Idee e ispirazioni di Novembre: i Cappotti

Vivo a Roma dove, come sapete, non è che faccia questo freddo insopportabile. Al massimo abbiamo un paio di settimane di “freddo” (sempre sopra allo 0 o al massimo 3-4 gradi sotto la notte e raramente, ogni dieci anni diciamo se non di più, e fenomeni nevosi che a definirli “neve” mi sento a disagio.

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Cappotto: La Bottega Gentile, Cappello: RossoMenta, Borsa: Miu Miu

Quindi, come immaginerete, a Roma è difficile mettere un piumino avendone davvero bisogno, anche se spesso i romani corrono a infagottarsi al primo freddo fresco di ottobre-novembre.

Il mio piumino vero (Peuterey) lo misi a gennaio per andare in Scozia da mia cugina due anni fa. L’anno scorso mai.

Aggiungete poi che negli anni, fra la corsa e i lunghi viaggi in motorino, al freddo mi sono un po’ abituata ed è difficile che mi copra troppo.

Però sono una grandissima fan dei cappotti e appena posso (ossia appena non vado in motorino) mi piace moltissimo metterli. Ne ho di diversi pesi, per l’inverno e per le mezze stagioni (che esistono altro che, magari si sono solo modificate quanto a durata).

Nel guardaroba di ognuna di noi non dovrebbero mancare i seguenti capi spalla:

Forma, foggia, peso dipende dal gusto e dalla conformazione fisica di ognuna di noi, ma questi ritengo siano gli indispensabili. Poi ci sono quelli più personali, stravaganti anche. I colpi di fulmine.

Oggi vi presento i miei cappottini più divertenti, quelli appunto non basici e un po’ più allegri. Mi sembrano l’idea e l’ispirazione giusta per il tradizionalmente triste mese di Novembre.
Diciamo che un bel cappottino colorato può essere un modo allegro per affrontare il grigio e il freddo con un sorriso.

Del cappotto rosso abbiamo già parlato e credo non ci sia altro da aggiungere.

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Il primo è della mia amica Tiziana de “La Bottega Gentile”. Mi pare sia della collezione di un paio di anni fa almeno. Ha una vaga ispirazione giapponese nella fantasia e nel taglio ed è, anche se non sembra, caldissimo. Infatti è imbottito da un cotone pressato leggero come peso, ma che tiene davvero caldo.

Questo è il mio cappotto dell’allegria, perché mi mette sempre di ottimo umore e riscuote anche un certo successo perché più di una volta mi è capitato che perfetti sconosciuti mi chiedessero dove lo avevo comprato.

L’ho sempre accessoriato sui toni del marrone e dell’arancio, ma da quando mi sono innamorata di questo cappello rosso alla “Downton Abbey” trovo che anche il rosso non sia male, nonostante il bordeau del decoro. Che cosa ne pensate?

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Cappotto: Ann Gigli, Cappello: Sofia Echevarria (comprato in Cile), Borsa: Mulberry Bayswater

Il secondo è un cappotto che non passa proprio inosservato, in un bel verde mela: è di Ann Gigli. Un altro acquisto sull’onda dell’emozione; la domanda, a cose fatte, “ma dove vado e quando mi metto un cappotto verde???” e poi la scoperta che è versatilissimo e addirittura può diventare “neutro”!

Sta bene con il nero, il marrone, il beige, il bianco, il rosso e anche con l’arancione. Guardatelo con la Bayswater arancione e ditemi se un outfit così colorato e vivace non è in grado di rallegrare qualsiasi giornata grigia e invernale?

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Il cappello viene da San Pedro de Atacama, Cile ed è di una stilista, Sofia Echevarria, che aveva un micro negozio in questo favoloso micro paese nel bel mezzo del deserto.
Inutile dire che me ne sono innamorata subito. Mi dispiace che su internet si trovi pochissimo perché le sue creazioni erano veramente particolari!

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C’è poi questo cappottino rosa confetto, di List, così bamboloso da quasi non esserlo più. Ha più di dieci anni, ma lo trovo sempre attualissimo.

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Cappotto: List, Cappello: Sofia Echevarria (seconda variante di colore), Borsa: Michael Kors: vi piace l’abbinamento?

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Cappotto: Zara, Borsa: Coccinelle

C’è ancora il mio cappottino che io chiamo Swinging London, anche lui con qualche stagione addosso. Credo anzi di averlo preso da Zara l’anno in cui aprì a Roma. Anzi credo sia il mio primo acquisto Zara in assoluto.

Lo chiamo così perché una volta, a un amico ingegnere che lo guardava un po’ perplesso e mi chiedeva “Ma che stile è il tuo cappotto?” risposi dopo una breve riflessione “Swinging London!” e poi ne regalai uno simile alla figlia…

Mi ricorda moltissimo gli anni ’60, i cappotti delle fotografie di mia madre, ancora un po’ lunghi, ma con sotto le prime minigonne e gli stivaloni, di fantasie accese e allegre.

