3 buoni motivi per vestirsi di lino in estate

Visto che ci siamo, diamo un po’ i numeri. 8000, sapete cosa sono? Gli anni, e solo quelli prima di Cristo, a cui risale l’uso del lino nella storia dell’umanità.

La tessitura di questa nobile fibra era una specialità degli Egiziani, che, insieme ai Fenici, la portarono in lungo e in largo nel Mediterraneo e oltre, nelle terre di Bretagna, Inghilterra e Irlanda. Nel Medioevo la coltivazione del lino arrivò là dove avrebbe avuto la sua massima ascesa, nell’Europa continentale.

Il poeta cinquecentesco Hans Sachs così descriveva il paese della cuccagna: “Lì ci sono case fatte da fili di lino, porte e finestre fatte di marzapane, mura e pavimenti di pane e pancetta, balconi di salsicce di maiale. Ogni casa è circondata da un recinto fatto di salsicce arrostite, dalle fontane sgorga vino dolce, che arriva dritto in bocca; dagli alberi pendono ciambelle dove dovrebbero esserci le pigne”.

Ma veniamo ai nostri giorni, in cui creatività dei designer di moda ha incontrato la grande versatilità del lino, facendone uno dei tessuti più apprezzati per abiti e giacche, specialmente estive.

Scegliere il lino in estate è saggio per più di un motivo. Innanzitutto è fresco, nel senso che assorbe moltissima umidità. E poi è resistente, il più resistente fra i tessuti naturali; tutte caratteristiche queste che lo rendono particolarmente adatto ad essere indossato in viaggio.

Vi propongo di giocare con l’ispirazione etnica, abbinando pantaloni ampi, culottes o bermuda, con comode bluse color kaki e sandali tipo Birkenstock. Unico dettaglio vezzoso concesso una bella collana, magari da comprare durante il viaggio!

Altra caratteristica del lino è che è per lo più anallergico, quindi ideale da portare tutti i giorni, in casa e fuori.

Per un look un po’ retro, che ricorda ragazze mediterranee affacciate all’uscio mentre occhieggiano languide ai giovanotti, vi propongo di abbinare un abitino color carta da zucchero con un camicione in tinta da usare come soprabito. Ai piedi calzate espadrillas dalla suola in corda. I capelli lasciateli cadere naturali sulle spalle.

Ultime proprietà del lino che vi voglio svelare sono quelle isolanti e termoregolatrici. In quanto fibra cava al suo interno il lino ha una funzione termoregolatrice, che lo rende adatto a tutte le stagioni e temperature. Cosa c’è di meglio da indossare in città?

Invece del solito tailleur, vi consiglio un gilet soprabito senza maniche da abbinare a un pantalone in tinta con lunghezza a tre quarti.

Se il gilet non è troppo scollato indossatelo da solo, altrimenti combinatelo con un top di seta. Una borsa a mano e un paio di scarpe col tacco completeranno il look.

Come dite? Il lino si stropiccia? E chi se ne importa! Un tessuto così bello non ha bisogno di essere fresco di stiratura, anzi secondo me l’aria “vissuta” lo rende ancora più interessante.

Commenti

  1. Negli anni qualche abito in lino lo ho avuto anche io, fresco si ma veramente basta mezza mattina in ufficio e sembra di avere addosso una pezza tanto che si stropiccia!Ho provato anche a comprare qualche abito misto lino e viscosa ma ahimè perde in freschezza.Ogni volta vengo tentata da qualche capo che fa capolino dalle vetrine ma sono sempre indecisa visto l’effetto “straccio”.

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