Blu Marina, una principessa triste e un colore magico

Avete presente quel blu intenso che sta bene a tutte perché il blu è chic, sfina e (grazie a Dio) da qualche anno è anche il nuovo nero? Si quel blu lì, quello profondo e avvolgente come il cielo di notte. Bene quello è il “blu Marina” ed è stato creato per una principessa, Marina di Grecia duchessa di Kent, una donna bellissima ma parecchio sfortunata.

Sguardo azzurro obliquo e un po’ misterioso, sorriso appena accennato, una grande eleganza naturale, classe da vendere, Marina è l’icona assoluta della famiglia reale molto molto prima di lady Diana. E differenza dell’infelice principessa di Galles, lei non parlerà mai delle sue difficoltà e del matrimonio splendido ma di facciata.

Marina è la terzogenita del principe Nicola di Grecia, uno dei numerosi figli di re Giorgio I, ma viene al mondo in Russia, il Paese di sua madre, la granduchessa Elena Vladmirovna Romanov cugina dello zar Nicola II. La dinastia greca (che trae origine dalla casa reale danese) è relativamente recente e soprattutto è ancora pericolosamente instabile: il nonno della principessa viene assassinato nel 1911 quando la piccola ha solo sei anni; lo zio, Costantino I, fa avanti e indietro sul trono e tutta la famiglia lo segue in esilio. Nel 1917, il sovrano parte una prima volta, torna brevemente nel 1920, poi viene allontanato di nuovo fino al 1936.

A ogni esilio beni della casa reale vengono congelati e i numerosi fratelli del re devono trovare il modo per sopravvivere. Il padre di Marina fa il pittore e dà lezioni di disegno, mentre sua moglie, l’orgogliosa granduchessa Elena, che ha perso la maggior parte dei suoi beni nella voragine della rivoluzione, vende alcuni dei suoi gioielli ma con il ricavato aiuta i fuoriusciti russi.

Le prime due figlie, talmente belle da essere soprannominate da un nipote le “zie Fabergé” si sposano presto, Olga con il principe Paolo di Jugoslavia, che sarà reggente per il nipote Pietro II, la seconda Elisabetta con un principe tedesco. A Marina, la più affascinante delle tre, i pretendenti non mancano, ma la dolce e amabile principessa a venticinque anni è ancora inspiegabilmente nubile. Per fortuna in quegli anni nella famiglia reale inglese c’è un giovanotto di età adeguata che sembra proprio l’ideale per la principessa greca. Giorgio, duca di Kent, è il quarto e sicuramente il più bello dei figli di Giorgio V e della regina Mary. Alto, biondo, occhi azzurri, affascinante, disinvolto e charmant quanto i genitori e i fratelli maggiori sono schivi, per non dire scontrosi. Il principe però beve, fa uso di sostanze stupefacenti ed è notoriamente bisessuale.

Il matrimonio con una donna sofisticata e attraente come Marina sembra la soluzione a tutti i problemi e i due, che si sono non casualmente incontrati in Jugoslavia in casa della sorella di lei, si piacciono subito. Le nozze avvengono in pompa magna a Londra il 29 novembre 1934 con grande soddisfazione di entrambe le famiglie e un sospiro di sollievo da parte dei sovrani britannici. Marina indossa uno splendido ed elegantissimo abito di satin bianco di un sarto parigino all’epoca molto alla moda Molyneux.

Belli, giovani, eleganti, grandi frequentatori della società chic e spensierata degli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale, i duchi di Kent sono molto popolari in Inghilterra in un periodo in cui il principe di Galles flirta con le signore sposate mentre gli altri due fratelli mancano dell’appeal necessario per interessare l’opinione pubblica. La coppia è particolarmente glamour, Marina diventa subito un esempio da imitare e impone le mode, come quella del colore blu di una sfumatura speciale, creata appositamente per lei.

Appassionati di arte e antiquariato, i duchi di Kent trasformano la loro dimora di campagna in un luogo elegante e raffinato; a Londra, nell’appartamento di Belgrave Square, ricevono l’alta società, gli intellettuali e gli esponenti del mondo del cinema e del teatro, fra cui Noël Coward, che secondo alcuni è anche amante del principe. George comunque fa il suo dovere e nel 1935 nasce Edward, seguito da Alexandra nel 1936 e poi da Michael nel 1942. Nel frattempo Edoardo VIII, fratello maggiore del duca, abdica e sale al trono Giorgio VI, scoppia la guerra e Marina si dedica alle associazioni di combattenti e ai feriti.

Il principe Giorgio, invece, indossa la divisa della Raf e prende parte a una serie di missioni diplomatiche ma il 25 agosto 1942, il suo aereo si schianta a terra in un misterioso e inspiegabile incidente.

Con la morte del marito, che nel testamento ha lasciato tutti i propri beni ai figli, Marina torna ad essere una principessa “povera” e si ritrova ad affrontare gli stessi problemi economici della sua giovinezza da esule. Le verranno in soccorso re Giorgio VI e la regina, anche perché la duchessa di Kent, nonostante la sua origine straniera, è uno dei membri più amati e popolari della famiglia reale.

Qualche anno dopo nella residenza di campagna di Marina, la giovane principessa ereditaria Elisabetta incontrerà spesso in gran segreto l’uomo che ama appassionatamente, Filippo di Grecia, cugino della duchessa di Kent e futuro duca di Edimburgo.

Verso la fine degli anni ’50 del Novecento la duchessa di Kent riceve una proposta di matrimonio dal re di Norvegia, ma preferisce non risposarsi e restare in Inghilterra accanto ai figli e ai nipoti.

La principessa muore nel 1968 ed è una delle sue nipoti a raccogliere l’eredità di charme ed eleganza, lady Helen Windsor figlia di Edward l’attuale duca di Kent è da sempre considerata una delle donne più chic del Regno Unito tanto da essere, per molti anni, l’immagine di Giorgio Armani nel mondo anglosassone.

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