Gli sono molto affezionata.

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Cappotto: Zara, Borsa rossa: Louis Vuitton Neverfull MM, Borsa bianca rossa e blu: COS, Gatto: Melania (assistente allo shooting)

Infine c’è il mio cappotto simil Cèline 2013, made in Zara anche lui.

Ve ne ho già parlato, ricordate? Lo avevo visto appena uscito, ma 180 euro per un (altro) cappotto Zara mi sembravano troppe. Ne avevo parlato subito via whatsapp anche con le amiche Caia e Siro chiedendo loro consiglio e avevamo concluso che potevo risparmiare quella spesa per un cappotto che alla fine mi avrebbe stancata e che avrei potuto investire quella somma in qualche altra cosa meno stagionale.

Ci rinunciai senza troppi rimpianti, ripensandoci però qualche volta con un sospiro. Perché si sa, le cose di Zara o le prendi subito o scompaiono per sempre. Ma va bene così. E invece, ai saldi, chi ti ritrovo? Lui. Della mia taglia. Al 50%.

Evidentemente quando il destino ci si mette, una ragione ci deve essere. Così questo cappotto adesso è mio e ne sono contentissima.

Ha un difetto che è quello di non avere bottoni, quindi non è proprio adatto al freddo e al gelo, ma:

  1. A Roma non fa freddo, con buona pace delle romane impiuminate (ma leggete oltre, perché c’è un segreto 😉 shhht)
  2. È piuttosto pesante, quindi con un bel maglione sotto va benissimo
  3. È carino e se una cosa è carina… è carina

BONUS TRACK

Ora vi rivelo un segreto… se siete freddolose, ma vorreste indossare lo stesso un bel cappottino (o se non vivete da Roma in giù), fate un piccolo investimento per questo piumino.

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Si chiama ultralight down di uniqlo e lo trovate online (non so se ci sono punti vendita in Italia, forse a Milano); per altro lo consegnano in pochissimo tempo.

Ha dimensioni ridottissime (si chiude in una bustina e ha l’ingombro di una bottiglietta di acqua da mezzo litro), leggerissimo e sottilissimo ma caldo, così caldo che la mia (freddolosa) cugina scozzese indossava solo quello a gennaio (io avevo il Peuterey a prova di Antartide).

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Si infila benissimo sotto a un cappotto, resta nascosto e tiene caldo.

Così potrete mettere i vostri trench e cappottini (magari quelli senza bottoni 😀 ) anche quando fa più freddo, senza intabarrarvi troppo e camminando calde e leggere come le parigine 😉

E voi? Quali sono i vostri cappotti preferiti?

E quelli dei vostri sogni?

Commenti

  1. bellissimi i primi due abbinamenti (io adoro il verde e trovo che sia davvero un colore passepartout) e bellissima Melania!

    • Grazie 🙂
      anche io mi sono ritrovata a considerare il verde una specie di colore “neutro” che riesco a mettere con tutto. è un neutro che però dà una sferzata di allegria e di luce e ogni tanto (sempre mi verrebbe da dire) ne abbiamo bisogno.
      certe volte un po’ di più….

      Melania ormai entra in ogni shooting 😀
      stavolta pensavo che avesse di meglio da fare e invece mi sono vista arrivare due orecchie…il micio maschio si interessa meno a queste cose, ma lei…

  2. lei è trashic

  3. Bellissimissimi i primi due!!
    Qui Torino e il freddo quando diventa pungente si va di piumino per non morire quindi molto, molto interessante l’idea del piumino leggero da mettere sotto al cappotino
    Cappottini corti al ginocchio ne ho due che utilizzo regolarmente nel mese di novembre e primi di dicembre e poi si va di piumini imbottiti…maaaa posseggo anche un cappottone lungo, lungo doppio petto comprato millemilaannifa in un negozietto in centro, è da un po’ che mi ronza nella testolina una modifica, volevo farlo accorciare ma non mi sono ancora decisa e or come ora sarei quasi tentata di riutilizzarlo cosi lungo….devo fare delle prove….ma si accettano suggerimenti

    • anche io ne ho uno luuuungo luungo che da tempo non uso più perchè sono stati gli anni dei cappotti corti…comprato anche io millemialanni fa (tipo 15-16 anni fa, ai saldi dei saldi dei saldi)
      io forse lo lascerei così, perchè – corsi e ricorsi – capace che lo fai accorciare e l’anno dpo si usano di nuovo lunghi.
      il mio è moschino (o D&G?), nero, con una foggia un po’ militare, ma avvitato, con l’interno zebrato (forse è D&G… 😀 ) di lana pesante.
      di che colore è il tuo?
      perchè il mio nero sto pensando di usarlo così lungo con un outfit semplicissimo sotto.
      quindi o jeans e camicia bianca e tacco alto, oppure total black, giocando sulle lunghezze, con minigonna e maxi stivali (rigorosamente bassi per evitare l’effetto “ammiraglia della salaria”, non so se mi spiego…. 😀 )
      in entrambi i casi borsa piccola, perchè cappottone e borsona fa un po’ scappata di casa…
      nel mio caso (cappotto nero) potrei addirittura pensare a una borsa colorata e luccicosa….
      mumble mumble….

