Leggings

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Facciamocene una ragione: i leggings sono entrati nei nostri guardaroba. E non nella zona ‘articoli per l’attività sportiva’, ma proprio nell’anta ‘buona’. Si trovano a buon mercato e super griffati, ce li propongono in estate e in inverno e anche se noi ragazzine degli anni ’80 li chiameremmo ancora pantacollant, adesso ci dicono che si chiamano leggings. Eppure la sostanza, lo sappiamo, è la stessa, quindi come abbinarli e farne nostri alleati, rimuovendo i traumi infantili?

I leggings non stanno bene a tutte

Tanto per cominciare prendiamo in esame questo capo controverso e, come dovremmo fare per ogni indumento, analizziamo le sue caratteristiche in base alla nostra morfologia. Il leggings è praticamente un collant molto spesso: aderisce perfettamente alla gamba e quindi ne mette in risalto la fisionomia. Questo vuol dire che se le gambe non sono il nostro punto forte possiamo scegliere capi d’abbigliamento decisamente più donanti.

I leggings NON stanno bene a chi ha gambe molto magre (sembrereste la gru di Kunfu Panda), a chi ha gambe storte (molto meglio pantaloni fluidi), a chi ha gambe poco armoniche nelle proporzioni tra polpaccio, ginocchia e inizio della coscia (per esempio chi ha polpacci molto sviluppati o ginocchia particolarmente prominenti). Paradossalmente stanno meglio a chi è un più in carne e proporzionato, ma è ovvio che se l’effetto diventa di carne sottovuoto, è bene astenersi: ci sono tante alternative più eleganti.

I leggings non sono pantaloni

Cosa sono i leggings? Appunto, poco più di un collant. Più caldi e confortevoli di un paio di calzamaglie 50den, ma meno strutturati di un pantalone skinny. Il concetto da tenere sempre stampato in testa è che comunque non sono pantaloni, significa che hanno bisogno di essere abbinati a un top lungo almeno fino a metà coscia (e dipende ovviamente dalla coscia), possibilmente morbido, anche larghissimo, mai aderente (dove possiamo andare vestite da Cat Woman al di fuori della disco?).

Per questo motivo i leggings si prestano bene alle sovrapposizioni (leggings + gonna, leggings + abito) per giocare con giustapposizioni di stampe e tessuti.

I leggings hanno la lunghezza giusta (e quella sbagliata)

Dove devono essere tagliati i leggings? Non esattamente alla caviglia. Non devono mozzare la gamba e fermare la circolazione, molto meglio se restano leggermente più lunghi e si adagiano sul collo del piede. Ancora meglio se fanno un leggero sbuffo e qualche piegolina di esubero, come se fossero un po’ lunghetti. In alternativa, magari in primavera, che siano corti a uno o due palmi dalla linea immaginaria della caviglia.

I leggings hanno un colore. Al massimo due.

Insomma diciamocelo, il leggings di per sé non è un indumento particolarmente chic, quindi cerchiamo di smorzare il suo retrogusto con un colore sobrio, scuro e tinta unita. In alternativa le righe hanno sempre il loro fascino, scegliete un accostamento elegante: bianco e nero, bianco e beige, blu e grigio.

I leggings possono essere chic?

Tutto quello che indossiamo separatamente, abbinato e gestito con gusto, può essere chic, persino un leggings.

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Quindi, ricapitolando, per essere chic i leggings vanno abbinati con un top (una camicia, una maglia, una t-shirt, un maglione, un cardigan) ampio e morbido, ma soprattutto lungo. In soldoni, il sedere non deve essere mostrato ed enfatizzato, anche se è bello, sodo e rotondo. Facciamo attenzione alla lunghezza evitando l’effetto anni ’80 a pinguino, prediligendo una versione “capri” o decisamente più lunga e morbida sul collo del piede. Infine rifuggiamo come la peste i colori neutri come cipria, beige, greige e compagnia bella: sembreremmo irreparabilmente nude.

Voi usate i leggings?

Che accorgimenti adottate per farli uscire dalla palestra e metterli nella vita di tutti i giorni?

Leggi i post che spiegano i look sui leggings

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