho ricevuto come dono.

Commenti

  1. :crying:

Parla alla tua mente

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