      • Il mio cappottone è lungo fino alla caviglia, doppio petto, dalla vita in giù scende un po’ svasato, colore testa di moro con cintura in vita che io mettevo tipo martingala perché l’estremità la tenevo in tasca…. farò delle prove e vedrò cosa mi ispira….l’unica cosa certa è che me lo ricorda davvero molto, molto caldo!!

  4. Bwllissimi i tuoi cappottini! Mi piacciono tantissimo il primo con vaga ispirazione giapponese e quello che chiami Swinging London.
    Io negli anni ho nesso da parte un cappottino color cammello media lunghezza (che cerco ancora di capire come vivacizzare), uno nero corto con un bel collo, uno nero lungo fino alla caviglia, un errore di gioventú bianco corto con il collo arricciato (bello, ma non é da me) e uno vintage marroncino spigato lasciato a casa dai miei perché é davvero troppo pesante.

    Voi che siete geniali…idee per vivacizzare un cappotto color cammello?

    • beh, il cammello per me è già vivace
      😀
      comunque partire con gli accessori: borsa, foulard, sciarpona, cappello/berretto arancione.

      poi, sembra strano a dirsi, ma se sotto al cappotto cammello metti un total black, il cappotto sembra subito più vivace.
      oppure, ed è uno degli accostamenti che mi piacciono di più, un total panna sotto al cappotto cammello: un maglione a collo alto bianco/panna, pantaloni panna e scarpe, magari stringate basse o parigine color cuoio o (per le più coraggiose). bicolore panna a cuoio
      🙂

  5. Scusate i typo…con la microtastiera dello smartphone non vado per nulla daccordo!

  6. Quante idee!
    Solitamente sono in total black, il mio armadio gira sul nero base poi poco grigio, verdone e bordeaux. Vediamo con borsa e cappello colorato che succede!Grazie

  7. Io, se potessi, avrei un guardaroba di soli cappotti e cappottini

  8. Aiuto
    Ho perso un cappotto!
    L’altra sera preparando l’outfit per il giorno dopo ho scoperto di non avere più un cappotto. Era bordeaux, stretto, con il collo a uomo e la cintura in vita, vecchissimo ma mi permetteva di creare molti abbinamenti e di eliminare il nero che mi ha stancato. Premesso che devo ancora cercare in alcuni uffici ( ma deve essere passato un po’ di tempo e gli uffici pubblici non sono sicuri) il mio primo istinto è stato comprarne uno nuovo identico o almeno dello stesso colore, ma poi mi sono fermata a riflettere (e ad aspettare i saldi) e ho cominciato a pensare.
    Non sono la stessa di 15 anni fa quando l’ho comprato e soprattutto il cappotto beige che ora utilizzo mi sembra un pochino stanco forse dovrei investire nel basic ( ma mia madre ne ha uno bellissimo beige mai usato da 10 anni) ma il bordeaux mi manca
    Cosa mi dite?
    A parte che sono una sciocca con la testa tra le nuvole ma questo me lo sono già detto abbondantemente da sola e non vi dico cosa ha pensato mia madre ….

    • “perso” un cappotto?

      beh, anche io avevo dei cappotti che lasciavo in uffcio (arrivando con la giacca della moto, se mi capita di uscire a piedi serve un capo da mettersi addosso che non abbia schiena, gomiti e spalle corazzate 🙂 ), ma per fortuna nulla sparì mai….
      il bordeaux mi sembra un’ottima alternativa al nero e questo è l’anno giusto per comprarlo.
      se ti stava bene e ti piaceva, usa questo epriodo per individuare la tua vittima e agisci al primo giorno dei saldi.
      se poi la mamma ha un cappotto che piange solo e triste nell’armadio, direi che è giunto il momento di adottarlo.
      i vestiti vogliono essere portati in giro
      🙂

  9. Il cappotto non era perso, era stato ritirato dalla lavanderia e messo in un armadio insieme agli abiti estivi, l’ho ritrovato facendo il cambio di stagione…meglio tardi che mai. Urge mettere ordine per evitare di rimpiangere per mesi qualcosa che non si trova e urge eliminare almeno 3 capi che non utilizzo più da almeno 3 stagioni.
    So già che non lo farò ma le buone intenzioni vanno rafforzate con la divulgazione….vero?

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