Stile Militare: come indossarlo e abbinarlo

Nel marzo 2010 Vogue America pubblica Military Issue, un editoriale di 12 pagine con le foto di Mario Testino, che ritraggono modelle dai volti sorridenti vestite di kaki e verde, con ampio uso di cinture, mostrine e bottoni che ricordano le uniformi militari. I capi sono di Balmain e Gaultier, marchi che forse più usualmente si ispirano ai look militari, ma anche di Chloè, Max MaraVuitton.

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NEW YORK, NY – SEPTEMBER 11: Model Samantha Archibald walk the runway at Marc Jacobs during Mercedes-Benz Fashion Week Spring 2015 at Seventh Regiment Armory on September 11, 2014 in NYC.

Nello stesso mese il fotografo Matt Jones e la fashion editor Isabel Dupre pubblicano su Marie Claire un altro editoriale, Military Tactics, in cui la celebre modella Lily Aldridge sfoggia nel bel mezzo del deserto scarponi e bluse militari.

Ancora più esplicito è il titolo che Anne Christensen attribuisce al servizio di moda di  T, il magazine del New York Times, dove si vede, fotografata da Jean-Baptiste Mondino in una New York notturna e psichedelica, la sexy modella Eniko Mihalik e che fa esplicito riferimento al combattimento, seppure più in chiave sessuale che strettamente bellica. Il servizio si intitola Combat Ready.

Se il 2010 è l’anno d’oro del trend militare, lanciato a tutta velocità dalle riviste più patinate e avallato da editor e stylist di prima grandezza, la tendenza non accenna ad eclissarsi neanche nella stagione 2015 e fino ad oggi.

Un segno dei tempi,  così lo considera l’antropologa americana Catherine Lutz, che ha riflettuto su quanto l’industria dell’entertainment abbia negli ultimi decenni contribuito a sdoganare e naturalizzare la guerra, contribuendo, soprattutto in società come quella americana, anche ad avvicinare i giovani alla carriera militare.

Non solo la moda quindi, ma anche il cinema e la musica, basta pensare al video di  “Boom Boom Pow” dei  the Black Eyed Peas o alla serie Army Wives, che racconta la vita delle mogli dei militari, fra avventure erotiche, bambini e lunghe video chat trasudanti romanticismo con mariti quasi sempre assenti, che combattono in posti remoti, tenendo lontano il dramma, il sangue e la morte.

Mi sembra interessante notare come nel tempo questo trend militare sia evoluto, fino quasi a perdere la sua connotazione legata alla guerra, all’aggressività e anche all’ammiccamento sexy.

Potremmo definire Military Chic la tendenza che emerge dalle sfilate primavera estate 2015 di New York; l’accento è posto su una femminilità pacata e poco aggressiva.

Veste di kaki, a suggerire un safari cittadino la donna di Ralph Lauren, che indossa un cappello di tela e numerose tasche con una super femminile gonna tubino. Per la sera si trasforma accentuando dettagli importanti e declinando il classico verde in volumi e texture di raso e paillettes che hanno davvero poco a che fare col campo di battaglia.

Più direttamente ispirato alle uniformi è l’abito di Victoria Beckham, che però diventa minimale al punto che l’ispirazione militare diventa solo un suggerimento.

Altra chiave di lettura è quella che aggiunge un tocco di freschezza e una stridente nota gitana ai capi tradizionalmente legati all’ordine e alla disciplina, come nel caso della giacca di Gucci, in cui le mostrine si trasformano in piume, o della camicia vedo non vedo di Ralph Lauren, abbinata a collanine un po’ freak e a una vaporosa gonna di tulle giallo.

Tommy Hilfiger, invece, propone un completo giacca shorts che sembra uscito dalla copertina coloratissima di  Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, album dei Beatles del ’67.

Anch’io ho provato, a modo mio, a sdrammatizzare il trend militare, indossando in maniera casual una tuta verde, comprata in una catena di fast fashion, abbinata a sneakers leopardate e accessori in contrasto. Che ve ne pare?

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