7 responses

  1. La Giulia
    24 marzo 2015

    quel libro, frivolo e alla fine pieno di cose che già sapevo, è il mio riferimento…
    quando non so che cosa mettermi lo apro e l’idea mi viene subito
    la magia di parigi

    😉

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    • Siro
      24 marzo 2015

      Alla prima lettura mi è sembrato un po’ banale, ma poi mi sono ricordata che avevo già frequentato le lezioni di stile di Caia 😉
      Adesso invece ogni tanto lo apro anche io e noto cose nuove, e soprattutto non vedo l’ora di andare a vedere i negozietti che consiglia a Parigi!

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      • La Giulia
        24 marzo 2015

        idem
        ma noi eravamo già laureate e specializzate……
        😉

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  2. MarinaM
    24 marzo 2015

    ehhhhh Inès…. dunque io la “frequento” e la invidio da quando era icona di Chanel e le fecero indossare una famosa parure di zaffiri esposta al Louvre. grazie a Dio le stava malissimo perché a lei così mora e secca quelle pietre splendide non donavano.
    detto ciò ho letto e riletto e analizzato il suo libro che però non mi ha convinto molto:
    1 – dà consigli da ricca e privilegiata che vive in zona Luxembourg.
    2 – è secca e alta e mediamente le sta bene quasi tutto (tranne gli zaffiri di cui sopra :devil:) e se sei secca, alta e ricca, fai moooolta meno fatica a vestirti perché anche con un jeans e una t-shirt stai dadddio. specie se sotto ci porti un paio di Belle de Jour di Roger Vivier. Inèsi è, come dicono i francesi, l’égerie del marchio (che appartenendo a Della Valle, oggi viene prodotto anche nelle Marche profondo moto di orgoglio)
    3 – i suoi consigli sono difficili da esportare oltralpe perché il gusto e lo stile sono immensamente diversi. frequento abbastanza Parigi per poterlo dire con una certa sicurezza. ci sono must parigini che magari possono piacere ma indossati qua non vanno. vedi per esempio il panier. tutte le francesi vanno a fare le courses con il panier qua ti guardano come se fossi pazza.
    4 – da ciò deriva che i negozietti da lei consigliati – e quasi tutti da me e dalla mia amica Giulia religiosamente visitati – sono improponibili. cioè mica perché sono consigli sballati, anzi. ci sono negozi splendidi, con oggetti magnifici ma cari come il fuoco. fra l’altro se volete le news trovate dei video molto carini nel sito di Roger Vivier circa quattro all’anno centrati su diversi quartieri parigini. siamo state in pellegrinaggio da Marie Hélène de Taillac che fa gioielli splendidi, d’oro basso e con pietre non preziosissime, ma carissimi.
    quindi per concludere, mooooolto, moooolto, meglio i 101 consigli di Caia

    ps non so per quale motivo è entrato nel lessico comune un errore: robe è femminile quindi va tutto concordato la petite robe noire.

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    • La Giulia
      24 marzo 2015

      come hai ragione sul panier!!!
      io ci ho provato ad andare al mercato con il panier…mi guardavano esattamente come dici tu: la pazza.
      a meno che tu non vada nei mercati radical chic della capitale dove puoi anche farlo, ma una costa di sedano costa quanto il collier di zaffiri 😀
      comunque poi vi dico qual era la gioelleria dove comprai per caso gli orecchini e che consiglia anche lei…quella non era improponibile come prezzi…
      si trova vicino a place dauphine, uno dei miei luoghi del cuore a parigi

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  3. claudia
    24 marzo 2015

    ma infatti qui era già stato detto tutto!!!!
    e poi dai….Ines….non importa essere nate a Paris ma va bene anche Saint-Tropez??? oh….sarà perchè io sono nata a Medicina che non ho uno stile parigino! :bigsmile::bigsmile::bigsmile:
    però sugli indirizzi sono curiosa anch’io, si potrebbe organizzare un tour shoppistico e poi fare anche le recensioni!

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  4. Donna Bianca
    24 marzo 2015

    Quoto Marina: alla cara Inès (icona di stile anche per me) piace vincere facile. Cioè sei alta due metri, magra, bellissima e con un’allure che le comuni mortali si sognano… hai voglia che quello che ti metti non ti stia d’incanto! Per capirci, la nostra sarebbe una dea anche se si mettesse la più infame delle mie tute, io potrei farmi il guardaroba uguale al suo e resterei… io!
    Poi è vero che ci sono suggerimenti che vanno sempre bene (i punti 1, 2 e 4 dei non consigli, per dire), però ecco, diciamo che considero il suo libro una lettura amena…
    ps io mi sento già un pochino scema a usare il panier per raccogliere fiori in giardino, figuriamoci andare a farci la spesa in città. Magari in un mercatino di Provenza, ma nella ridente provincia italica, anche no 😉
    pps comunque grazie Inès per aver definito “dettagli assurdi” alcune delle cose che indosso regolarmente per pura comodità (es. le ballerine con la gonna a matita). Non so se prenderlo come un complimento o andare a piangere dalla mamma…

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