La felicità è un atto di generosità spontanea

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Lo spazio per essere felici, in mezzo alle responsabilità e alle cose della vita: come possiamo trovarlo?
Come possiamo pretenderlo?

Posso dire di aver scoperto, col tempo, che lo spazio per essere felici salta fuori da solo, basta non chiudere nemmeno il più piccolo spiraglio di possibilità!
Tante volte mi sono accorta che per testardaggine, per pigrizia o per rabbia reagisco in maniera eccessiva nei confronti di alcune situazioni, mentre se io fossi più disponibile e più capace di “pensare”, più allenata a far raffreddare le questioni e ad affrontarle a mente fredda, poi scoprirei che anche nelle avversità, nelle giornate brutte, nei dispiaceri, si nasconde comunque sempre un piccolo lumicino di speranza!


Però mi rendo conto che non sempre è facile riuscire a intravedere il lumicino!

E le responsabilità che la vita ti mette davanti si accumulano, non si archiviano, si coalizzano… però, come leggevo proprio da poco sul libro di Pietro Trabucchi “Resisto dunque sono”, gli esseri umani sono fatti per essere resilienti, per adattarsi alle situazioni senza rimanerne sommersi, ed è questa caratteristica – credo – che mi aiuta a rimanere consapevole che si può sempre trovare un attimo di felicità anche nella peggiore tempesta!

Dobbiamo pretendere di trovare questo spazio? Ecco, direi che lo vedo come un diritto/dovere: dobbiamo pretendere di trovare lo spazio per essere felici ma appunto dobbiamo fare in modo che lo spazio salti fuori, che non venga escluso a priori proprio da noi stessi e dal nostro comportamento!

Amarsi, piacersi, desiderarsi: quanto conta, nella felicità, l’amore che dedichiamo a noi stesse?
E se non ci piacciamo?

L’amore per noi stesse è fondamentale per essere felici! Non si tratta solo di una questione estetica, ma anche di un sentimento verso i nostri comportamenti, verso il nostro modo di essere, verso la possibilità di crescere e di imparare ogni giorno qualcosa, senza pensare di essere già “imparati” e arrivati a un traguardo, ma lo vedo come un percorso, un viaggio, un itinerario che non si fermerà però alla prima destinazione, ma che proseguirà lasciandoci un bagaglio di esperienze, di situazioni e di emozioni che servirà a rinforzarci e a non lasciarci abbandonare quando troveremo delle difficoltà.

E’ facile scrivere queste cose, ma poi all’atto pratico è così mi comporto? Mica sempre… lo so che mi voglio molto bene, che ho abbastanza autostima (anche se certi lunedì mattina la devo proprio andare a cercare con una torcia potente!), che so quanto posso chiedere a me stessa e quanto sono capace di dare, ma a volte mi accorgo da sola che la pigrizia ha sicuramente il sopravvento su questo atteggiamento, e mi adagio nelle lamentele…

Questa è una parte di me che vorrei tanto cambiare, non mi piacciono gli altri quando si lamentano e non vorrei essere così nemmeno io, voglio essere capace di riconoscere la soglia fra la constatazione effettiva delle cose e il piagnucolio inutile a prescindere!

Se mi voglio bene, se mi piaccio, se desidero per me un percorso di scoperte, di conoscenze, di amore, tutto questo non può che portarmi alla felicità, e se ci sono screzi, incomprensioni, offese, incidenti di percorso, difficoltà, voglio vedere comunque in tutto ciò anche il lato nascosto, che magari può far emergere qualcosa di inaspettato.

Esser felici è un atto di ribellione, o un atto di generosità?

Essere felici è un atto di generosità, verso me stessa e verso le persone che mi stanno intorno.

Ma non è un dovere, non è un obbligo di avere una facciata che magari non si sente veramente, deve essere una sensazione spontanea, ma quando mi accorgo di cogliere nel mio animo questa sfumatura la voglio trasmettere anche a chi mi è vicino!

La felicità è…?

La felicità è… tante cose, davvero, infinite da elencare!
Ma se dovessi sceglierne una, così, sul momento, direi che la felicità è scoprire che mio figlio è responsabile, organizzato, impegnato nello studio e orgoglioso dei propri risultati e che lo vedo diventare grande ogni giorno di più, anzi a volte lo trovo pure più giudizioso di me!

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Sono Claudia, ho 49 anni appena compiuti, sono una bilancia di segno e di fatto, devo sempre trovare una mediazione nelle cose, non amo i confronti, gli scontri e le liti, sono abbastanza ottimista e piuttosto pigra! Sono un’hobbista in tanti settori, anche se i materiali che amo di più e che meglio mi fanno esprimere sono la carta ed il feltro.
Non ho un blog anche se a volte mi piacerebbe, però poi so già che non sarei costante negli aggiornamenti e quindi non mi ci metto nemmeno!
Sono romagnola di nascita ed emiliana di residenza, ma se potessi traslocherei all’istante o in Alto Adige o in Bretagna, ed amo all’infinito leggere e viaggiare.

Commenti

  1. Grazie Claudia, nonostante io sia un capricorno:), sono d’accordo con te in tutto. Amo la mia vita perché ogni avvenimento è un insegnamento. Poi non tutto il male vien per nuocere, a volte bisogna cambiare la prospettiva.

  2. è vero, Annalisa, cambiare prospettiva aiuta a vedere meglio le cose! grazie a te

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