Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate

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Siete alla ricerca di un film da vedere al cinema? Questo metterà d’accordo tutti: mamma e babbo, bambini e bambine, persino gli adolescenti.

C’è tutto quel che serve: l’avventura, l’amicizia, l’onestà, la lealtà, la pazzia, la storia d’amore osteggiata, le battaglie, le astuzie, la magia, persino un drago cattivissimo.

Questo film è – concentratevi – la terza parte della trilogia dello Hobbit, che a sua volta è il prequel del Signore degli Anelli. Dopo questo film, insomma, comincia l’altra trilogia: alla fine di questo si innesta direttamente La compagnia dell’anello (2001) e infatti io sono uscita dal cinema con una gran voglia di rivederlo.


La cosa  mi ha stupito, dico la verità, perché non sono mai stata una grande appassionata di questa saga, al contrario del mio compagno, letteralmente ossessionato, ha persino la riproduzione dell’anello! [Disse quella con il ciondolo della ghirlanda imitatrice di Hunger Games.]

Comunque li ho visti tutti, e questo è forse quello che mi ha coinvolto di più, forse per la storia d’amore, che peraltro è un’iniziativa di Peter Jackson, il regista, perché in realtà Tolkien non l’aveva prevista all’interno della storia originale. L’hanno inserita appositamente per me, insomma. Com’è che dicevano in Amarcord? “Era tanto bello ho pianto tanto”.

La trama

Il film inizia da dove era finito il precedente, La desolazione di Smaug, cioè dal drago che esce dalla montagna e attacca Pontelagolungo, una sorta di Venezia medievale.

Lì si trova una parte dei nani della compagnia e alcuni elfi, tra cui la bella Taurin, combattuta fra la lealtà al suo popolo e l’amore per il nano Kili. Bard riesce a evadere dalla prigione e ad uccidere il drago, colpendolo proprio lì dove un suo antenato l’aveva reso vulnerabile.

Quindi guida i sopravvissuti alla distruzione della città fino ai piedi della Montagna Solitaria dove si è rinchiuso Thorin Scudodiquercia, insieme alla sua compagnia di nani, allo hobbit Bilbo Baggins, e alle immense ricchezze finora custodite dal drago.

Bard chiede la sua parte del tesoro, come pattuito, per poter ricostruire la città, ma Thorin rifiuta, completamente immerso nella pazzia che già aveva colpito suo nonno. Ma verso la Montagna, e il tesoro, stanno convergendo anche gli Elfi e gli Orchi, a loro volta guidati da una forza oscura, risvegliatasi con grande allarme di Galadriel, Gandalf, Saruman e Elrod.

E così anche questa trilogia è conclusa, e con essa tutta la saga, a meno che non si inventino qualcosa di nuovo, non si sa mai…

Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate [The Hobbit: The Battle of the Five Armies] | Nuova Zelanda, USA 2014 | Genere: Fantasy | durata 144′ | Regia: Peter Jackson | Con: Ian McKellen, Cate Blanchett, Evangeline Lilly, Hugo Weaving, Orlando Bloom, Martin Freeman, Cristopher Lee, Richard Armitage, Luke Evans.

Vi segnalo anche che a Milano, da gennaio fino a marzo, c’è una mostra imperdibile per gli appassionati di Tolkien (ingresso a 5/3 euro). WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano ospita una incredibile collezione: fotografie, manifesti cinematografici, locandine, ma anche edizioni rare, dipinti, illustrazioni e tavole originali, insieme a video giochi, lego, action figures. Trovano spazio anche gli omaggi – e le parodie – fioriti intorno alle opere letterarie e cinematografiche.

La foto di apertura viene da un poster-omaggio al film, detto tapestry, che riassume in un unico striscione alcuni momenti salienti: qui per vederlo esteso. Per qualche info in più e varie curiosità potete visitare il fansite italiano.

C’è qualche fan della saga? L’avete già visto questo film?

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