Smettila di sentirti sfigata

donne-lavoro-ricerca-felicita

Forse è solo che nell’ultimo bimestre dell’anno ci sono tante tasse, troppe, e io mi penso ancora come una freelance, e in effetti avere un’azienda familiare è un po’ come essere freelance.

Ma la verità è che ho fallito. Mi sono persa dei pezzi per strada, ho commesso degli errori, non ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero prefissata. La verità è che non riesco più ad accorgermi quando le mie idee sono giuste o sbagliate, non riesco a guardare le cose dall’alto, perché ho le mani troppo impegnate a FARE.

Non ho fallito in tutto, ma ho fallito quel tanto che basta a ritrovarmi con un groppo in gola e una frase che mi gira in testa e non mi molla: sono una sfigata.

Il fallimento è subdolo perché ti proietta verso le cose che non hai fatto e per un momento credi di non aver fatto altro che fallire, o sbagliare, o semplicemente STARE.
Ti proietta in un mondo di delusione: penso che alcune persone avrebbero potuto sostenermi di più. Ma poi ci ripenso e mi dico che no, nessuno è tenuto a farlo, nessuno ti deve niente, e anche se te lo deve, se ho regalato me stessa a qualcuno non è stato un prestito – è stato solo un regalo.

La differenza, credo, sta nel fatto di SENTIRSI sfigati. Dicono che è tutta questione di atteggiamento. Anzi, IO lo dico sempre.

E io non sono una sfigata, ma soprattutto non voglio sentirmi tale.
Sto solo vivendo un momento in cui so che mi servirà un CAMBIAMENTO forte, ma stavolta non so come cambiare. 

Quello che ho capito è che ad una donna occorre una certa risolutezza, in alcuni momenti della vita, per smetterla, cavolo, per smetterla di fare la parte della sfigata, smettere di piangere, smettere di recriminare. Smettere di pensare che un fallimento sia una distruzione. Smettere di condividere quelle frasi da sfigata su Facebook – quelle di tutto il mondo che ti delude e che se gli altri non ti apprezzano è perché non ti capiscono.

Se gli altri non ci apprezzano, è perché stiamo sbagliando. Perché forse non siamo così presenti come pensiamo di essere, o così simpatici, o così interessanti.
Dio, se fa male ammetterlo.

Le donne sanno cambiare: è questa la soluzione per uscire dal fallimento.
Io so cambiare: devo soltanto ricordarmi come si fa.

E fallire è solo fallire.

Non è un vero problema. Basta smetterla di sentirsi sfigati.

Commenti

  1. I greci con la parola crisi intendevano fare uno sforzo per rinascere, darsi da fare, non fermarsi e attuare il cambiamento partendo da noi stessi. Niente di più vero.

  2. Il fatto di riconoscere in che situazione ti trovi e che vorresti affrontare un cambiamento è già un grande passo verso il cambiamento stesso, altro che sfigata.
    Non dobbiamo impegnarci troppo a piacere agli altri o a essere perfetti, l’importante è per prima cosa soddisfare noi stessi, anche se questo ci porta a non arrivare agli obbiettivi che ci eravamo prefissati, anche se dobbiamo scendere a compromessi, l’importante è essere onesti proprio nei nostri confronti.
    Insomma vogliamoci bene!

    • Certe volte è più complicato del solito, ma non voglio smettere… forse ho solo bisogno di ‘decantare’ prima di rimettermi a nuovo. E ho anche bisogno delle vacanze di Natale 😉

  3. Più che sentirmi sfigata a volte mi capita di sentirmi “sprecata”. Di aver buttato occasioni (io) o di essere stata manipolata (dagli altri) quel tanto per non essere nel posto giusto al momento giusto. Solo che nel momento in cui hai dei figli, non sempre si ha quel coraggio di fare quei bei voli pindarici tipici di chi ha rendere conto solo a se stesso. Io per esempio in questo momento non ce l’ho e ho smesso di farmene una colpa. Ho detto in questo momento. Non ci dormo sopra, altrimenti passo dalla parte del torto. Ma troppe cose sono complicate adesso e bisogna che ne dipani una per volta. Una per volta. Quindi, appurato che in questo momento non “gliela fo” ad applicare quel bel cambiamento che mi farebbe girare pagina, tiro fuori la mia bella resilienza (tanto cara anche a te, vero?) e riformulo i sogni. Che non significa accontentarsi perchè non ho mai goduto accontentandomi. Ma vedere quello che mi succede da un altro punto di vista e trovare una fonte di soddisfazione anche in quello che, per adesso, sono riuscita ad ottenere da me, mi aiuta. Mi sto prendendo in giro? Può darsi. Sempre meglio che sentirmi frustrata. Credo che sia invece la decantazione di cui parli. Ti voglio bene sister!!!

  4. Ciao amica bella
    leggo solo ora il tu post. Dio solo sa quante volte ci sentiamo sfigate, perché, sì, per tutti i motivi che hai elencato. Io penso che l’unico modo per uscire da certi momenti di empasse, sia prendersi una pausa di riflessione vera e poi decidere molto serenamente cosa non fare più: magari ci sono cose che facciamo per inerzia e non ha più senso portare aventi? Inghiottire il rospo e rimettere le energie in circolo.
    Abbraccioni fortoni

Trackbacks

  1. […] affranta, perché mi sono persa, perché ho assaporato il gusto agrodolce del fallimento. Perché certe volte non mi sono sentita brava come avrei […]

Parla alla tua mente

*