Trovare lavoro: come scegliere la foto su social e CV

Settembre e Ottobre sono per antonomasia periodo di riflessioni, anche in merito al nostro lavoro. E il ritorno dalle vacanze, di solito, è uno dei periodi in cui ci sono più colloqui lavorativi. Quindi è il caso di cominciare a ragionare anche su come presentarsi a questi colloqui.

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Ormai i responsabili delle risorse umane ammettono di guardare la nostra foto sui social network ancora prima di chiamarci per un incontro conoscitivo.

Quella prima foto deve ottenere quindi i seguenti effetti:

  • colpire;
  • piacere;
  • interessare;
  • motivare alla chiamata.

Per arrivare all’ultimo punto è necessario che la nostra immagine non sia solo bella e piacevole, ma che sia in linea con le esigenze del nostro interlocutore. Che la nostra immagine sia quindi in linea con il lavoro per cui ci proponiamo. Racconti quindi chi siamo, cosa diciamo e a chi lo diciamo: il nostro personal brand.

Quel piccolo quadratino che ci ritrae è quindi ciò che di fatto crea una prima impressione su chi ci osserva.

La domanda quindi è “quale voglio sia questa prima impressione”?

Intanto partiamo con la coerenza e anche la comodità. Io dico sì alla stessa foto su tutti i social. Chi ci osserva non verrà confuso, l’impressione di noi sarà omogenea e soprattutto noi non dovremo affannarci.

Chiaro che il primo social network da cui partire è Linkedin, ma se qualcuno digita il nostro nome su Google vedrà tutte le occorrenze del nostro nome: testi e foto, e anche il nostro profilo Facebook, in base alle restrizioni e alle impostazioni di privacy che abbiamo adottato. Quindi, regola numero uno: gestire al meglio la privacy dei social, e decidere a priori chi può vedere cosa, o condividerlo.

Se il vostro obiettivo è quindi usare la nostra foto profilo per raccontare qualcosa di noi anche a livello professionale ecco qualche consiglio:

  • Non è necessario sorridere, se non siete persone che sorridono troppo, ma più meditative: inutile sforzarsi, perché quando un sorriso è tirato, si nota;
  • No però alla “faccia brutta”, le sopracciglia corrucciate, il volto imbronciato comunicheranno agli altri una sola cosa: sono triste, incavolato, nero; chi la vuole assumere una persona negativa o triste?
  • No a selfie e bocca a sedere di gallina (sì c’è ancora gente che la fa): stiamo parlando di lavoro.
  • No agli avatar: se non una persona non ha il coraggio di metterci la faccia cosa dovrei pensare di lei?
  • No a foto profilo con figli, famiglia, fidanzati. No anche alla foto in abito da sposa. Cose belle, cose sante, ma a meno vi proponiate per un ruolo che ha qualche attinenza con questi argomenti lasciate perdere. La foto profilo deve essere il più possibile in linea con quello che si è: esempio pratico se nella foto profilo una persona ha la barba e poi si presenta senza al colloquio, la prima impressione che l’interlocutore avrà sarà di straniamento;
  • No agli occhiali da sole, poco educato presentarsi agli altri così.
  • No al costume: siete in forma, benissimo! Vi state candidando come modelli di intimo? Allora ok, altrimenti…
  • Occhio ai colori. Il colore è una componente importantissima all’interno della nostra immagine, a cui io dedico molto spazio durante i miei corsi. Il colore da una parte ci valorizza dall’altra ci racconta. L’ideale per la nostra foto sui social network, ma anche per la comunicazione del nostro sito se siamo freelance, è trovare il colore che riesca a fare entrambe le cose.

Tutto chiaro? Siete pronti a scegliere la foto perfetta?

La prossima volta passiamo all’abbigliamento per l’immagine giusta sul lavoro.

Parla alla tua mente

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