Rinnovare la casa low cost: una casa da abitare

Nel percorso di restyling di una casa, o addirittura di arredamento quando si parte da zero, arriva quel momento in cui le idee sono più chiare grazie al fatto che abbiamo analizzato bene la struttura e gli elementi portanti della nostra casa.

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Abbiamo fatto indigestione di ispirazioni e le idee più brillanti e nostre si sono sedimentate nel nostro cuore e infine abbiamo pianificato ciò che serve davvero.


Ma come recita un proverbio latino, Roma non fu fatta in un giorno e la nostra casa non può essere da meno.

Riprendendo le lezioni di stile pensate per un guardaroba perfetto, basta trasporre tutto il discorso sull’arredamento per raggiungere un obbiettivo soddisfacente e duraturo, quindi concediamoci quindi il lusso di abitare la nostra casa, partendo da quello che già c’è. Se è totalmente vuota, posizioniamo le tre cose essenziali (oltre a sanitari e cucina, il letto, l’armadio e il divano) e tutto il resto per terra (la tv, i libri) e permettiamoci di comprendere a fondo quello che migliora il nostro appartamento.

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Sperimentare il less, ha sempre il vantaggio di condurci alla dimensione finale senza sprecare energie a correggere errori di valutazione, ci fa risparmiare soldi e tempo e ci aiuta a focalizzare le reali necessità e i desideri profondi (distinguendoli dalle infatuazioni estemporanee).

Quindi innanzitutto occupiamoci di quello che già possediamo e fa già parte del panorama domestico: il filo dell’antenna che penzola da tempo immemore, il cuscino da cucire, la copertina pensata per la poltrona da lettura da completare, le foto da incorniciare, le sedie da ridipingere. Prima di comprare e aggiungere, occupiamoci di risolvere i dettagli che non vanno: è un esercizio utile in tutti i campi che fa risparmiare e rende ciò di cui ci contorniamo più nostro e di valore.

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Io, per esempio, sto recuperando vecchie stoffe per coprire i vecchi cuscini IKEA che mi avevano stufato e avevo chiuso in un armadio e quindi il prossimo weekend, invece di ‘perdere’ una giornata da IKEA riuscendo certamente a comprare qualcosa di ‘carino ma forse inutile’, rimarrò a casa e mentre i bambini faranno un po’ di acquerelli da attaccare in giro per casa, io tirerò fuori la macchina da cucire e vestirò di nuovo il mio divano!

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Sul less posso dirvi che nel mio caso, l’arredamento essenziale c’è già, ma mancano tutte quelle piccole grandi cose che fanno la differenza: sedute ad hoc, la poltrona dei miei sogni per il mio angolo lettura, i quadri, piccoli oggetti di decoro, i tappeti, le tende, qualche appoggio tipo tavolino, lampade e punti luce, quindi niente di vitale, ma tutto tremendamente indispensabile 😀
Eppure mi sono imposta di godermi questo ‘vuoto’ e questa essenzialità ottenuta dopo il decluttering importante che ho fatto in estate e che mi ha reso dipendente: continuo a scendere quasi ogni giorno da casa con una busta, un oggetto, uno scatolone in mano da mettere da parte nel mio studio, da consegnare a qualcuno o gettare direttamente nel cassonetto.

Al momento non sono pienamente soddisfatta della mia casa, ma è comunque pulita e ordinata e non mi vergognerei certo di invitarci qualcuno. Ha bisogno di tanti aggiustamenti, ma non voglio mettere insieme quattro cose a casaccio, economiche e arrangiate pur di riempire i vuoti, piuttosto stacco i quadri superstiti e rendo completamente libere le pareti per immaginare di reinventarle dal nulla, piuttosto riduco ulteriormente le stoviglie a vista in cucina, porto in lavanderia i cuscini delle sedie e le lascio libere di respirare.
Insomma, togliere invece di aggiungere. E vedere l’effetto che fa. Magari ci piace anche di più!

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Infatti devo ammettere che mi sto proprio godendo questo periodo in cui ogni piccolo gesto, ogni pensiero che rivolgo alla mia casa la arricchisce e la fa crescere e lo sento come un esercizio di cura, quasi una pratica zen che mi abitua ad aspettare invece di aggredire, occuparmi, più che preoccuparmi, rinunciare invece di eccedere.

Avete mai sperimentato questa fase di transizione? O siete della scuola tutto e subito?

Commenti

  1. Sono d’accordo e mi ritrovo molto in questa riflessione. Anch’io sento il bisogno di un rinnovamento in casa, e accanto alla necessità di sostituire alcuni pezzi (es. il letto: finalmente avremo un letto matrimoniale invece del piazza e mezza in cui abbiamo dormito vicini vicini… ma stretti) sto eliminando il superfluo, e mi piace!

  2. Ho dovuto sgombrare la stanza in più per farla diventare una camera e mi sono resa conto di avere una miriade di cose accatastate senza scopo e senza ragione. Ho buttato via tutto quello che avevo messo via e che adesso non mi serve o non mi piace più e collocato il resto nelle altre stanze. Sto procedendo a selezionare gli oggetti che mi servono, a trovare una collocazione agli altri e anche a programmare nuovi acquisti di mobili finalmente ragionati per quando le mie risorse me lo consentiranno. Ogni volta che sgombro una parte di stanza, un mobile, o qualunque cosa respiro più liberamente e sto pensando di trasferire molte cose a casa dei miei ( se mia madre me lo consente) con elenco per poi riprenderle quando saranno necessarie e sarà possibile collocarle in maniera da rispettarle e valorizzarle

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